TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


domenica 8 gennaio 2012

Guido Araldo, Regina



Come c'è finito un serpente corallo nella bicicletta di un ingegnere di Cuneo? E a chi era diretto un simile regalo: a lui o alla sua amante? Un'indagine del "Commissario" (il protagonista dei noir di Guido Araldo) incalzante e strana da scoprire puntata dopo puntata ogni domenica su Vento largo.

Guido Araldo

Regina

(Quarta puntata de "Il serpente corallo")

Ornella è un po’ la capessa delle tre segretarie nello studio dell’ingegnere. La più anziana: sposata, senza figli, totalmente dedita alla casa e al lavoro, palesemente preoccupata per il suo futuro; difficilmente troverà un lavoro altrettanto gratificante, con un datore di lavoro altrettanto galantuomo. E’ sollecita nel rispondere alle domande del commissario, che si è recato personalmente nell’ufficio dell’ingegnere: grande, spazioso, luminoso, ingentilito da piante ornamentali e, anche, da un acquario. Ornella specifica che ci sono quattro lavori importanti al vaglio dell’ingegnere:

una valutazione sui terreni della “cascina dell’Uccellatore”, dove dovrebbe sorgere il quarto centro commerciale attorno alla città, come se i tre già esistenti non bastassero; l’analisi sugli scarichi atmosferici di un’importante industria in Catalogna, per l’adeguamento alle nuove normative europee; la perizia, su richiesta dal tribunale di Rovigo, in merito agli scarichi urbani di una città prossima al litorale, in seguito ad un esposto dei coltivatori di mitili; lo studio di compatibilità ambientale per un campo da golf in Toscana, richiesto dal consiglio regionale fiorentino.

Dietro ad Ornella c’è Ottavia: segretaria elegante, avvenente, ossigenata, ingioiellata, nubile, veterana nello studio dell’ingegnere. E’ inconsolabile per la perdita del suo datore di lavoro, che definisce il migliore al mondo e sembra abbandonarsi a un lamento greco:

Perché ce l’ hanno ucciso? Perché? Era un gentiluomo, come pochi altri in città, in tutto il Piemonte! E ora, che ne sarà di noi, di questo ufficio, del nostro futuro? Mi sembra incredibile ciò che è successo!

La segretaria Ornella tiene ad evidenziare un’anomalia, un’incongruenza:

Signor commissario, da sei anni gestisco la contabilità amministrativa e da almeno un paio di anni figurano nell’organico di questo ufficio non tre, ma cinque segretarie!

Cosa? Continui, la prego.

Non ho mai osato chiedere spiegazioni in merito all’ingegnere; ma si tratta di due fantomatiche segretarie che nessuna di noi ha mai avuto il piacere di conoscere. La faccenda mi è sempre sembrata strana o, per lo meno, molto misteriosa. -

Posso conoscere il nome di queste due fantomatiche segretarie?

Una certa Pamela e una certa Regina… -

Pamela, la “compagna” dell’ingegnere? –

Le tre segretarie sembrano sobbalzare all’unisono.

Compagna?

La segretaria Angelica, la più giovane, che è anche più fresca d’assunzione, s’intromette: una donnina minuta, nervosa, scattante. Immediatamente esclama: A noi non risulta che l’ingegnere avesse una compagna!

Eppure, vi assicuro – precisa il commissario – la “segretaria” Pamela era in casa dell’ingegnere al momento del crimine.

Le tre donne si guardano stupite: inequivocabili i loro sguardi interrogativi. E’ Ottavia a precisare: Sospettavamo che l’ingegnere avesse un’amante, non una compagna che lo frequentava assiduamente.

Il commissario annuisce conciliante e conclude: Vi ringrazio della segnalazione: vi assicuro che approfondirò la faccenda e sarà mia cura tenervi informate. Vi prego di fornirmi tutti i dati in vostro possesso riguardanti queste due fantomatiche “segretarie”, che sarà mia cura interrogare.

