TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


domenica 17 agosto 2014

Cape Cod, la baia magica che stregò Hopper e Mailer



Dall'arrivo dei Padri Pellegrini alla vivace scena artistica del '900. Lungo le strade di Provincetown, il porto dell'America bohemien. (Le illustrazioni sono raffigurazioni di Cape Cod di Edward Hopper)


Nadia Fusini

La baia magica che stregò Hopper e Mailer


UN villaggio di pescatori, lindo e geometrico: una raggiera di strade, con sullo sfondo dune di sabbia a perdita d'occhio. Provincetown è un posto pulito e illuminato bene, grazie alla luce nordica dell'Atlantico. Negli Stati Uniti d'America non c'è un altro luogo che possa vantare la storia di questa striscia di terra che s'affaccia sulla baia di Cape Cod — non troppo distante da New York, vicina a Boston. La torre di granito che svetta altissima — il più alto campanile in America — non pende come quella di Pisa, ma ad essa si ispira, quando all'inizio del secolo passato la cittadinanza la volle a eterna memoria dello sbarco del Mayflower.

Sì, perché qui il Mayflower gettò l'ancora nel novembre 1620, e se nell'origine si può cogliere in nuce l'essenza, qui c'è l'essenza dell'America. Sulla nave che portava da Plymouth, England, al Nuovo Mondo — destinazione Virginia, la colonia così chiamata in onore alla regina Vergine, ormai morta e sepolta — c'erano 102 passeggeri e circa 30 membri di equipaggio.

I "pellegrini" era la definizione che di se stessi davano i profughi in fuga dall'Inghilterra per ragioni religiose, famiglie intere di senzatetto che emigravano in cerca di una patria migliore. Ma dal punto di vista tecnico-nautico il Mayflower non aveva niente in comune coi barconi che affondano oggi nel Mediterraneo; era una una nave mercantile ben costruita, robusta, anche se non particolarmente adatta a veleggiare contro venti forti come quelli che spazzavano l'Atlantico nei mesi d'inverno. Tanto forti che difatti ci mise più di due mesi ad arrivare e non in Virginia, ma sballottolata come un fuscello, qui, in Massachusetts.



La prima cosa che fecero i pellegrini sbarcando fu di rendere grazie al Signore con le loro preghiere; il thanksgiving day nacque dalla gratitudine di ritrovarsi vivi con la terra sotto i piedi. Poi con timore e tremore esplorarono i dintorni ricoperti di neve e trovarono un villaggio abbandonato, ora conosciuto come Corn Hill a Truro. Secoli dopo il pittore Edward Hopper comprerà una casa tra queste dune di sabbia, che dipingerà con mistico fervore.

Dopo un incontro non troppo felice con i nativi, i Nauset, che scapparono nei boschi alla vista di fucile e cannoni, in marzo i pro- fughi cominciarono a costruire il villaggio. Erano venuti non per integrarsi, ma in cerca di spazio, di una terra su cui fondare una nuova società, con l'idea di costruire un «civil Body politick» il cui ingrediente principale sarà la democrazia, l'uguaglianza tra bianchi. Anche le donne furono chiamate a votare il patto.

Ancora oggi tra questi cottage dipinti di bianco e di blu, semplici, remoti, si respira un'aria di frontiera che apre su un mondo nuovo. Camminando in quella che in ogni città americana si chiama Main Street e qui invece Commercial Street , si scopre che ogni casa che vi affaccia ha il nome e cognome di chi vi ha abitato, grazie al quale ha conquistato la sua gloria.

Perché un altro sbarco qui è accaduto all'inizio del Novecento: quello di una comunità di artisti, scrittori, pittori e attori e drammaturghi. Al 564 di Commercial Street c'è la casa della coppia intorno alla quale tutto sboccia, e cioè George Cram Cook, detto Jig, appassionato conoscitore del teatro greco, e altrettanto appassionato oppositore del teatro commerciale di Broadway, e sua moglie Susan Glaspell, drammaturga, attrice e giornalista.



