TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


mercoledì 24 dicembre 2014

Flaiano e la città eterna invasa dai gladiatori



Alla ricerca della Roma dei gladiatori

Luciano Del Sette

Flaiano e la città eterna invasa dai gladiatori

Scri­veva quasi cinquant’anni fa, Ennio Fla­iano «In que­sti ultimi tempi Roma si è dila­tata, distorta, arric­chita. Gli scan­dali vi scop­piano con la vio­lenza dei tem­po­rali d’estate…» E poi «Tut­ta­via Roma è la mia città. Tal­volta posso odiarla.. ma ha un’estrema riserva di mistero e ancora qual­che oasi». Val­gono più che mai, nei tempi del Mondo di mezzo, que­ste parole. Val­gono anche per il turi­sta, che da Roma rimane incan­tato e ne diventa pri­gio­niero.

Se avete scelto la Città Eterna per le vacanze di fine anno, vi esor­tiamo a fer­marvi in un’oasi di recente ria­per­tura e qui visi­tare una mostra che pia­cerà molto ad even­tuali par­goli. L’oasi è lo Sta­dio di Domi­ziano, tra piazza Navona e via di Tor San­gui­gna, 86 d.C. Le sue strut­ture si notano guar­dando verso il basso, per­ché se ne stanno alcuni metri sotto il livello della Roma attuale.

La mostra, Gla­dia­to­res e Agone Spor­tivo. Armi e Arma­ture dell´Impero Romano, fino al 30 marzo 2015, rac­conta attra­verso sei sezioni, una per ogni secolo, dal IV a.C. al II d.C., la sto­ria dei pro­ta­go­ni­sti di un circo cru­dele. Pro­fu­sione di corazze, armi, elmi, attrez­za­ture, stru­menti musi­cali, maschere. Sce­no­gra­fi­che le grandi vetrine con le cop­pie di com­bat­ti­mento nell’arena. Info, 0645686101, 45686100.



Siete in una zona a forte rischio «acchiap­pa­tu­ri­sti». Ma, per ridirla con Fla­iano, le oasi del buon man­giare a prezzo one­sto ancora esi­stono. Due passi ed ecco piazza Pasquino, la sta­tua par­lante, dal 2010 recin­tata. Le pasqui­nate, hanno appo­sita bacheca dove appen­derle. Che tri­stezza. Con­so­la­tevi entrando al Cul de Sac, sto­rica eno­teca risto­rante. Lista dei vini enci­clo­pe­dica per accom­pa­gnare pasta con sugo di coda, all’amatriciana, broc­coli e peco­rino; invol­tini, trippa, coda alla vac­ci­nara, pol­pette al vino. Non si pre­nota. Arri­vate pre­sto e pren­dete il bigliet­tino nume­rato. Sui 30 euro. Per ingan­nare l’attesa, all’angolo con via del Governo Vec­chio c’è l’enoteca Il pic­colo: pic­cole dimen­sioni ma ottimi vini a rica­ri­chi molto ragionevoli.

Un breve tra­gitto porta a Vini & Buf­fet, vicolo della Tor­retta 60, die­tro piazza San Lorenzo in Lucina: zuppe, primi, insa­late, bru­schette, dolci, buon vino della casa. Meglio pre­no­tare: 066871445. Sui 15/20 euro, ideale sosta a pranzo. Se avete in pro­gramma Pala­tino e Colos­seo, siete dalle parti del Rione Monti. Ecco due indi­rizzi garan­titi. Eno­teca Cavour 313, via Cavour 313, 066785496. Cucina nazio­nale e di ispi­ra­zioni etni­che, da pro­dotti bio e arti­gia­nali. Amplis­sima scelta di vini e distil­lati. Gen­ti­lezza auten­tica in un locale pia­ce­vole, 25/30 euro. L’asino d’oro, via del Boschetto 73, 06489138932. La cucina di Lucio Sforza parla umbro e laziale con sublimi accenti. A mez­zo­giorno, il Pran­zetto: omag­gio del cuoco, assaggi sostan­ziosi, un calice di vino, caffè, 12 euro. Prezzo la sera 30/35 euro, facendo atten­zione al vino. Sana­Mente torna il pros­simo anno.

Auguri.


Il manifesto – 23 dicembre 2014