TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


lunedì 22 giugno 2015

Solstizio d'estate, una festa antica



Ieri, 21 giugno, era il solstizio d'estate. Una festa antichissima, dai toni magici

Raffaella Silipo

È il giorno più lungo, si festeggia l’estate


Il trionfo del Sole: oggi, 21 giugno, si festeggia il Solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno e la notte più breve, quella in cui, secondo Shakespeare, i sogni si confondono con la realtà e le creature magiche con gli umani. Un trionfo effimero: da domani infatti, le giornate riprenderanno ad accorciarsi fino al solstizio d’inverno del 21 dicembre. Ma un momento davvero suggestivo, soprattutto a Nord, lungo la linea del Circolo polare artico, dove il Sole non tramonterà, rimanendo sempre sopra l’orizzonte e addirittura al Polo Nord brillerà fino al prossimo equinozio d’autunno, il 22 settembre.

La scienza

La parola solstizio viene dal latino «solis statio», fermata del Sole, anche se naturalmente identifica non la sosta dell’astro, ma la massima distanza dall’equatore, il punto più alto rispetto all’orizzonte nella sua corsa apparente nel cielo, dovuta al fatto che l’asse di rotazione della Terra è inclinato rispetto al piano dell’orbita. Una notte che gli astronomi attendono con impazienza, anche perchè oltre al solstizio quest’anno dal tramonto sarà possibile osservare a occhio nudo la spettacolare congiunzione tra Luna, Venere e Giove, non frequente e di spettacolare bellezza. In tutta Italia poi l’iniziativa «Occhi su Saturno» spinge a osservare «il signore degli Anelli», in questi giorni particolarmente visibile.



Una festa antica

Le origini della celebrazione del solstizio sono antiche quasi quanto l’uomo, la cui sopravvivenza è dalla notte dei tempi legata alla luce e al calore. Nell’antica Roma i solstizi erano considerati «porte» verso il mondo degli dei, consacrati a Giano bifronte, il dio guardiano delle soglie e dei passaggi. Anche per i Celti il Solstizio era un momento sacro: nel tempio druidico di Stonehenge - non a caso meta di molti appassionati che festeggiano l’inizio dell’estate - l’asse del monumento (due cerchi concentrici di monoliti) è orientato astronomicamente, con un viale di accesso al cui centro si erge un macigno detto «pietra del calcagno» (Heel Stone). Al solstizio d’estate il Sole si leva al di sopra della Heel Stone. In epoca cristiana la festa è andata coincidendo con la notte di San Giovanni, il 24 giugno.



I fuochi

Con singolare coincidenza, tutte le tradizioni popolari europee prevedono l’accensione di fuochi sulle colline, processioni notturne con fiaccole e ruote infuocate gettate lungo i pendii. I falò simboleggiano il calore del Sole ma hanno anche una funzione purificatrice. «Midsummer» come lo chiamano gli anglosassoni, viene festeggiato soprattutto in Nord Europa, dove gli inverni significano lunghi mesi al buio oltre che al freddo, quindi in Svezia (dove si è pensato in passato di trasformarla ufficialmente nella festa della nazione), Romania, Polonia, Ucraina, Regno Unito. Ma il solstizio è molto sentito anche in Spagna, Portogallo e Grecia. Solo in Italia preferiamo festeggiare l’estate a Ferragosto, quando in realtà la bella stagione volge al termine. Ma anche per noi italiani è questo il momento di far progetti per la stagione più attesa: in questa pagina proviamo a fare qualche previsione sui giorni (lunghi) che verranno.


La Stampa – 21 giugno 2015