mercoledì 31 ottobre 2012

Francia: Decentralizzazione, una riforma molto poco radicale




Anche in Francia si parla di decentramento amministrativo. Pubblichiamo la presa di posizione del Partito della Nazione Occitana sulle proposte di legge avanzate dal presidente socialista François Hollande. Ricordiamo che a differenza dell'Italia la Francia non ha finora riconosciuta alcuna forma di autonomia alle minoranze linguistico-nazionali (occitani, corsi, bretoni, baschi). 

Decentralizzazione : una riforma molto poco radicale

François Hollande è in procinto di avanzare proposte in merito alla riforma della decentralizzazione oggetto di un progetto di legge che sarà presentato in Senato agli inizi del prossimo anno.

Le regioni avranno competenza su occupazione, formazione, sostegno alle piccole e medie imprese e gestione dei fondi strutturali europei, ma la politica sociale resterà prerogativa dei dipartimenti, struttura amministrativa inutile che il Partito della Nazione Occitana da molto tempo propone di sopprimere. La transizione energetica sarà divisa tra lo Stato e i consorzi dei comuni nell'assenza ingiustificata delle regioni.

Il riconoscimento alle collettività territoriali di un potere ancora limitato di adattamento della legislazione rappresenta un'evoluzione positiva, ma sarebbe molto meglio se esse avessero un reale potere legislativo, cioè il potere di proporre e votare leggi.

Per quanto riguarda la riforma fiscale, è si prevista una parziale autonomia per queste collettività, ma senza peraltro intaccare il controllo dello Stato centrale. Il Partito della Nazione Occitana sostiene da parte sua che le regioni prelevino le imposte in loco come accade nei Paesi Baschi autonomi dello Stato spagnolo per poi versarne una parte, definita da una apposita negoziazione, allo Stato centrale.

Il Partito della Nazione Occitana lamenta inoltre che il capo dello Stato non abbia toccato la questione della democrazia linguistica in Francia che è legata alla decentralizzazione. Non è sufficiente che la Francia ratifichi la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie. Le regioni la cui lingua è differente dal francese debbono avere maggiori competenze in materia di lingua, di cultura (pubblicazioni, spettacolo, mezzi di comunicazione) e di educazione. Esse non potranno fare delle politiche coraggiose per la promozione delle loro lingue se non nella misura in cui esse influiranno sui contenuti dell'insegnamento e introdurranno il bilinguismo generalizzato, come in Corsica, nonché l'insegnamento in lingua regionale.

Ciò deve essere fatto attraverso una stretta cooperazione fra regioni parlanti una stessa lingua, considerato che tale cooperazione non si limiterebbe certo alle sole questioni linguistiche e culturali, ma potrebbe sboccare su un raggruppamento di regioni, senza escludere la ridefinizione territoriale di certe regioni per creare ad esempio una regione catalana in Roussillon, una regione basca nei Pirenei atlantici e delle istituzioni transfrontaliere la dove esse sono giustificate dalla prossimità linguistica e culturale.

Senza voler fare processi alle intenzioni, fintanto che una legge non sarà votata, è chiaro per il Partito della Nazione Occitana che le proposte di François Hollande non rimettono per nulla in causa il modello giacobino francese, così lontano dalle autonomie e dal federalismo di alcuni dei nostri vicini europei.
Saremo vigilanti quando il progetto di legge sarà esaminato dal senato.

24 ottobre 2012

Partito della Nazione Occitana

domenica 28 ottobre 2012

Vado Ligure come Taranto. No all'omertà e al silenzio!

Invitiamo tutti a partecipare. E' intollerabile che, con la complicità di Enti e Istituzioni, si continui a fare profitti sulla pelle delle persone. 

Varigotti e la Chiesa di San Lorenzo



Ci avviciniamo all'inverno, il periodo migliore (assieme alla primavera) per visitare la nostra riviera. Poca gente, silenzio e scorci bellissimi. Via via proporremo luoghi e percorsi di particolare suggestione. Iniziamo da San Lorenzo di Varigotti dove ci si sente sospesi fra mare e cielo e il tempo sembra fermarsi.

