TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


martedì 1 luglio 2014

Flash Gordon, supereroe dai bicipiti guizzanti



Fumetti. Tornano le tavole firmate dalla britannica Titan Books con il primo di tre volumi dedicati alla strip di Alex Raymond, con storie disegnate dal 1934 al 1937

Andrea Voglino

Flash Gordon, supereroe dai bicipiti guizzanti


Gli eroi di carta sono un po’ come i clas­sici della cou­ture: capita che restino nasco­sti a lungo fra le pie­ghe del tempo per poi tor­nare in voga quando meno te l’aspetti, in una veste edi­to­riale aggior­nata ai tempi. Così il western cre­pu­sco­lare Anni ’70 Ken Par­ker di Berardi e Milazzo, antica glo­ria bonel­liana ora di nuovo in edi­cola nella pati­na­tis­sima ristampa set­ti­ma­nale di Mon­da­dori Comics; così l’opera omnia di Hugo Pratt, al cen­tro di una nuova col­lana di gran pre­gio fir­mata Rcs/Lizard; così clas­sici della Bed come Lucky Luke o Blue­berry.

Finora, il con­ta­gio sem­brava aver rispar­miato i pro­ta­go­ni­sti degli Swin­ging Thir­ties, popo­la­ris­simi fino agli Anni ’70 e poi spro­fon­dati in un inge­ne­roso dimen­ti­ca­toio. Per­so­naggi come Man­drake il mago, The Phan­tom o Flash Gor­don. Com­pa­gni di caz­zeg­gio di tanti figli del dopo­guerra e del boom insieme con le indi­men­ti­ca­bili cover di Mario Caria, in que­sto scor­cio di nuovo mil­len­nio i cha­rac­ters della King Fea­tu­res Syn­di­cate si dimo­strano una scom­messa edi­to­riale da pren­dere con le molle, incal­zati da supe­ruo­mini più per­for­manti e snob­bati dagli edi­tori anche per il rap­porto non esal­tante fra diritti di pub­bli­ca­zione e incassi.

Un esem­pio recente, Phan­tom — L’uomo masche­rato lan­ciato nelle edi­cole da Eura Edi­to­riale nel 2009 e stran­go­lato in culla nel giro di sei uscite dal disin­te­resse dei let­tori nono­stante la qua­lità più che discreta delle sto­rie. Per for­tuna, il mer­cato libra­rio con­sente mar­gini di mano­vra più ampi di quello delle edi­cole. E gra­zie a que­sti ultimi e a un atto di fede di Edi­to­riale Cosmo, final­mente arriva sugli scaf­fali l’edizione ita­liana del ric­chis­simo Flash Gor­don fir­mato dalla casa edi­trice bri­tan­nica Titan Books.

Zaz­zera bionda e bici­piti guiz­zanti in evi­denza, Gor­don è uno dei primi uomini in cal­za­ma­glia di suc­cesso, un cosmo­nauta sui gene­ris che ha il gusto della sua epoca e di tutte le sue icone: i rac­conti di rivi­ste fan­ta­sti­che come Ama­zing Fan­tasy, le inquie­tu­dini della Grande Guerra, i voli in soli­ta­ria di Lind­bergh e della Earhart.

E ancora: i romanzi avven­tu­rosi a sfondo eso­tico di Bur­rou­ghs e Howard, la cor­rente elet­trica, i primi serial radio­fo­nici, il cinema sonoro, le stri­sce dome­ni­cali dei quo­ti­diani. Una miscela insta­bile ed esplo­siva, pronta a tro­vare la sua incar­na­zione nel for­mi­da­bile bloc­k­bu­ster dise­gnato di Alex Ray­mond. D’accordo, il lin­guag­gio di Flash Gor­don è ancora quello ver­boso e ridon­dante dei fumetti di ini­zio Nove­cento, con cor­pose dida­sca­lie a spie­gare le illu­stra­zioni a un let­tore pre­ve­di­bil­mente poco avvezzo alla gram­ma­tica della nona arte.

Ma nono­stante le ottanta pri­ma­vere, il dise­gno in con­ti­nua evo­lu­zione di Ray­mond, la sua com­po­si­zione cine­ma­to­gra­fica di tavole e vignette, il talento lom­bro­siano nel trat­teg­giare la nobiltà dei buoni e l’efferatezza dei cat­tivi restano uno spet­ta­colo da non per­dere.

Segni e sogni impa­rati a memo­ria anche attra­verso i pol­ve­rosi serial cine­ma­to­gra­fici con Buster Crabbe tra­smessi da Mamma Rai o il film uber-kitsch pro­dotto nel 1979 da Dino De Lau­ren­tiis, con il Flash ossi­ge­nato e bovino inter­pre­tato da Sam J. Jones. Il corag­gioso spor­tivo ame­ri­cano imbar­cato a forza su un’astronave, il pia­neta Mongo, e poi aero­slitte, bolge dan­te­sche, bel­lezze eso­ti­che, ibridi alieni alla Frank L. Baum e dia­bo­lici dit­ta­tori orientaleggianti…

Ingre­dienti per­fetti di un serial che ha ispi­rato i car­too­nist di tutto il Pia­neta. Primo di tre volumi dedi­cati alla strip di Alex Ray­mond, il car­to­nato di 176 pagine in grande for­mato con­tiene tutte le tavole dome­ni­cali rea­liz­zate fra il 1934 e il 1937 dal for­mi­da­bile team for­mato dall’artista con lo sce­neg­gia­tore Don Moore. La con­fe­zione lus­suosa su carta ad alta gram­ma­tura, il restauro di chine e colori a cura di Pete Mare­sca e le intro­du­zioni di grandi nomi del fumetto a stelle e stri­sce come Alex Ross (Mar­vels, Venga il tuo regno) e Doug Mur­ray (The ’Nam) si pagano care.

Ma la qua­lità del volume e il suo valore giu­sti­fi­cano ampia­mente i 39,90 euro dell’ingresso. Sarà subito revi­val? Dif­fi­cile fare pre­vi­sioni. Ma nel frat­tempo, all’orizzonte incombe già l’antologia di The Phan­tom appena annun­ciata dal decano del fumetto ita­liano Max Bun­ker alias Luciano Sec­chi. Morale in stile Cesano Boscone: mai sot­to­va­lu­tare la terza età…


Il Manifesto – 12 giugno 2014