TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


mercoledì 20 agosto 2014

Savona in giallo



E' da poco in libreria “Savona in giallo” una raccolta di otto racconti polizieschi ambientati a Savona.

Savona in giallo


E' da poco in libreria “Savona in giallo” una raccolta di otto racconti polizieschi ambientati a Savona.

Il libro vede il ritorno al giallo, dopo molti anni, del pioniere savonese del genere, Daniele G. Genova (di cui ricordiamo l'affascinante esordio biamontiano de “Il nido dei gabbiani”), e il debutto dell’autore televisivo Felice Rossello. Insieme a loro Daniela Piazza, Francesco Basso, lo storico giornalista di nera genovese Max Mauceri, Maurizio Pupi Bracali e la coppia costituita da Elena Buttiero e Ferdinando Molteni.

Molteni è anche il curatore della raccolta e l' autore di una prefazione nella quale si rintracciano le radici savonesi del giallo italiano: “Savona, nella storia del giallo nazionale, ha il suo posto fin dall’inizio. E l’inizio data al 1931, quando nella neonata serie dei Gialli Mondadori (inaugurata nel 1929 da La strana morte del signor Benson di S.S. Van Dine) esce Il sette bello di Alessandro Varaldo, il primo giallo italiano ad essere pubblicato nella collana che, di quel genere, farà la storia.

Daniele Genova























Alessandro Varaldo – definito, qualche anno dopo, sulle pagine della rivista mondadoriana ‘Il Cerchio Verde’ come “il creatore del giallo italiano” – era nato a Ventimiglia il 25 gennaio 1876 da padre savonese, Giuseppe, e madre intemelia, Eugenia Rolando. Allievo, al ginnasio, di un allievo di Carducci, debuttò nelle patrie lettere a Genova, dove la famiglia si era trasferita sul finire del secolo. Autore prolifico ed eclettico – si cimentò nella poesia, nel teatro, della novella, nel romanzo, ma anche nel giornalismo e nella saggistica – fu intellettuale di fama nazionale, fondatore della Siae nel 1920 e successore di Silvio d’Amico alla guida dell’Accademia d’arte drammatica. Ma nel suo palmarès, si diceva, vi è anche la pietra angolare del giallo italiano: Il sette bello appunto”.