TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


lunedì 6 luglio 2015

Dove andare. A Roquebrune Cap Martin sulle tracce di Le Corbusier e Eileen Gray



A Roquebrune Cap Martin apre al pubblico anche la casa E1027 di Eileen Gray. Si completa così un itinerario che crea un sistema di architetture dove entrano anche L'Etoile de Mer e le Cabanon

Emanuele Piccardo

Quel parco a tema del razionalismo in Costa Azzurra


Roque­brune Cap Mar­tin è una cit­ta­dina in Costa Azzurra, dove a par­tire dall’Ottocento turi­sti bor­ghesi inter­na­zio­nali sog­gior­nano per sfrut­tare il suo clima mite e, natu­ral­mente, il mare. Fin dagli anni Venti, l’architetto e desi­gner irlan­dese Eileen Gray, la cui sto­ria è stata recen­te­mente rac­con­tata dal film The Price of Desire di Mary McGuc­kian, insieme a Jean Bado­vici, suo com­pa­gno e diret­tore della rivi­sta L’architecture Vivante, fre­quen­tano que­sto luogo ameno.

Lo scopo è l’acquisizione di un ter­reno per la costru­zione di una pic­cola casa per le vacanze, deno­mi­nata E1027, acro­nimo delle ini­ziali e numeri dell’alfabeto dei suoi autori-proprietari. Restau­rata nel 2009 da Pierre Antoine Gatier, archi­tetto capo dei Monu­ment Histo­ri­que, con scelte pro­get­tuali discu­ti­bili, ora que­sta dimora è inse­rita all’interno di un sistema di archi­tet­ture: la pic­cola oste­ria Etoile de Mer, con le pit­ture mura­rie di Le Cor­bu­sier, il Cam­ping e il Caba­non, rea­liz­zate sem­pre dall’architetto sviz­zero.

Oggi que­sto impor­tante patri­mo­nio è aperto al grande pub­blico. Nel 2000 Robert Rebu­tato aveva ceduto la pro­prietà dell’Etoile de Mer e del Cam­ping al Con­ser­va­toire du Lit­to­ral che, a sua volta, aveva acqui­stato la Villa E1027. La gestione del sito è stata affi­data all’associazione Cap Moderne (www​.cap​mo​derne​.com), fon­data dal filan­tropo Michael Likier­man e da Rebu­tato, un esem­pio di mece­na­ti­smo da impor­tare se il dona­tore può detrarsi fino al 66% della sponsorizzazione.

    E1027 Living

La E1027 viene costruita tra il 1926 e il 1929. Gray sce­glie il ter­reno, lo acqui­sta a nome di Bado­vici e ini­zia a stu­diare l’orientamento e la dispo­si­zione della casa. Il pae­sag­gio cir­co­stante è sel­vag­gio, ricco di mac­chia medi­ter­ra­nea e di quell’azzurro del mare che aveva dato il nome alla costa più eli­ta­ria d’Europa. L’architecture Vivante, nell’inverno del ’29, dedica un numero spe­ciale allaE1027. Mai­son en bord de mer. Al suo interno, la pub­bli­ca­zione rac­co­glie una serie di schede con ripro­du­zioni delle piante, delle sezioni, dei pro­spetti e un cor­poso appa­rato foto­gra­fico. 

Nella descri­zione, Gray pole­mizza sull’attenzione che gli archi­tetti d’avanguardia riser­vano sull’architettura este­riore — media­tica diremmo oggi — piut­to­sto che inte­res­sarsi al fatto che una casa sia costruita per il benes­sere dei suoi abi­tanti: è un chiaro rife­ri­mento a una super­fi­cia­lità di alcuni pro­ta­go­ni­sti del movi­mento moderno. Sot­to­li­neare pro­prio il com­fort interno e inte­riore sarà la base per il design dei mobili e arredi che, recen­te­mente, sono stati ripro­dotti sotto la super­vi­sione di un gruppo di lavoro coor­di­nato dallo sto­rico Tim Benton.

La E1027 è un’architettura che si distende oriz­zon­tale lungo la curva di livello, enfa­tiz­zando il rap­porto con il ver­sante ovest, verso il mare e il tra­monto, con una super­fi­cie vetrata che rompe la mura­tura bianca. Gray uni­sce le ricer­che com­po­si­tive del gruppo olan­dese De Stijl negli interni con le Weis­se­n­hof per l’esterno, a cui Gray pro­ba­bil­mente si era ispi­rata dopo un viag­gio a Utre­cht (1925) per visi­tare la Casa Schrö­der, opera di Riet­veld, e Stoc­carda (1927).

