TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


venerdì 7 marzo 2014

La perfetta misura del tempo



Insomma, il tempo è denaro (e anche potere).

Alberto Giovanni Biuso

La perfetta misura del tempo 

Dalle meri­diane più ele­men­tari alle fon­tane di cesio, la misu­ra­zione del tempo ha attra­ver­sato l'intera sto­ria della spe­cie umana. E oggi tale esi­genza è prio­ri­ta­ria nel con­creto senso che senza una misu­ra­zione accu­ra­tis­sima del tempo — ben sotto il secondo — le strut­ture sociali ed eco­no­mi­che rischie­reb­bero di dis­sol­versi. 

Di que­sta esi­genza il libro di Davide Calo­nico e Ric­cardo Oldani, Il tempo è ato­mico descrive e discute le forme con­tem­po­ra­nee e quelle che si vanno deli­neando per l'immediato futuro, «come gli oro­logi ottici, i pet­tini ottici, il raf­fred­da­mento laser, il sistema di navi­ga­zione satel­li­tare euro­peo Gali­leo alter­na­tivo al GPS, gli studi sulla velo­cità dei neu­trini, o sui fon­da­menti della rela­ti­vità e sulla sta­bi­lità delle costanti fon­da­men­tali, la radioastronomia».

Anche la finanza dipende da una misu­ra­zione molto pre­cisa del tempo per­ché «oltre il 70% delle tran­sa­zioni azio­na­rie che hanno luogo negli Stati Uniti non sono con­dotte da ope­ra­tori in carne e ossa, ma da algo­ritmi, sofi­sti­cati soft­ware che in pochi secondi sono in grado di avviare migliaia e migliaia di trat­ta­tive. (...) La sin­cro­niz­za­zione è il fat­tore vin­cente in ogni gior­nata di scambi a Wall Street».

I calen­dari sono una rap­pre­sen­ta­zione costante, ripe­tuta e ogni volta diversa dei feno­meni ciclici gene­rati dal moto di rota­zione e di rivo­lu­zione del nostro pia­neta intorno al Sole. Ma la sto­ria del calen­da­rio è prima di tutto una sto­ria poli­tica per­ché il rap­porto tra tempo e potere è stret­tis­simo. La sto­ria dimo­stra in modo dav­vero chiaro che «chi detiene il sistema di cal­colo del tempo più pre­ciso e più con­di­viso afferma anche il pro­prio con­trollo sulle atti­vità umane». 



La riforma di Cli­stene nell'Atene del 508 a.C., quella di Giu­lio Cesare a Roma, il calen­da­rio voluto da un papa — Gre­go­rio XIII — nel 1582 e ancora in uso in tutto il mondo, i ten­ta­tivi di segnare la discon­ti­nuità sto­rica attra­verso una riforma radi­cale del calen­da­rio — il più noto dei quali è quello rivo­lu­zio­na­rio sta­bi­lito in Fran­cia dal 1793 al 1805 — mostrano come chi rie­sce a imporre un ordine col­let­tivo alla scan­sione bio­lo­gica e astro­no­mica del tempo rie­sce anche a con­trol­lare le vite dei sin­goli e delle collettività.

Le due grandi misu­ra­zioni del tempo nelle scienze e nella vita con­tem­po­ra­nee sono il Tempo Ato­mico Inter­na­zio­nale (Tai) e il Tempo Coor­di­nato Uni­ver­sale(Utc). «Il Tai è asso­luto, pre­ciso, segnato dall'infallibilità del tempo ato­mico che flui­sce imper­tur­bato, senza curarsi dei movi­menti della Terra nello spa­zio. (...) La dif­fe­renza Utc-Tai è stata fis­sata, a par­tire dal primo gen­naio 1972, in 10 secondi». 

Che una simile ricerca di pre­ci­sione sia del tutto sen­sata e mai fine a se stessa è mostrato — tra i molti esempi pos­si­bili — dalla tec­no­lo­gia dei navi­ga­tori ormai pre­senti in ogni auto­mo­bile e nei cel­lu­lari. Senza tale pre­ci­sione, infatti, le stime for­nite da que­sti stru­menti varie­reb­bero nella misura di chi­lo­me­tri, ren­den­doli del tutto inutili.

Il Manifesto – 5 febbraio 2014



Davide Calonico e Riccardo Oldani 
Il tempo è atomico
Hoepli, 2014
Euro 18