Mentre scende le scale, il commissario s’interroga: chi potrebbe cominciare a importunare con le domande? Pamela o Regina? Pamela l’ha già sentita. Perché non conoscere Regina? Nella scheda fornitagli dalle sollecite segretarie c’è anche il suo numero telefonico.



Regina arriva trafelata al bar “Grand-Marnier”. Quando ha ricevuto la telefonata sembrava che se l’aspettasse e il commissario ha addirittura percepito un sospiro di sollievo. Regina è alta: corpo da fotomodella appena appesantito dall’età; capelli fluenti vaporosi, a boccoli, color del grano maturo. Una donna che in strada si fa indubbiamente notare! Offre una vista che riempie gli occhi, senz’ombra di dubbio: sui quarant’anni, come Pamela; forse più anziana, ma di poco. Il sorriso è d’obbligo, ma quant’è forzato! Per prima cosa un ringraziamento: Grazie, signor commissario, per non avermi convocata nel suo ufficio!

E anche un complimento, forse sincero: Lei mi pare un galantuomo e questo mi consola.

Al commissario, frastornato, non resta che domandarle: Che cosa gradisce?

Un caffè corretto con un goccio di sambuca: credo proprio di averne bisogno!

Pare che Regina abbia una gran voglia di parlare: So che ha incontrato Pamela.

Stupore sullo sguardo del commissario: era convinto che le due fantomatiche segretarie non si conoscessero.

Ci siamo sentite stamani. – spiega Regina - abbiamo parlato a lungo. Ci sembra ancora incredibile ciò che è successo all’ingegnere. Mi pare quasi di trovarmi in una dimensione della realtà parallela, illusoria. Pamela è d'accordo che le racconti ogni cosa.

Ogni cosa? – esclama il commissario esterrefatto.

Pamela ed io abbiamo storie in un certo senso parallele. Precisa Regina che sembra trovarsi in difficoltà.

Il commissario si sente in dovere di atteggiarsi comprensivo, se non addirittura complice: Si fidi di me! Cercherò di coinvolgerla il meno possibile.

Grazie!

Un profondo sospiro affiora dalle rosse labbra evidenziate con il rossetto sui bordi, mentre le mani dalle dita affusolate, con le unghie ben curate, affondano nei boccoli dorati, come per renderli più vaporosi, quasi per far prendere aria alla mente.

Siamo entrambe sposate, entrambe divorziate, entrambe con una figlia lontana e, ora, entrambe private di un grande amico! Fino a un paio di anni svolgevamo lavori stagionali, qualificati: d’inverno in un centro estetico, di lusso, molto riservato; d’estate ci trasferivamo alle terme. Pamela, inoltre, sapeva improvvisarsi arredatrice. Ha buon gusto e non immagina, signor commissario, quanti suoi amici e conoscenti ricorressero alla sua qualificata competenza!

La signora tiene a precisare: Non mi fraintenda! Eravamo donne sole; ma oneste e per bene! Oh sì, vantavamo più di un corteggiatore, che però sapevamo tenere al suo posto. Più di un idiota ci considerava delle lesbiche e abbiamo ricevuto entrambe diverse proposte di matrimonio; ma né io, né Pamela desideravamo ricominciare daccapo. Sapevamo benissimo cosa significasse introdurre un uomo in casa: calzini e mutande da lavare, pranzi da preparare, libertà limitata… Avevamo già dato!

Regina trangugia di fretta, nervosamente, il caffè corretto.

Poi, sul finire dell’estate di tre anni fa, Pamela ed io decidemmo di concederci una bella vacanza. Per la verità era già un paio di anni che a fine ottobre, terminata la stagione termale, ci permettevamo viaggi entusiasmanti, come una crociera sul Nilo o una crociera nelle isole greche, fino a Costantinopoli.

Al bar non c’è avventore che non le abbia gettato addosso avide occhiate galeotte.

Fu durante la crociera sul Nilo che incontrammo tre amiconi, anch’essi in vacanza: tutti sposati, tutti liberi poiché divorziati, e tutti più avanti di noi nell’età di una dozzina d’anni. Tipi simpatici, facoltosi e, soprattutto, dei gentiluomini: l’ingegnere, un immobiliarista e un farmacista! Diventammo subito amici e continuammo a frequentarci anche dopo la crociera, poiché vivevamo nella stessa città.

