TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 1 agosto 2015

Dove andare: Carloforte



Nell'antica colonia genovese tra acque cristalline e pini d'Aleppo

Sara Porro

Carloforte. L'isola dei tonni di corsa

La rete della camera della morte viene sollevata lentamente dai tonnarotti, sotto gli occhi attenti del rais della tonnara. I grandi pesci, ormai in trappola, sono in preda al panico e si dibattono furiosamente. Uno a uno sono catturati, uccisi e "subito sventrati sull'inquieto mare", come già raccontava un cinegiornale dell'Istituto Luce nel 1955.

Anche se oggi i tonni non vengono più brutalmente arpionati - una pratica che,a parte le considerazioni sul benessere animale, peggiora la qualità della carne - la mattanza nella tonnara di Carloforte non è cambiata da allora: ogni anno tra maggio e giugno i tonni adulti, chiamati «tonni di corsa», tornano nel Mediterraneo dall'Atlantico per riprodursi negli stessi luoghi dove sono nati, e nel loro tragitto alcuni degli esemplari più grossi e più lenti restano impigliati nelle reti tese dai pescatori.



Quella di Carloforte, unico centro abitato dell'Isola di San Pietro, nel Sulcis,a sud ovest della costa sarda, è una delle ultime tonnare ancora in funzione del Mediterraneo (in Italia altre sono ancora parzialmente attive in Sicilia e in Liguria),e una delle più antiche: fu fondata contemporaneamente alla città nel 1738 da una colonia di pescatori di Pegli, in Liguria, sbarcati qui a cercare fortuna.

A Carloforte si arriva solo con uno dei traghetti che salpano da Calasetta o Portovesme, dopo una traversata di una quarantina di minuti. Dal pontile lentamente si vede comparire il profilo della piccola cittadina. Già questa prima vista basta per notare l'aria ligure degli edifici che si affacciano a ventaglio sul porto e della planimetria del reticolo di strade che si aprono alle spalle dei pontili, ma una volta sbarcati sull'animato corso principale, sarà la cadenza (e molti dei cognomi) degli isolani a togliere ogni dubbio sulle parentele genovesi degli abitanti. E non a caso Carloforte, oltre a far parte del circuito dei "Borghi più belli d'Italia", è anche comune onorario della provincia di Genova.

E il paese rimane, ancora oggi, la destinazione ideale per chi cerca un viaggio che ricordi quasi un naufragio volontario. Sull'isola di San Pietro, infatti, non c'è molto da fare, nel senso stretto del termine: per godersela è necessario adeguarsi al suo ritmo indolente. Per un giro esplorativo, basta imboccare una delle due strade che si dipartono dal centro abitato (semplicemente "la strada vecchia" e "la strada nuova": la minuscola superficie dell'isola non richiede maggior sforzo di nomenclatura).



L'interno dell'isola è ricoperto di macchia mediterranea e nell'aria si distinguono i profumi di pino d'Aleppo, rosmarino e ginepro, mentre si passeggia osservando il lento incedere dei fenicotteri rosa in cerca di molluschi nelle acque basse, e le evoluzioni del gabbiano corso o del falco della regina.

Il mare è limpidissimo: lungo le coste spiagge biancheggianti di sabbia, come La Bobba o Guidi, si alternano a calette rocciose, come Cala Fico, dove immergersi per ammirare i pesci variopinti dei suoi fondali, a muraglie di roccia lambite dalle onde, fino ai faraglioni di origine vulcanica come Le Colonne, simboli dell'isola. A nord, le grotte di Punta delle oche e di Nasca, dove si arriva solo dal mare con piccole imbarcazioni che è possibile noleggiare nel porto, sono i luoghi ideali per le immersioni subacquee. Più avanti verso est, dalla spiaggia de La Punta si gode uno splendido panorama sull'Isola Piana e sull'Isola dei Ratti. Da qui, percorrendo a piedi la lunga spiaggia di Tacca Rossa, tutta ciottoli e scogli, si torna al borgo di Carloforte.



la Repubblica - 19 giugno 2013