Charles Demuth dipinge gli interni arancio, azzurro, giallo, verde e nero. Sempre su Commercial Street, al 621, Neith Boyce, drammaturga e scrittrice, e suo marito Hutchins Hapgood, giornalista anarchico, affittano un cottage, sulla cui veranda il 15 luglio del 1915 vengono presentati ben due spettacoli: Costanza di Hapgood e Boyce, e Desideri Repressi di Glaspell e Cook, scene e costumi di Robert Edmond Jones, un innovatore dell'arte scenica. Il successo è tale che dal Village arriva Eugene O'Neill, il quale O'Neill segue John Reed, il "rosso", anzi, la sua compagna, Louise Bryant, una intellettuale femminista, radicale, sovversiva, della quale è disperatamente innamorato. Della complessa liaison, e dell'effervescenza politica e culturale di quegli anni, darà conto nel 1981 il film Reds, dove Warren Beatty (sua anche la regia) è John Reed, Diane Keaton è Louise Bryant e un rilassato, dimesso e sfolgorante Jack Nicholson è O'Neill.

Insieme al "rosso" vengono a Ptown Max Eastman, editor di Masses , con la moglie Ida Rauh, attrice. Agli esigenti innovatori di Ptown O'Neill presenta In viaggio per Cardiff. È un trionfo: il dramma del marinaio morente non potrebbe trovare un setting più giusto di un palcoscenico spalancato sull'oceano, né colonna sonora migliore della possente risacca. Finché nel 1922 un'ondata più forte delle altre spazzò via il Wharf Theatre.

Intanto però a New York, Cook e Reed s'erano dati da fare e avevano trovato uno spazio nel Village, a MacDougal Street, dove portare gli spettacoli già provati a Ptown, o viceversa, in uno scambio fecondo. Proprio a Mac-Dougal Street nel 1918 Cook presentò il suo dramma Le donne ateniesi ; tra il pubblico c'era Emma Goldman. Nella stagione 1919-20 il pezzo forte fu Aria da Capo , una pièce fortemente antimilitarista di Edna St. Vincent Millay, che si era unita al gruppo prima come attrice, poi come drammaturga. Nella stagione '20-'21 L'imperatore Jones di O'Neill ebbe un successo clamoroso di pubblico, che impensierì però Jig Cook, fortemente legato a un'idea di teatro d'avanguardia, sperimentale.



Fatto sta che nel 1922 Jig e Susan si presero un anno sabbatico e andarono in Grecia, dove Jig morirà due anni dopo, a Delfi, com'era giusto che fosse per l'appassionato studioso di teatro greco. Nel 1920 era morto anche John Reed, a Mosca. Nel '29 ci penserà la crisi mondiale a chiudere ogni spazio vitale alla sperimentazione. Intanto però a Provincetown era nato il Nuovo Teatro americano moderno, autoctono.

Quanto a villaggio sull'oceano, vennero nuovi artisti. Negli anni '30 al 571 di Commercial Street abitano Dos Passos e la moglie Katharine Smith. Poco distante, al 15 di Mechanic Street, negli anni '50 lavora alle sue tele Franz Kline. Al 631 sempre di Commercial Street Motherwell e la moglie Helen Frankenthaler — due giganti dell'Espressionismo astratto — nel 1962 costruiscono due studi sull'acqua, quello di Helen al primo piano, quello di Robert al secondo.

Negli ultimi anni '80 al 627 della stessa strada Norman Mailer arriva e vi rimane fino alla morte nel 2007. Una luce accesa brilla ancora adesso dall'abbaino del suo studio al terzo piano — che sarà il set del suo film I duri non ballano del 1987. È ancora stracolmo degli appunti che lo scrittore stava prendendo per il suo prossimo libro su Hitler.



La Repubblica – 28 luglio 2014