TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


mercoledì 22 gennaio 2014

Da vedere: "La prima neve" di Andrea Segre



La prima neve è quella che tutti in valle aspettano. È quella che trasforma i colori, le forme, i contorni. Dani però non ha mai visto la neve. Dani è nato in Togo. Un film bellissimo che parla di luoghi e di persone, di silenzi e di sguardi, di boschi e di montagne.

La prima neve (nota degli autori)


Fino a Palù arrivando da Fierozzo si parla mocheno, una specie di antico tedesco. Fino a Palù arrivando da Sant’Orsola, invece, solo dialetto trentino. Mocheno italiano dicono alcuni.

A Palù la valle ­nasce e si torna indietro. O si sale in alto. Oltre i Masi, verso le sette creste, fi­no al lago Erdemolo, lungo le rocce nere del Lagorai.Palù è a 1600 mt, Sant’Orsola meno di 1000. Fierozzo appena di più. Così quando i larici sopra a Palù sono gialli, a Sant’Orsola sono ancora verdi. Mentre i faggi e le betulle cambiano le foglie prima. Rosse, ocra, arancioni, viola, amaranto. Ma nelle faggete non ci sono gli abeti e i pini. Loro si confondono solo con i larici.



Le api di montagna non amano i larici, solo gli abeti. Quelle che si perdono nei larici rischiano di fare la melata e le arnie si rompono, si spezzano.Quasi più nessuno ha le api in valle e sono quasi scomparse anche le mucche. Ci sono due, forse tre pastori di pecore e capre. Salgono i boschi sopra Frassilongo, verso i pascoli alti di Kamauz e Roveda.

Tanti sono invece ancora i cacciatori. Due cervi maschi o un cervo femmina all’anno per ogni comune. Non uno in più, questa è la regola. Ma cerbiatti molti di più. Tutti sanno chi ha cacciato cosa. Le voci corrono da paese a paese, da maso a maso, le vecchie case di legno e pietra dove le famiglie si tramandano di generazione in generazione, come microcosmi di quell’arcipelago antico e silenzioso che ha ospitato il nostro racconto.

http://www.laprimaneve.com/