TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


giovedì 16 luglio 2015

Lo sterminio dei Catari



Due libri affrontano il tema dei movimenti ereticali nel medioevo.

Armando Torno

Le vicissitudini dei Catari


L’estate deve essere una stagione propizia per ripensare quei movimenti sovente chiamati eresie e i personaggi che ne sono stati i protagonisti. Non c’è una vera ragione stagionale, ma due editori, seppur con intenti diversi, propongono due titoli di notevole interesse. Il primo è una novità: Massimo Liritano pubblica da Rubettino uno studio su Gioacchino da Fiore, sull’«attualità di un profeta sconfitto». Un postmoderno che ebbe voce profetica, intese la Trinità come storia, si scontrò con istituzioni e uomini del tempo, fu poi continuamente riscoperto e interpretato. Liritano evidenzia come il suo nome evocasse alla sola pronuncia oscure questioni: Goffredo di Auxerre, che non gli risparmiò invettive, sostenne che la ragione dei perniciosi errori teologici di questo abate andava cercata nel non completo rifiuto della propria origine ebraica.

Il secondo libro è una preziosa ristampa (a volte le vere novità sono le riproposte) e uscì da Sugar nel 1969 in traduzione italiana con il titolo La tragedia dei Catari; nel 2012 la casa editrice Pgreco lo ha riproposto come Lo sterminio dei catari e ora, giacché essa è entrata nell’ambito di Mimesis, editore dal catalogo ricco di riscoperte, ha avuto un ritorno in libreria. In ogni caso, Ernest Fornairon, l’autore, fu attivo tra gli anni 20 e 40 del secolo scorso e il titolo originale era Le mystère cathare.

Neanche a farlo apposta questo volume contiene la storia della persecuzione sanguinaria e crudele, condotta al di là di ogni immaginazione, dell’eresia catara: in sostanza fu la prima crociata intestina d’Europa e un’azione contro intere popolazioni che ricorda certi conflitti dei nostri giorni. Innocenzo III non si comportò con mitezza e, tra le ricostruzioni che si leggono nel saggio di Fornairon, c’è l’eccidio di Béziers, dove furono massacrate 20mila persone, sia cattolici che catari. Vi erano donne, uomini, bambini, anziani.



Va detto che il libro narra la storia delle guerre a questa setta nel Sud della Francia tra il 1207 e il 1244 e non delinea le caratteristiche dei Catari. I quali furono il più vasto movimento ereticale del Medioevo, con una presenza che interessò la Germania già dalla metà del XII secolo, quindi si diffuse nell’Italia settentrionale, in Francia, Spagna e Inghilterra.

I Catari, dal greco katharos, «puro», criticavano senza mezzi termini il carattere politico e mondano della Chiesa di Roma; certamente muovevano obiezioni ben diverse contro il degrado ecclesiastico rispetto a quelle che giungevano da Pier Damiani o San Bernardo. Aderirono alle loro idee le persone semplici, le comunità si moltiplicarono organizzandosi gerarchicamente in diocesi e vescovadi, al di sopra dei quali stava il concilio dei membri, la “Comunità dei santi”. Alla fine il movimento sentì il bisogno di darsi un assetto dottrinale, affrontò temi teologici, qualcosa di manicheo si ritrova in loro. Il resto della storia lo abbiamo accennato e Fornairon lo ricostruì recandosi nei luoghi.

Massimo Liritano
Gioacchino da Fiore
Rubettino, 2015
10,00

Ernest Fornairon
Lo sterminio dei Catari
Pgreco, 2015
16,00


Il Sole 24 ore – 12 luglio 2015