Regina solleva le spalle. Che vuole che le dica, signor commissario: da cosa nasce cosa!

Credo di aver intuito.
Oh no, signor commissario, lei non ha intuito un bel niente! Adesso le spiego.

Ancora un sospiro profondo tra le rosse labbra, e di nuovo le mani affusolate affondanti nervose tra i boccoli dorati!

Pamela ed io, lentamente, c’inoltrammo al di là di una semplice amicizia con questi tre galantuomini e smettemmo di frequentare il centro estetico nella brutta stagione e le terme nella bella stagione, per diventare semplicemente le loro “compagne”. Fu allora che l’ingegnere s’incaricò di pagarci i contributi assistenziali e pensionistici, come se fossimo state delle brave segretarie.

Ah, ecco svelato l’arcano! – esclama il commissario che però, a questo punto, ha le idee piuttosto confuse.

Si limita a commentare: Il futuro non deve essere trascurato! La pensione potrebbe essere importante, addirittura determinante, un domani.

Proprio così! – annuisce Regina

Il commissario abbisogna di chiarimenti e la esorta: Continui!

Con galanteria s’informa: Desidera altro?

Un bicchiere d’acqua fresca, meglio se frizzante.

Mi perdoni la domanda: potrebbe essere più chiara nel definire il ruolo di “compagna”?

Adesso le spiego meglio! Questi tre galantuomini dispongono rispettivamente di due alloggi, due villette, due case. L’ingegnere, ad esempio, non aveva soltanto l’alloggio nel palazzo liberty, dov'è stato sorpreso da morte improvvisa, ma anche un bell’attico appena fuori città, in borgata San Sebastiano.

L’ammissione successiva stupisce il commissario:

Lo acquistò per accogliermi!

Poi la donna continua, senza la necessità d’essere esortata:

L’ingegnere aveva per “compagna” Pamela la domenica e il lunedì, mentre a me dedicava il giovedì e il venerdì. Con Pamela “conviveva” nell’alloggio in città; mentre trascorreva con me il giovedì e il venerdì nell’attico in borgata San Sebastiano.

Se ho ben inteso: due mogli per quattro giorni la settimana!

Proprio così!

La “segretaria compagna” si affretta a specificare:

Sia chiaro, senza ruoli di “servitù” per me e Pamela, come accudire alla pulizia della casa e quant’altro spetterebbe a una buona massaia: compiti demandati a donne di servizio o alle lavanderie.

Ancora un chiarimento: Poteva capitare a volte, su richiesta dell’ingegnere, che lo accompagnassimo a turno nei suoi frequenti viaggi all’estero, a Barcellona, Zurigo, Berlino, Dublino, Bruxelles.

Se ho ben inteso, altrettanto accadeva con gli altri due “corteggiatori”.

Regina annuisce abbozzando un sorriso vagamente birichino, alquanto malizioso, che però di colpo si spegna sulle rosse labbra carnali, allorché il commissario abbozza una domanda imprevista:

Posso conoscere i nomi degli altri due galantuomini?

E’ proprio necessario?

Non pensa che potrebbe essere uno di loro l’assassino?

Ma che va dicendo? Impossibile!

La gelosia, a volte, è una brutta bestia!

Oh no, signor commissario, ha imboccato la strada sbagliata! Le assicuro che si sbaglia, e di grosso!

Segue un imbarazzato silenzio.

Che brutta situazione!

Regina non è stupida e china lo sguardo con imbarazzo. Proprio non aveva previsto una simile domanda! Ma è soltanto questione di attimi e annuisce.

Sta bene! I due “corteggiatori” sono il signor Filippo De Lorenzi, soprannominato il “Diablo”, immobiliarista; e il dottor Claudio Daho, farmacista, proprietario di quattro farmacie, che Pamela ed io siamo solite soprannominare “l’angelo custode”.

