TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


venerdì 12 dicembre 2014

Sciopero generale



Sciopero generale

Oggi sciopero generale in una giornata, il 12 dicembre, che per noi ha valore simbolico. 45 anni fa Piazza Fontana segnò l'inizio di una fase terribile della storia italiana. La bomba alla Banca dell'agricoltura fu un segnale chiaro al Paese, come il Piano Solo nel 1964, che non si sarebbero tollerati ulteriori sviluppi a sinistra.5

Oggi, la Grecia insegna, messaggi simili non hanno più bisogno della forza militare. Bastano i proclami delle autorità centrali di Bruxelles o i pronunciamenti delle agenzie di rating.

Il dato di fondi però resta lo stesso di allora: intimidire i cittadini, farli sentire fragili, impotenti, indifesi.

“Noi cambieremo l'Italia anche per voi”, ha detto sprezzante il premier Renzi, sempre più simile all'Uomo della Provvidenza disposto a tirar dritto comunque.

E d'altronde il suo progetto di Italia ha molti punti in contatto con i piani golpisti di allora: aumento dei poteri dell'Esecutivo, riduzione del ruolo del parlamento a mero momento sanzionatorio di decisioni già assunte altrove, svuotamento della Costituzione repubblicana, marginalizzazione dei sindacati.

Per questo noi oggi saremo in piazza.

Per dire no a una politica che riduce i diritti di cittadinanza, aumenta la povertà e le diseguaglianze sociali, irride ai diritti dei lavoratori.

Perchè il vento ricominci a fischiare.