TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


mercoledì 24 dicembre 2014

Alta velocità, sabotaggio dell'intelligenza



Non sappiamo chi ci sia dietro agli atti di sabotaggio compiuti in questi giorni ai danni della rete ferroviaria. Di certo sappiamo che al fanatismo e alla stupidità non c'è limite e che sia a destra che a sinistra c'è chi vorrebbe tornare agli anni '70. E questo ci preoccupa.

Alta velocità, sabotaggio dell'intelligenza

Opporsi alla grande, inu­tile e dan­nosa Tav che buca le mon­ta­gne della Val Susa è ormai, e per for­tuna, diven­tato per­sino senso comune.

Decenni di lotte duris­sime e soli­ta­rie prima di arri­vare final­mente al con­vin­ci­mento di una larga mag­gio­ranza di cit­ta­dini. Anche gra­zie alla “grande opera” di infor­ma­zione capil­lare e autorevole.
Pro­prio per que­sto le recenti e con­ti­nuate azioni di sabo­tag­gio delle linee fer­ro­via­rie usate nor­mal­mente dagli ita­liani (e spe­cial­mente in que­sti giorni di feste nata­li­zie) sono il modo migliore per togliere con­senso a tutto quello che il movi­mento NoTav ha saputo costruire negli anni.

Bru­ciare i cavi nei poz­zetti che ali­men­tano la cir­co­la­zione dei treni sono sì un “atto dimo­stra­tivo”, ma di cre­ti­ni­smo poli­tico di rara natura. Che ben s’accoppia con gli allar­mi­smi del nostro mini­stro delle Infra­strut­ture che grida al “ter­ro­ri­smo”. Senza che (finora) ci sia stata riven­di­ca­zione, e con quella scritta NoTav che non si capi­sce da quanto tempo fosse lì. Più accorto si è dimo­strato il pre­si­dente Renzi par­lando di “sabotaggio”.

Oltre­tutto met­tendo stracci imbe­vuti di ben­zina lungo la fer­ro­via non si bru­ciano solo i cavi dell’alta ten­sione elet­trica, ma si toc­cano anche quei nervi sco­perti della memo­ria col­let­tiva messa a dura prova nei momenti più tra­gici e bui della nostra sto­ria. Come avvenne nei giorni di Natale con il treno 904 una tren­tina d’anni fa.

Certo la ribalta media­tica è assi­cu­rata, ma lo sono anche le male­di­zioni delle migliaia di per­sone che in que­ste ore si met­tono in viag­gio con già abba­stanza pro­blemi da risol­vere e con nes­suna voglia di doverne sop­por­tare un carico aggiuntivo.

Da parte di chi, magari, pensa di pra­ti­care scor­cia­toie che come sem­pre nella sto­ria fini­scono su un bina­rio morto.

Il manifesto – 24 dicembre 2014