Ancora un imbarazzato silenzio e poi la precisazione: Per quanto mi riguarda, ero compagna dell’ingegnere il giovedì e il venerdì; del “Diablo” durante il week end e del farmacista il martedì e il mercoledì.

Se ho ben inteso, le restava soltanto il lunedì come giorno “libero”. – avrebbe voluto dire di “riposo”, ma si è morsicato la lingua.

Proprio così! Un po’ come le parrucchiere; ma non sempre, giacché sovente il “Diablo” ama prolungare il week end anche il lunedì.

Però!

La domanda è indiscreta, addirittura sfacciata ma necessaria: Quanto a giornata?

La reazione di Regina è immediata: rabbiosa e persino scandalizzata.

Ma che va sospettando, signor commissario! Per chi ci ha preso? Non sono mica una di quelle, assolutamente! Per carità, nessun vile commercio! Mi ha offeso!



Ma il commissario non demorde: Vuol farmi credere che sia lei e sia Pamela vivete di aria?

Il sorriso di Regina è disarmante. Oh no, certo che non viviamo d’aria! L’ingegnere, l’immobiliarista e il farmacista provvedevano alle nostre spese. Alla fine di ogni mese rimpinguavano con discrezione i nostri conti correnti bancari, secondo il loro estro e, anche, secondo le loro momentanee disponibilità. Se poi capitava che i nostri galantuomini tardassero o si dimenticassero, né io e né Pamela glielo ricordavamo.

Lo sguardo della “segretaria compagna” si è di colpo indurito: Oh sì, potremmo essere considerate delle mantenute; ma noi non ci reputiamo tali! “Compagne” e nient’altro! Se poi capita che qualcuno finisca all’ospedale, com’è successo al farmacista dopo un lieve collasso, ci adoperiamo come “zelanti infermiere” ad assisterlo.

Un pensiero improvviso illumina la mente del commissario: ecco svelato l’arcano motivo che ha portato al fallimento il comunismo! Un simile concetto di “Compagno” e “Compagna” non fu mai applicato.

Il commissario osa: Mi perdoni se cerco di fare un po’ di conti. Sbaglio, se reputo che l’ingegnere pagasse il conto più esoso?

Perché?

Santo cielo, si addebitava anche le spese per la vostra copertura sanitaria e previdenziale!

Ne è sicuro?

Che intende dire?

Il “Diablo” e “l’angelo custode” collaboravano a quella spesa!

Ma altre domande sono in serbo: Mai nessuno screzio, nessuna incomprensione in questo eccentrico menage a cinque?

Può anche non credermi, signor commissario, ma sono stati due anni incantevoli di corteggiamenti, viaggi, cene, feste, crociere. Oh sì, non posso negarlo, certe simpatie sono inevitabili! Durante le crociere io mi fingevo moglie del “Diablo” e Pamela dell’ingegnere; mentre il farmacista amava presentarsi come un eccentrico dandy. Ci divertivamo moltissimo! Anche quest’anno avevamo previsto di partire per una crociera nel mese di ottobre: nelle Piccole Antille e, ancora una volta, io sarei stata la moglie di “Diablo”. Avevamo già prenotato e versato un acconto.

Sarebbe una deduzione errata ipotizzare che l’ingegnere e il farmacista fossero antagonisti in amore?

Ma che cosa andate a pensare, signor commissario? Non sospetterà mica che ad ammazzare l’ingegnere sia stato il farmacista, per togliere di mezzo un rivale?

Le pulsazioni umane sono incontrollabili e, a volte, giocano brutti scherzi, anche nei migliori individui.

Signor commissario, mi creda: è totalmente fuori strada! Per quanto mi riguarda, sarei disposta a mettere la mano sul fuoco nel reputare il farmacista innocente: un galantuomo che non farebbe male a una mosca!

Il commissario tra sé medita sospettoso: “In questo caso, mia bella biondona, potresti anche scottartela!”

Regina si fa audace e posa una mano su quella del commissario: Comprendo i suoi sospetti, più che legittimi; ma le ripeto che, seguendo questa pista, si troverà totalmente fuori strada! Ne sono più che sicura!