Varigotti e la Chiesa di San Lorenzo

La storia di Varigotti (nome di origine romana) si confonde solo nei tempi più recenti con quella di Finale. In questa località costiera, ricca di anfratti e rupi a strapiombo, si era insediato da epoca remota un nucleo di Liguri pescatori e marinai. In età imperiale e bizantina la penisola (Punta Crena) fu fortificata e divenne importante stazione sede di un castrum distrutto da Rotari nel 641. 

In tale circostanza Varicottis è ricordata dal cronista Fredegario insieme ai più importanti centri della Riviera. Rimase intatto il complesso di S. Lorenzo (forse sede di un cenobio monastico basiliano del IV-V secolo), che nel 1127 fu ceduto ai benedettini di Lerins. L'abbazia godette di un periodo di grande prosperità nel XIII secolo anche perché i Del Carretto utilizzarono il porto naturale sottostante ("Porto dei Saraceni") come loro principale base marittima. Nel 1341, in seguito alla prima guerra con Genova, il porto fu completamente interrato.

L'antica chiesa di S. Lorenzo sorge in uno dei posti più suggestivi della Riviera, a ridosso delle rupe di Capo Noli. Della primitiva struttura altomediovale sopravvivono frammenti di età bizantina murati nelle pareti. Una parte molto antica, forse di età preromana, è costituita dall'abside quadrata con monofore di mattoni ad arco ribassato. Il fronte verso il mare, con le due porte principali a sesto acuto è di epoca gotica. 

L'interno oggi è spoglio di decorazioni ma custodisce elementi di varie epoche: il muro a monte di età preromanica, una grande tomba degli abati, l'acquasantiera, e sotto il pavimento ossari e tombe molto antiche. Notevole la sacrestia aggiunta in periodo gotico. A più riprese, in passato, attorno alla chiesa sono state trovate tombe di età tardo romana. 

Nel XV secolo, a ponente del Promotorio, sulla striscia costiera pianeggiante si formò un nuovo borgo che si sarebbe poi dotato di una nuova chiesa, l'attuale parrocchiale, anch'essa dedicata a S. Lorenzo (di struttura tardo gotica è il campanile; il corpo è di epoca barocca).

(Da: http://w3c.comunefinaleligure.it/)

venerdì 26 ottobre 2012

Savona: corso di danze occitane con Daniela Mandrile


Con un caro saluto a Daniela, mia maestra di danze occitane, che mi sopporta nonostante sia un pessimo allievo.

Elisabetta Chicco Vitzizzai, Eros in bicicletta



Elisabetta Chicco Vitzizzai, una cara amica di Vento largo, ha appena pubblicato su Amazon il suo primo ebook, EROS IN BICICLETTA, un breve romanzo ambientato nella Torino del 1899 che è anche una storia d'amore e di emancipazione femminile, in cui la bicicletta diviene mezzo e simbolo di libertà.

Per informazioni e richieste:
http://www.amazon.it/EROS-IN-BICICLETTA-ebook/dp/B009Q58P0W

martedì 16 ottobre 2012

Il magaiu solo noialtri sappiamo cos'è: lettera di Italo Calvino a Francesco Biamonti




Il 15 ottobre 1923 nasceva Italo Calvino. Sempre ad ottobre (il 17) moriva nel 2001 Francesco Biamonti Li ricordiamo con questa lettera (di cui riportiamo ampi stralci) con cui lo scrittore sanremese comunicava ad un ancora sconosciuto Francesco Biamonti il suo giudizio positivo su L'Angelo di Avrigue. La pubblicazione del romanzo avverrà dopo due anni di discussioni in cui Calvino dovrà spendere tutta la sua autorevolezza per convincere l'Einaudi della qualità letteraria del testo. E forse non sarebbe bastato, se di nuovo non fosse intervenuto Nico Orengo. Ma questa è un'altra storia che racconteremo presto.

Italo Calvino

Il magaiu solo noialtri sappiamo cos'è

Così Italo Calvino scriveva a Francesco Biamonti

Roma, 21 ottobre 1981

Caro Signor Biamonti,

Nico Orengo mi ha dato il manoscritto del Suo romanzo L'angelo di Avrigue. L'ho letto con molto interesse, contento di trovare una personalità di scrittore nuova e inattesa.

