TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 3 gennaio 2015

Massimo Achilli e Rita Mele, DIALOGHI SEGRETI da Marguerite Duras



Venerdì 9 gennaio  2015, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la mostra  di

Massimo Achilli e Rita Mele,

Dialoghi Segreti da Marguerite Duras
Installazione per un visitatore alla volta.
Testi di Marcello Carlino

L’esposizione rimarrà aperta fino al 23 gennaio, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.

L’evento è il primo appuntamento di Osservazione 2015  ciclo di cinque mostre in cui gli artisti dall’associazione culturale Fuori Centro, tracciano i percorsi e gli obiettivi che si vanno elaborando nei multiformi ambiti delle esperienze legate alla sperimentazione.

Un testo si innesta su un testo; e sul testo primo, qui un racconto di Marguerite Duras, e sul testo secondo, il libro di scritture e di foto e l’istallazione di Massimo Achilli, si innesta un terzo testo, una elaborazione di Rita Mele: è costruita così questa opera polifonica, una sorta di matrioska interlinguistica, e così abbiamo bisogno che si strutturino la socialità, la nostra cittadinanza. 

In uno spazio, che ha molto del teatro delle emozioni e della conoscenza, in cui vivono il confronto e la  risignificazione basati su varie logiche di percezione e di sguardo, giocati su articolate proiezioni di stile; in uno spazio rituale di ricerca che si interroga sui segreti che ci interpellano per metterli in chiaro e per filarne in discorso le trame; nello spazio di una comunità interpretativa che si ritrova in un insieme partecipato e in cui tutti sono a loro modo attori, autori.