E’ una donna concreta.

Se sarà inevitabile da parte sua interrogare l’immobiliarista e il farmacista, la supplico di usarmi una cortesia: non mi faccia passare per una spia!

Il sorriso del commissario affiora rassicurante:

Le assicuro, signora, che farò il possibile e l’impossibile per non esporla, e userò tutta la discrezione di cui sono in possesso.

Grazie! Non so davvero come ricambiarla.

Non è il caso che lei si senta in obbligo verso di me! Proprio non è il caso. Anzi, sono io che devo ringraziarla: il nostro colloquio è stato prezioso per abbozzare ciò che gli investigatori sono soliti definire “il quadro d’insieme”.

Regina si alza ed elargisce al commissario un sorriso solare, mentre sulle guance affiora un timido rossore. Si esibisce in un abbozzo d’inchino, quasi una gentildonna veneziana d’altri tempi, e se ne va.
Il commissario si gratta la nuca rasata e impreca contro se stesso: certo che avrebbe gradito una ricompensa! Non è mica fatto di ferro, per san Michele Arcangelo! E’ stufo di farsi del male negandosi simili occasioni; ma sa che non è lecito accettarle. Chissà, con simili tipe, in un letto, le “confessioni” sarebbero più intime, dettagliate, precise, illuminanti!

Scuote il capo come per scacciare quei cattivi pensieri e, anche, per farne uscire il diavoletto che li ha ispirati. Ignora che una sorpresa lo attende appena svoltato l’angolo: Pamela!

Non ha resistito!

E’ venuta a spiare l’incontro del commissario con la sua amica. Pamela è preoccupata: Signor commissario – sussurra mentre lo accompagna nella stradina deserta, adiacente ai portici affollati – due più due fa quattro e so d’essere la principale indiziata!

Si potrebbe spiegare meglio?

Santo cielo, signor commissario, non si finga, almeno, un finto tonto! Chi ha infilato il micidiale serpente nel portapacchi della bicicletta, sapeva che l’ingegnere sarebbe sceso a prendere il guinzaglio del cane, dimenticato al rientro dalla scampagnata in bici. E chi era a conoscenza di questa dimenticanza, peraltro emersa soltanto al momento di accompagnare il cagnolino a fare i suoi bisognini? Io e l’ingegnere: nessun’altro! Per questo motivo sono consapevole d’essere nell’occhio del ciclone. Forse lei, signor commissario, medita che questo incontro e le stesse mie parole non siano altro che il maldestro e patetico tentativo di stornare dalla mia persona pesanti sospetti. Ma le assicuro che non è così! Io sono innocente! Glielo giuro su mia figlia e su mio nipotino: quanto ho di più caro al mondo!

Un brivido intenso la percorre, generandole palesi tremori.

Se penso che sarei potuta scendere a prendere il guinzaglio del cane e mettere tranquillamente la mano nel cestello al posto dell’ingegnere, mi vengono i granèt (la pelle d’oca).

Finora a suo carico non è stata mossa nessuna accusa. Ammetto che l’avrei convocata nel mio ufficio per maggiori chiarimenti; ma, visto che è qui, non le dispiace se colgo l’occasione per porgerle alcune domande?

Sarà un piacere e un sollievo risponderle!

In questo eccentrico pentagono amoroso, descrittomi esaurientemente da Regina, non sono mai affiorate gelosie, rancori o semplici tendenze a rapporti esclusivi?

No! Assolutamente no! Le posso assicurare, per quanto mi riguarda, che tutto filava liscio, come in un ingranaggio svizzero, senza intoppi. E credo che, allo stesso modo, l’ingranaggio funzionasse per Regina.

Non ha mai ricevuto proposte matrimoniali dall’ingegnere o dal farmacista; probabilmente declinate con garbo, lasciando però la porta socchiusa?

Sa che le dico, signor commissario? Che lei ha molta fantasia!

Sta bene, ho molta fantasia; ma lei non mi ha risposto!