La storia prende e non si ha voglia di smettere. La compenetrazione del paesaggio e dei drammi umani è molto suggestiva. (…) E' un libro in cui succedono molte cose ma che è fatto sopratutto di cose non dette e di silenzi: e ogni personaggio conserva il suo mistero.

Il lirismo del linguaggio ha la sua efficacia; qualche sbavatura qua e là magari si potrà correggere cin piccoli ritocchi. (…) Quello che Lei vuole fare è una cosa molto difficile: dare al linguaggio la concretezza d'un lessico molto preciso (nelle cose della campagna come nei nomi delle stelle) e insieme un alone di vibrazione lirica. (…)

Certo l'attrattiva che ha per me il Suo linguaggio è che sotto c'è sempre il nostro dialetto; ma questo possiamo apprezzarlo solo noi della zona, e per il pubblico credo che sarà indispensabile un glossario che spieghi che pianella sta per “cianéla” cioè piana, che sottana non vuol dire sottana, che ubago vuol dire all'ombra, ecc.ecc. e perfino che marina da noi vuol dire semplicemente mare. Anche il magaiu solo noialtri sappiamo cos'è; e non è nemmeno detto che nel resto d'Italia sappiano cos'è una fascia. (Ci sono poi anche dei termini che non capisco nemmeno io). Comunque questa è una grande qualità del Suo libro, d'essere scritto in una lingua così saporosa e radicata al suo terreno.

Suggestiva l'apparizione del pastore provenzale per il corto circuito nel tempo che provoca con le immagini del presente.

Quello che il Suo romanzo è riuscito a rappresentare credo per la prima volta, è un'immagine della Liguria che comprende insieme la vita agricola dell'entroterra, dura e aspra e povera, e il modello di vita facile della Riviera che ora prende l'aspetto tragico della droga come consumo di massa.

Inoltre viene fuori molto bene la carica tragica che la frontiera porta con sé, con la morte del polacco e quella dello Chasseur des Alpes che fanno da cornice alla morte del giovane suicida. E questo è certo un tema letterario nuovo, inedito.

Il mio parere positivo non vuole ancora dire che il libro sia accettato per la pubblicazione da Einaudi. Devo farlo leggere anche ad altri consulenti e dal confronto tra i nostri giudizi verrà la decisione. Spero di saperLe dire qualcosa presto e La saluto esprimendoLe ancora la mia soddisfazione per la lettura.

Italo Calvino

(Da: Italo Calvino, Lettere (1940-1985), Mondadori 2000, pp. 1456-57)

lunedì 15 ottobre 2012

Presentazione di "Ricomporre Ipazia" a Finale L.

Riprendiamo dopo una pausa dovuta alla morte improvvisa (probabilmente per virus) del Pc di cui ci servivamo.




lunedì 1 ottobre 2012

Il salto dell'acciuga. Il mare incontra la terra




Sabato 6 e domenica 7 ottobre Espaci Occitan parteciperà a Laigueglia a “Il salto dell’acciuga. Il mare incontra la terra”, evento che mira a ripercorrere la storia e le strade delle vie del sale che nei secoli scorsi hanno creato un legame tra la Liguria, la Provenza, la costa francese del Mediterraneo e i territori piemontesi. Immaginando un nuovo tracciato e coinvolgendo soggetti che ritrovano fra le pagine del loro passato i segni di tale magnifica eredità, l’iniziativa è un incontro tra passi di danza, canti occitani e musica popolare a cui parteciperanno anche i comuni di Nizza Monferrato, Carmagnola e Celle di Macra, l’associazione Antiche vie del Sale - Strade del Mare, l’associazione La Rondanza di Ivrea, la Confraternita degli Acciugai della Val Maira e il Museo Seles di Celle di Macra. 

Due giornate per visitare gli stand, seguire la presentazione di libri, letture, seminari e conferenze sul tema, ascoltare concerti di musica popolare ligure e piemontese, partecipare ad uno spettacolo di danze occitane, assaporare specialità enogastronomiche, visitando uno dei “borghi più belli d’Italia”.

L’iniziativa si realizzerà grazie all’Associazione Commerciale Laiguegliese Mari e Mestieri ed al Comune di Laigueglia in collaborazione con l’Associazione Turistica Pro Loco.