TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 1 febbraio 2014

La catastrofica epidemia delle larghe intese



Noir. L'ultimo romanzo di Per Wahlöö. Una impietosa critica della società svedese

Benedetto Vecchi

La catastrofica epidemia delle larghe intese


Una miste­riosa epi­de­mia col­pi­sce un paese del Nord Europa. Tempo alcune set­ti­mane e lo Stato col­lassa. Inter­rotte le comu­ni­ca­zioni con l’estero, chiuse le fron­tiere e gli aero­porti. Le poche noti­zie che fil­trano all’esterno riguar­dano som­mosse, movi­menti di truppe e scon­tri a fuoco. Sono que­ste le infor­ma­zioni che il com­mis­sa­rio Jen­sen riceve da espo­nenti del governo ripa­rati all’estero. Il poli­ziotto è appena uscito da una dif­fi­cile ope­ra­zione chi­rur­gica. Ha lasciato il suo paese senza avere nes­sun segnale della «cata­strofe» immi­nente. Le uni­che tur­ba­tive all’ordine pub­blico erano gli arre­sti per alco­li­smo e il numero cre­scente di suicidi.

Il romanzo L’epidemia (Einaudi, Sile libero, tra­du­zione di Renato Zatti, pp. 208, euro 13) è fir­mato da Per Wahlöö, con­si­de­rato il capo­sti­pite del noir scan­di­navo. In Ita­lia è stato pub­bli­cato poco (la serie scritta con la moglie edita da Sel­le­rio e Delitto al tren­te­simo piano da Einaudi), ma in patria è uno degli autori più noti di un genere che anche a quelle lati­tu­dini è usato come una cor­ro­siva cri­tica di una società che rimuove come fat­tore alieno come «devia­zione» dalla nor­ma­lità. Unica ecce­zione è se se la «devia­zione» viene dai poteri forti eco­no­mici: in que­sto caso viene nasco­sta allo sguardo pubblico.

In L’epidemia il governo vede le lar­ghe intese tra un par­tito social­de­mo­cra­tico ansioso di rima­nere nelle stanze dei bot­toni e un par­tito con­ser­va­tore che fa fare il lavoro sporco con­tro i sala­riati agli anti­chi avver­sari. Il paese è infatti entrato nell’era della «Con­cor­dia». Tutto pro­cede per il verso giu­sto. Le imprese fanno buoni affari e gli ope­rai non pro­te­stano. Pec­cato per l’alcolismo e i sui­cidi. Inol­tre, la par­te­ci­pa­zione al voto scende ele­zione dopo ele­zione. Gli unici che pro­te­stano sono i gruppi di sini­stra radi­cale, che ogni fine set­ti­mana mar­ciano verso non il par­la­mento, ma le amba­sciate dei paesi impe­ria­li­sti. Quando Jen­sen ritorna nel suo paese rimette insieme i tas­selli di un puzzle su una realtà molto diversa da quella che un inte­ger­rimo ser­vi­tore dello stato poteva immaginare.

Il romanzo di Per Wahlöö è allu­sivo, ma nep­pure tanto. La sua è una cri­tica alla società sve­dese: per­fetta a prima vista, ma se lo sguardo si con­cen­tra sui det­ta­gli ne esce fuori uno sce­na­rio di vio­lenza, dove la lotta di classe dei ric­chi con­tro i sala­riati non è mai venuta meno; e dove la meti­co­losa tas­so­no­mia di regole per il «buon vivere» espri­mono una effi­ciente tec­no­lo­gia del con­trollo sociale che rende inef­fi­caci le pur pre­ziose ana­lisi di Gil­les Deleuze e Michael Fou­cault sulla società del con­trollo.

Più che la con­cor­dia, nella Sve­zia di Per Wahlöö la mani­po­la­zione dell’opinione pub­blica e l’occultamento della realtà sono la norma. L’unica via di fuga è nelle bot­ti­glie di pes­simo alcol e nel sui­ci­dio. Oppure attuare stra­te­gie di mime­ti­smo sociale: con­durre cioè una vita irre­pren­si­bile, ma essere dis­so­luti tra le mura dome­sti­che. Oppure cospi­rare per pre­pa­rare una impos­si­bile rivo­lu­zione. Pro­spet­tiva guar­data con disprezzo dalla mag­gio­ranza silen­ziosa. Ma per essere rea­li­stici occorre sem­pre volere l’impossibile.


Il Manifesto – 31 gennaio 2014


Per Wahlöö
L'epidemia
Einaudi, 2014
13 euro