TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 5 marzo 2016

Haknasat Sefer Torah



Tradotto liberamente Haknasat può significare "Bentornata  a casa". A Biella recuperato e restaurato un rotolo della Torah del 1252. E' uno dei tanti segni di ripresa della comunità ebraica italiana dopo le tragedie del secolo scorso.

Alessandro Nasi

Biella, torna in uso il rotolo della Torah medievale


Un tesoro nascosto da quasi 800 anni negli archivi di una delle più piccole comunità ebraiche d’Italia e che rischiava di andare perso per sempre. Adesso però, dopo le sapienti cure di Amedeo Spagnoletto, è pronto a tornare a casa. La settecentesca sinagoga di Biella, nell’antico quartiere del Piazzo, domenica riabbraccerà il suo «sefer Torah», il rotolo in lingua ebraica ashkenazita sul quale è trascritto il Pentateuco, che uno studio con il Carbonio 14, fatto dall’Università dell’Illinois, fa risalire all’anno 1252.

Sarebbe il più antico del mondo, tra quelli ancora in uso nelle funzioni religiose. Solo il rotolo sacro trovato nel 2013 nella biblioteca di Bologna può essere paragonato a quello della comunità biellese, «ma c’è una grossa differenza - spiega il maestro Spagnoletto, l’unico ad aver ricopiato un nuovo sefer Torah negli ultimi 150 anni -: quello trovato a Bologna è incompleto, inutilizzabile, mentre quello di Biella è integro, ancora perfetto dopo 800 anni. Dopo il restauro, da domenica, la comunità biellese potrà usarlo con continuità. Ho capito subito che poteva avere un grande valore, ma neanche io pensavo di avere tra le mani un simile tesoro. E pensare che era chiuso in un archivio tra i volumi ormai inutilizzabili».



Il recupero è durato più di un anno e mezzo, tra pulitura delle pergamene, cucitura di quelle lacere, ripristino delle lettere che presentavano cancellature o fenditure dell’inchiostro e il restauro con pasta di pergamena dei fori causati dai tarli. Un lavoro lungo e meticoloso, portato avanti con estrema cautela e sostenuto dalle Fondazioni Crt e Crb e dai Beni culturali ebraici d’Italia, oltre che dal Comune di Biella, anche grazie a un’operazione di crowdfunding. Il restauro ha riportato il volume alla sua natura «kosher», cioè integra e leggibile. Il ritorno del manoscritto a Biella verrà celebrato con la festa solenne del «Haknasat Sefer Torah» domenica mattina, privatamente, in sinagoga e poi, dalle 12,30, nella splendida cornice dell’Auditorium di Palazzo Gromo Losa dove verranno illustrati i lavori di restauro.


La Stampa – 4 marzo 2016