TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


mercoledì 13 gennaio 2016

Alla riscoperta di Naucrati, la Hong Kong dell’antichità



Viene poco a poco alla luce una grande città portuale alle foci del Nilo. Una grande scoperta archeologica che ha il fascino del mare e dell'Oriente.

Alla riscoperta di Naucrati, la Hong Kong dell’antichità


Sulle sue banchine, i carichi di profumi provenienti dall’Arabia meridionale incrociavano l’argento delle miniere dell’Attica; le stive delle navi si svuotavano di anfore di vino di Cipro e si riempivano di grano egiziano. Nelle sue strade, si mischiava una folla composita di mercanti, funzionari, soldati mercenari, prostitute, scultori, studenti. E, naturalmente, moltitudini di schiavi.

La giornata tipo nell’antica Naucrati doveva essere caotica. E, allo stesso tempo, eccitante. La città, fondata dai faraoni della XXVI dinastia egizia sul ramo canopico del Nilo (il ramo occidentale, che prende il nome dalla città di Canopo, sul delta) era, già nel VI secolo A. C., uno dei più grandi empori del Mediterraneo.

E un laboratorio culturale, dove venivano sperimentate forme di integrazione religiosa e si sviluppavano reciproche curiosità artistiche. «La potremmo definire la Hong Kong della sua epoca» sostiene Ross Thomas, curatore del British Museum, che dirige la campagna di scavi che sta rivelando il volto inedito di un centro cosmopolita nel cuore del delta del Nilo.

Scoperta nel 1884 dall’archeologo britannico sir William Petrie, la sua importanza è stata a lungo sottovalutata. «Fino a poco tempo fa si pensava che l’area di Naucrati fosse di 30 ettari. Invece oggi sappiamo che è almeno il doppio e che c’è molto da scavare». Sono stati ritrovati frammenti di navi greche e manufatti artistici dove il gusto greco incontra quello egiziano, come in una sfinge seduta, dipinta su un piatto di 2500 anni fa.



Ora i ritrovamenti a Naucrati saranno esposti, dal 19 maggio al 27 novembre 2016, nella grande mostra che il British Museum dedica alle città sommerse del delta del Nilo, Canopo e Thonis-Erakleion, oltre a Naucrati: reperti di archeologia sottomarina che vanno da statue colossali a delicatissime opere di gioielleria.

Nel caso di Naucrati, però, sarebbe più esatto parlare di un «porto sepolto». Fino a poco tempo fa si pensava che le navi greche scaricassero le merci sulle sponde del Mediterraneo e che queste venissero poi trasportate da chiatte fino alla città. I reperti di navi greche dimostrano come la città fosse invece un vero porto. E molto attivo. Il suo nome, in greco antico, significa «signora delle navi». Una stele, conservata nel museo egizio del Cairo, parla dei dazi e delle imposte sulle merci in transito, intorno al 20 per cento. Una specie di Iva, che fa intuire la ricchezza della città.

Secondo gli ultimi studi di Thomas, l’antico centro era punteggiato da alti palazzi che arrivavano fino a sei piani. Molto simili ai celebri «grattacieli di fango» di Sanaa nello Yemen. Tra le particolarità architettoniche c’era l’Helleion, descritto dallo storico Erodoto come un complesso di templi ed empori finanziato dalle principali città mercantili greche. E appoggiato dai faraoni.



In parte, Naucrati è una creatura di Amasi, il più filelleno dei sovrani della dinastia saitica. La sua idea, infatti, era di concentrare a Naucrati i mercanti e i mercenari greci (machimoi) che debordavano nel delta del Nilo. Per facilitare i commerci. Ma pure per controllarli. Così Naucrati diventa un laboratorio d’integrazione sociale dove, nelle taverne e nei mercati, si sente parlare il greco ionico accanto al demotico - la versione popolare dell’antica lingua egizia. Le divinità greche vengono adorate accanto a quelle egizie. Amasi inoltre concede speciali privilegi alla comunità greca e gratifica la città di uno statuto commerciale autonomo.

«La nostra attenzione adesso è concentrata sul sito del porto e sulla rete dei canali» spiega Thomas. «Curiosamente, nonostante Naucrati dovesse la sua prosperità al commercio marittimo questo aspetto è stato finora ignorato». I nuovi scavi permetteranno di scoprire i segreti di uno dei più antichi hub commerciali dell’antichità. Dove, secoli prima della fondazione di Alessandria, la cultura greca provò a mescolarsi con le più antiche civiltà del Mediterraneo.


La Stampa – 28 dicembre 2015