La scelta di usare un lin­guag­gio con rin­ghiere e tende, simili alle navi del tempo, come L’Aquitania, con­ferma ciò che Le Cor­bu­sier aveva scritto: «Inge­gneri ano­nimi, mec­ca­nici al lavoro tra la for­gia e il grasso di offi­cina, hanno con­ce­pito e costruito cose for­mi­da­bili come i piro­scafi. Il piro­scafo è la prima tappa nella rea­liz­za­zione di un mondo orga­niz­zato secondo lo spi­rito nuovo».

    

Pro­prio la bel­lezza del pae­sag­gio rivie­ra­sco attrae Le Cor­bu­sier e la moglie Yvonne, di ori­gine mone­ga­sca, a fre­quen­tare la casa dopo la par­tenza della Gray nell’estate del 1939. In quella occa­sione dipinge sette pit­ture murali all’interno e due all’esterno, un modo di pro­fa­nare l’opera e lasciare una impronta auto­re­fe­ren­ziale. In que­sto modo, la E1027 verrà ricor­data anche per que­ste opere pittoriche.
La pas­sione che Le Cor­bu­sier nutre per la casa va ricer­cata nella simi­li­tu­dine con i suoi Cinq Points de l’Architecture. Usa quella misu­rata archi­tet­tura come fosse una veri­fica pra­tica delle sue teo­rie. Così a par­tire dalla defi­ni­zione dell’architettura come una mac­china da abi­tare, i moder­ni­sti spe­ri­men­tano le loro idee sul tema in diverse occa­sioni.

È il caso delle già citate Weis­se­n­hof Sied­lung di Stoc­carda, dove Bruno Taut, Wal­ter Gro­pius, Mies van der Rohe, Le Cor­bu­sier, J.J.P Oud, Peter Beh­rens… spe­ri­men­tano lin­guaggi e forme dell’abitare. Ma anche l’esposizione uni­ver­sale di Parigi del 1925 e la Trien­nale di Milano del 1933 sono l’occasione per pro­porre nuove idee di case spe­ri­men­tali.

Così avviene a Roque­brune dove, in uno spa­zio ristretto com­presso tra fer­ro­via e mare, Le Cor­bu­sier ed Eileen Gray spe­ri­men­tano l’abitare.

Il cen­tro del sistema archi­tet­to­nico di Roque­brune è rap­pre­sen­tato dalla oste­ria L’etoile de mer aperta nel 1949 da Tho­mas Rebu­tato, ful­cro della pas­sione che Corbu ha per que­sto luogo. I due diven­tano amici a tal punto che Rebu­tato gli regala una parte del suo ter­reno per costruirci il Caba­non. All’Etoile de Mer Le Cor­bu­sier passa molto tempo insieme alla fami­glia Rebu­tato. 

Il figlio dell’oste, Robert, diventa suo allievo e rea­lizza, insieme ad Alain Tavés il pro­getto della Mai­son de l’homme a Zurigo dopo la morte dell’architetto sviz­zero, avve­nuta pro­prio a Roque­brune nell’agosto del 1965. In cam­bio dell’ospitalità, Le Cor­bu­sier dipinge nel 1950 un qua­dro che raf­fi­gura Tho­mas Rebu­tato e il pesca­tore André, dal titolo signi­fi­ca­tivo: À l’Étoile de mer règne l’amitié.

Il Caba­non, ritiro «spi­ri­tuale» di Corbu, riprende il tema dell’Exi­sten­z­mi­ni­mum, e si basa sulla misura 3,66x 3,66x2,26, la stessa altezza dell’uomo del Modu­lor dipinto su una delle fac­ciate late­rali del Cam­ping. Le cin­que unità del Cam­ping, rea­liz­zate nel 1957, pog­giano su pilo­tis qua­drati e richia­mano il lin­guag­gio del con­ti­guo Caba­non, pos­sono ospi­tare due per­sone a unità, ma rive­lano negli interni quella sin­tesi fun­zio­nale che Corbu aveva adot­tato nelle celle del pre­ce­dente Con­vento de la Tou­rette (1953).

Vivere all’aria aperta, dipin­gere nudo, nuo­tare nel Medi­ter­ra­neo e impre­gnarsi di sole con­sen­tono a Le Cor­bu­sier di vedere l’esistenza sotto un’altra ango­la­tura. Nel dopo­guerra, infatti, non è più quello delle mai­sons blan­che. Il suo dog­ma­ti­smo puri­sta viene alte­rato e ciò è evi­dente a par­tire dalla chiesa di Ron­champ (1950–55), dove la curva, e non più l’angolo retto, diventa un ele­mento cen­trale della sua poe­tica che ripete anche nell’iperbole del Par­la­mento di Chan­di­garh (1955).



il manifesto – 27 giugno 2015