TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


mercoledì 19 febbraio 2014

Marco Revelli, ripartire dalla Grecia per un'Europa diversa



Elezioni europee. Marco Revelli, uno dei promotori della lista italiana pro Tsipras, apre la campagna elettorale di Syriza nella capitale greca. 

Marco Revelli apre la campagna di Tsipras ad Atene


Com­pa­gni, amici, Ate­niesi!

(lo dico con emo­zione per­ché la parola stessa evoca l'origine della nostra democrazia)

È per me un pia­cere e un onore essere pre­sente, qui, con voi, all'apertura di que­sta cam­pa­gna elet­to­rale così impor­tante. Impor­tante per tanti motivi.

In primo luogo per­ché è indi­spen­sa­bile, tanto più in un momento dif­fi­cile, dram­ma­tico, come que­sto, per una città come Atene, per un ter­ri­to­rio come l'Attica, poter con­tare su ammi­ni­stra­tori one­sti, com­pe­tenti, e sen­si­bili ai biso­gni, alle sof­fe­renze e alle domande del pro­prio popolo. Capaci di inter­pre­tarle e di bat­tersi con tutta la forza che hanno, per imporre le solu­zioni giuste.

In secondo luogo per­ché ai segnali poli­tici che pro­ven­gono dalla Gre­cia guar­dano in tanti, in Europa.

Per­ché qui stanno le radici della nostra civiltà, della civiltà Euro­pea, del nome stesso di Europa (fatto che troppo spesso l'Europa delle Ban­che e dell'Austerità dimen­tica o tra­di­sce).

E per­ché la Gre­cia oggi – con le sue sof­fe­renze, con le ingiu­sti­zie deva­stanti, con lo stato di povertà di troppa parte della sua popo­la­zione – è il sim­bolo vivente delle pes­sime poli­ti­che della cosid­detta Troika. Di quelle che sono con­si­de­rate dai poteri che oggi gui­dano l'Europa medi­cine ma sono in realtà veleni mor­tali, che anzi­ché risa­nare il corpo sociale ne deter­mi­nano la morte.

Infine – ma cosa non meno impor­tante — per­ché qui è nata una forza poli­tica come Syriza, che con il suo lea­der Ale­xis Tsi­pras ha com­piuto il mira­colo di ridare voce, forza e orgo­glio a una sini­stra che sem­brava scom­parsa dalla scena poli­tica, supe­rando le troppe divi­sioni, i com­pro­messi, le incer­tezze, e pro­po­nen­dosi come forza mag­gio­ri­ta­ria e di governo, capace di imporre una svolta a una situa­zione altri­menti disperata.

Anche per que­ste ragioni ho l'orgoglio e il pia­cere di comu­ni­carvi che anche in Ita­lia sta nascendo una lista per le ele­zioni Euro­pee, che ha come obiet­tivo la can­di­da­tura di Ale­xis Tsi­pras alla guida della Com­mis­sione Europea.

Una lista di cit­ta­di­nanza, aperta, costruita dal basso, con la par­te­ci­pa­zione di tutti i movi­menti, i par­titi, i cit­ta­dini che vogliono imporre una svolta dra­stica nelle poli­ti­che euro­pee, in nome della soli­da­rietà, dell'eguaglianza, del rifiuto della logica dell'Austerità, per una poli­tica par­te­ci­pata con­tro il domi­nio della tec­no­cra­zia, e basata sul Lavoro anzi­ché sulla Finanza.

Una lista che sap­pia con­trap­porsi sia a chi, in nome di nuove forme di nazio­na­li­smo e di falso popu­li­smo, facendo leva sulla giu­sta rab­bia dei popoli con­tro l'Europa attuale, pre­dica il ritorno alle vec­chie sovra­nità nazio­nali; sia a chi si acco­moda sod­di­sfatto nell'Europa così com'è, accet­tan­done i dik­tat e le cat­tive medi­cine, pro­po­nen­dosi solo di strap­pare qual­che bri­ciola ai Paesi forti ma rispet­tan­done la logica distrut­tiva.

Sap­piamo che nes­suno, in una crisi così deva­stante, si può sal­vare da solo. Nes­sun Paese. Nes­sun popolo. Da soli si pos­sono chie­dere solo ele­mo­sine. O si può fal­lire. E' neces­sa­rio che cre­sca e si affermi un fronte ampio di forze, che attra­versi tra­sver­sal­mente i Paesi medi­ter­ra­nei – dalla Gre­cia alla Spa­gna, pas­sando per l'Italia – e sap­pia con­qui­stare alleanze e unità di pro­getto anche nel cen­tro e nel Nord, per­ché lo scon­tro sarà duro, dif­fi­cile, e occor­rerà molta forza e determinazione.

Nel Mani­fe­sto di Ven­to­tene, ela­bo­rato nel 1943 da Altiero Spi­nelli e altri grandi ita­liani costretti con lui al con­fino dal fasci­smo – in quello che può essere con­si­de­rato il primo fon­da­men­tale atto di nascita dell'idea di un'Europa unita – sta scritto, fra l'altro, che "la rivo­lu­zione euro­pea... dovrà essere socia­li­sta, cioè dovrà pro­porsi l'emancipazione delle classi lavo­ra­trici e la crea­zione per esse di con­di­zioni più umane di vita".

E ancora: "Il prin­ci­pio vera­mente fon­da­men­tale... è quello secondo il quale le forze eco­no­mi­che non deb­bono domi­nare gli uomini, ma – come avviene per le forze natu­rali – essere da loro sot­to­messe, gui­date, con­trol­late ... affin­ché le grandi masse non ne siano vit­time". Ricor­dia­molo sem­pre. Ricor­dia­molo in par­ti­co­lare ora, quando le forze che domi­nano l'Europa mostrano di aver dimen­ti­cato quei valori, e di tra­dirli ogni giorno.

Costruiamo la forza per affer­marli, quei valori e quei prin­ci­pii. Costruia­mola a par­tire da qui, da ora. Un grande anti­fa­sci­sta ita­liano, Carlo Ros­selli, volon­ta­rio nella Guerra di Spa­gna con­tro il fran­chi­smo, aveva scritto, allora, anti­ci­pando la Resi­stenza: "Oggi in Spa­gna, domani in Ita­lia". Con lo stesso spi­rito pos­siamo dire adesso: "Oggi in Gre­cia, domani in Ita­lia".

Dimo­striamo che cam­biare è pos­si­bile. Cam­biamo la Gre­cia. Cam­biamo l'Italia. Per cam­biare l'Europa


il manifesto | 19 Febbraio 2014