No! Le assicuro che non ho mai ricevuto proposte matrimoniali dall’ingegnere, dal farmacista e, anche, dal “Diablo”. E, più ancora, non ho mai riscontrato il minimo antagonismo tra loro: buoni amici da molto tempo, già prima di conoscere me e Regina.

Un sorriso affiora improvviso e accompagna un ricordo:

Un giorno mi sono lamentato della mia auto che mi aveva lasciato a piedi: una vecchia Volvo che, ormai, perdeva i pezzi. Qualche giorno dopo ho ricevuto la sorpresa di una telefonata da un concessionario d’auto, che mi annunciava un regalo strepitoso: una Jaguar nuova, bellissima. Invece di esultare, sono andata furiosa dal concessionario: consideravo quell’auto un regalo eccessivo. E là ho scoperto che era un dono di tutti e tre: si erano messi d’accordo, e non solo! Una Jaguar identica era stata regalata a Regina!

Il commissario non può trattenere un vago sorriso, generato dal pensiero repentino che soltanto per questo, per come hanno turlupinato tre benemeriti allocchi, Pamela e Regina meriterebbero finire in galera!

La signora continua: Adesso riesce a comprendere com’era il nostro pentagono amoroso?

Spontanea sgorga la definizione: Un magnifico giocattolo, irrimediabilmente infranto dal morso di un serpente velenosissimo!

Con la precisazione: Una proposta di matrimonio, per quanto discreta o plateale, avrebbe potuto rivelarsi il classico granello di polvere che lo avrebbe irrimediabilmente inceppato!

Gli occhi di Pamela si velano di lacrime.

Ho vissuto due anni indimenticabili con Regina, l’ingegnere, il farmacista, il “Diablo”! Un esempio per tutti: una sera, durante la crociera sul Nilo, Regina ed io chi camuffammo da odalische, vestite con veli molto succinti, e i nostri tre accompagnatori andavano a gara nel ballare tra le nostre braccia, nel corteggiarci; mentre non c’era uomo, tra i presenti, che non ci desiderasse!

Si scuote e s’interroga: Per commettere un simile crimine ci vuole un movente, e quale sarebbe potuto essere il mio movente?

Me lo dica lei! – la esorta il commissario.

Il desiderio che il nostro bel giocattolo s’inceppasse? A quale scopo? Avevo soltanto da perderci! Oppure il desiderio di mettere le mani sulla cospicua eredità dell’ingegnere? Ma l’ingegnere ha figli, legittimi eredi!

Pamela non si trattiene: Lei, signor commissario, un’ipotesi se l’è fatta: deve essersela fatta! Me la può riferire?

Sì, è vero! Un’ipotesi me la sono fatta! Ed è un’ipotesi inquietante. L’insolito ed eccentrico assassinio dell’ingegnere potrebbe essere stato generato dalla scriteriata azione di un folle, di uno stupido, di uno squilibrato o di un lucido esibizionista. In tal caso l’intera cittadinanza potrebbe essere minacciata, poiché in città si aggirerebbe un demente o un serial killer con il vezzo di mettere serpenti velenosissimi nei cestini delle biciclette, nelle scarpe lasciate fuori dall’uscio, nell’acquasantiera di una chiesa e chissà dove, nei luoghi più impensati.

Un brivido torna a far vibrare Pamela. Non dica queste cose neppure per scherzo, signor commissario. Sarebbe terribile!

Ma, per il momento, resta l’ipotesi più attendibile!


continua

Guido Araldo è nato a Saliceto, vive a Cuneo. Autore di numerosissime opere fra cui 22 romanzi storici, alcuni dei quali apparsi in Francia a cura delle edizioni Harmattan di Parigi, 18 gialli noti come "gli enigmi del commissario" e 3 saggi sulla storia dei templari e l'esoterismo occidentale. Nel 2000 ha vinto il primo premio del concorso letterario “Galeotto del Carretto” con il libro Prèscricia, la Pietra Scritta. I suoi libri sono presenti nel catalogo online Feltrinelli. Per informazioni più dettagliate si invita a consultare il sito Editoriale l'Espresso "ilmiolibro.it".