TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


lunedì 30 giugno 2014

Franz Anton Mesmer (1734-1815). La febbre magnetica



Esponente di primo piano degli ambienti illuministici e massonici di fine Settecento, Franz Anton Mesmer contese a Cagliostro la fama di grande iniziato, depositario di misteriosi poteri. Nonostante l'uno fosse un medico e l'altro un avventuriero (spesso presentato come un ciarlatano) in realtà non erano poi così dissimili. Entrambi si muovevano sul terreno dell'inconscio, lasciando tracce che sarebbero poi state riscoperte dall'arte e dalla psicoanalisi. Sta proprio qui l'interesse che ancora rivestono per noi.

Riccardo de Sanctis

Franz Anton Mesmer (1734-1815). La febbre magnetica


Perché Mesmer? Perché occuparsi di un medico che ebbe successo a Parigi negli anni precedenti la rivoluzione, nonostante i suoi metodi fossero stati messi al bando dalla medicina e dalla scienza ufficiale? Solo interesse storico? Oppure una lezione ancora oggi attuale su metodi di cura non basati su prove scientifiche?

Franz Anton Mesmer (1734-1815) era nato in Svevia, ma sentendosi incompreso nella sua terra natale si era trasferito a Parigi nel 1778. L'anno successivo pubblicava a Ginevra una Mémoire sur la découverte du magnetisme animal. Sosteneva di aver scoperto l'esistenza in natura di un fluido vitale che veniva potenziato dai magneti e che aveva straordinari effetti curativi. Il suo pensiero era stato influenzato probabilmente dai lavori di Volta e Galvani e dal successo dell'elettro-fisiologia e dagli studi dell'abate Bertholon, suo coetaneo, sull'influenza del fluido elettrico sul corpo umano. Idee che risalivano a un'antica corrente di pensiero, quella dell'etere universale.

Si era laureato in medicina a Vienna con una tesi sull'influsso dei pianeti sui fenomeni fisiologici e patologici. Anche questa, una concezione fortemente radicata nella tradizione medica fin dal Medio Evo. Una teoria che all'epoca di Mesmer non doveva poi sembrare così strana, se si pensa alla fisica newtoniana trionfante che sosteneva l'interazione dei corpi e dei pianeti che si mantenevano reciprocamente in equilibrio grazie a una forza misteriosa: la gravità.

Il magnetismo naturale, conosciuto fin dall'Antichità, era stato adoperato da Paracelso per la cura con magneti di piaghe e ferite, e all'inizio del Seicento da un altro tedesco Rudolph Goclenius, autore di un Tractatus de magnetica curatione vulnerum.

Il famoso chimico e medico fiammingo Van Helmont (1580-1644) aveva sostenuto, oltre alla generazione spontanea, che l'influenza invisibile del magnetismo era un agente spirituale più che materiale che pervadeva e faceva vibrare l'intero universo. Fra le fonti di Mesmer non possiamo dimenticare il gesuita Athanasius Kircher e il suo Magnes, sive de arte magnetica del 1643. Né infine il discorso sulla polvere di simpatia pubblicato nel 1658 dal cavalier Kenelm Digby, uno stravagante inglese, filosofo, botanico e poeta, amico di Descartes.

Un secolo dopo, Mesmer crea un metodo di cura che ottiene un enorme successo. Nel suo lussuoso studio parigino pazienti si immergono in grandi recipienti di legno – i famosi baquets – con acqua acidulata e limatura di metallo, afferrano alcune sbarre di ferro e creano della catene magnetiche. È un gran successo nell'alta società. Uomini e donne fanno ricorso alle sue cure per ogni sorta di disturbi. Qualche dama cade in trance, è una vera febbre magnetica... Scoppia anche uno scandalo dalle tinte sessuali...

L'Accademia delle Scienze, la Società Reale di Medicina, la Facoltà di Medicina di Parigi condannano, dopo molte polemiche, i metodi di Mesmer ma le sue "cure" hanno un gran successo e nasce, fra i seguaci di Mesmer, la Società dell'Armonia Universale con forti legami col mondo massonico.

Questa, sommariamente, la vicenda di Mesmer che è un po' lo specchio delle contraddizioni dell'epoca dei Lumi. Al pensiero razionalista e critico e a una nuova concezione della medicina si oppongono ancora resistenze di tipo animista o vitalista.



Ma perché allora occuparsi di Mesmer oggi? Franz Anton Mesmer per anni è stato considerato un precursore della psicoterapia e molti hanno sostenuto che il concetto di inconscio nasce proprio con lui. Inoltre l'importanza del ruolo carismatico dello psicologo è sottolineata dal mesmerismo, più che la prassi o l'impianto teorico della cura.

Giuseppe Lago, medico psichiatra, direttore dell'Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata (Irppi) in un suo recentissimo libro L'illusione di Mesmer. Carisma e pseudoscienza nell'epoca dei Lumi, contesta e smonta punto per punto ambedue le assunzioni. Una ricerca, quella di Lago, documentatissima, che è stata realizzata grazie anche alla possibilità di consultare in rete, gratuitamente, l'intero archivio della Bibliothéque interuniversitaire de Santé (Bium) e quello della Biblioteca Nazionale francese. Lago ha consultato e messo a confronto una quantità enorme di documenti, lettere, appunti e testi talora inediti. Molti brani vengono pubblicati per la prima volta in italiano.

Il concetto di inconscio, sia nella sua dimensione "cerebrale", sia quella dinamica, poi legata al pensiero di Freud sono concezioni più tarde, «lontane dalle suggestioni esercitate da Mesmer nel corso dei suoi interventi terapeutici» come sottolinea nella prefazione Alberto Oliverio. Intento dichiarato di Lago, e mi sembra ben riuscito, è quello di lasciare Mesmer e la sua vicenda «fuori dall'impianto costitutivo della psicoterapia».

Nel momento attuale «in cui le neuroscienze e la psicologia scientifica producono evidenze non discutibili, dovremmo trovare il coraggio – scrive Lago – di fare pulizia nel background della psicoterapia, evitando collegamenti e assurdi riferimenti a impostazioni che hanno, invece, bisogno di una ricostruzione storica supportata dalle fonti, e non dall'entusiasmo deformante di coloro che ci presentano il "romanzo" di Mesmer, perpetuando l'illusione e il fascino che ha esercitato per tutto l'Ottocento fino a oggi».

Mesmer












Ed è proprio una ricostruzione storica, unica nel suo genere, quella che fa Giuseppe Lago distruggendo punto per punto una concezione "magica" del carisma in psicoterapia. Oggi, si augura Lago, non c'è più spazio per i «nuovi mesmer» gli «uomini qualunque» della psicoterapia.

Una certa dose di carisma fa parte di tutte le relazioni. Il compito di uno psicoterapeuta è quello di ridurre il carisma ai minimi termini. «Ciò che dovrebbe rimanere è l'autentica dimensione personale del terapeuta» insieme a professionalità ed esperienza.

«Se per altre discipline, come la medicina, la contaminazione con il principio carismatico appare scongiurata – almeno in parte, aggiungiamo noi – per quanto riguarda la cura della mente il rischio di commistione tra vecchi paradigmi prescientifici e modelli operativi è ancora pericolosamente attuale».

Il Sole24 ore – 29 giugno 2014


Giuseppe Lago
L'illusione di Mesmer
Castelvecchi, 2014
28,00