TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 31 gennaio 2015

Testuale. Critica della poesia contemporanea




E' uscito il n.54 di


Testuale
Critica della poesia contemporanea


integralmente leggibile e stampabile al sito


Sommario


Gio Ferri
Rosa Pierno
Daniele Santoro
Giorgio Terrone
Marco Buzzi Maresca
Gio Ferri
Letterale” Colloqui con gli autori
Brevi note d’arte “nascosta”