TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


mercoledì 18 maggio 2016

Poveri si, ma... Palazzi, alberghi, ex conventi. Un quarto di Roma proprietà della Chiesa



Un milione di immobili sparsi in tutto il mondo, solo a Roma un quarto del patrimonio immobiliare fra cui molti palazzi lussuosissimi. Un patrimonio in continua crescita, tanto che qualcuno (vedi curia di Savona) ci investiva anche l'8 per mille. Come si fa a parlare male di una superstar mediatica come Papa Francesco? Eppure, leggendo queste cifre, facciamo davvero fatica a prenderlo sul serio quando parla di Chiesa dei poveri. Insomma, oltre alle parole (tante), ci si aspetterebbe anche qualche fatto concreto.Ma, come ci insegna la politica (e non solo italiana), nella società della comunicazione basta colpire l'immaginazione sparandole grosse, che poi seguano fatti e impegni concreti è del tutto secondario.


Corrado Zunino

Palazzi, alberghi e ospedali 2 mila miliardi di patrimonio quanto vale “Vaticano spa”


La chiesa cristiana e cattolica, con i rami diretti e le sue arciconfraternite, gli enti morali, le società di soccorso, gli almi collegii e le ancelle, con le fondazioni, le banche e le immobiliari che rimandano a fondi chiusi, possiede nel mondo — è la stima più credibile, racchiusa tuttavia in nessun documento ufficiale — un milione di immobili per un valore di duemila miliardi. Chiese, naturalmente, e queste non sono alienabili essendo costruite sulla Pietra evangelica. Poi sedi parrocchiali, case generalizie, istituti religiosi, conventi, missioni, case di riposo, seminari, centri di cura e bellezza, ospizi, orfanotrofi, asili, pii alberghi per turisti e pellegrini, terreni e molte abitazioni civili date in locazione. Solo tra ospedali, scuole e università la chiesa cristiana e cattolica può contare sullo stesso numero di edifici presente negli Stati Uniti.



UN QUARTO DI ROMA

Di quel milione di “cose” di proprietà, settecentomila beni materiali sono all’estero, trecentomila in Italia concentrati, questi, in Lombardia e Veneto, naturalmente a Roma. Secondo il Gruppo Re, che da sempre fornisce consulenze al Vaticano sul tema, il 20 per cento del patrimonio immobiliare italiano è tutt’oggi proprietà della chiesa: 115 mila pezzi. Lo calcolò per primo Paolo Ojetti in un’inchiesta per l’Europeo del gennaio 1977 che rivelò come un quarto della capitale fosse nelle mani della Chiesa apostolica. Solo a Roma ogni anno vengono registrati 8-10 mila testamenti a favore del clero.

I due istituti operativi vaticani sul fronte immobiliare, spesso confusi, sono Propaganda Fide e l’Apsa. Gli appartamenti di Propaganda, di lusso, valgono 9 miliardi di euro. Tra le 957 case di proprietà spesso usate come merce di scambio e cedute con larghi sconti (il palazzetto di tre piani e 42 vani di via dei Prefetti, a Roma, venduto a costo calmierato all’ex ministro Pietro Lunardi in cambio della ristrutturazione a spese pubbliche della sede di Propaganda in piazza di Spagna), 725 immobili sono nella capitale. E sono diventati affitti buoni per l’ex vicedirettore generale Rai Antonio Marano, il capo delle missioni sporche della Protezione civile Mauro Della Giovampaola, il direttore dell’Enac aeroportuale Vito Riggio, l’ex sottosegretario di Forza Italia Nicola Cosentino, l’ex ragioniere generale Andrea Monorchio. Di Propaganda sono l’attico abbacinante di Bruno Vespa, l’appartamento di Cesara Buonamici, lo show room dell’Oreal, il mega solarium Priscilla che al Vaticano versa solo 3.000 euro il mese. All’epoca di Angelo Balducci gentiluomo del Papa, l’ingegnere pubblico girava in auto con la mappa degli appartamenti della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli pronto a suggerire le case migliori a buoni conoscenti.



LE CASE-REGGIA DEI CARDINALI

Poi c’è l’Apsa, l’Amministrazione del patrimonio della sede cattolica, con i suoi 5.050 appartamenti affittati a prezzo di mercato agli sconosciuti e a canone zero a chi ha servito la chiesa: giuristi, letterati, direttori sanitari. Sono 860 le locazioni gratuite. Innanzitutto, quelle per le case-reggia dei 41 cardinali di prima fila: tutti intorno a San Pietro. Quindici in piazza della Città Leonina dove spiccano i 368 metri quadrati del penitenziere maggiore Mauro Piacenza, otto in piazza di San Callisto con i 472 metri del francese Roger Etchegarray, sei in via Rusticucci con l’appartamento del prefetto della Congregazione per le chiese orientali, Leonardo Sandri: 522 metri di stucchi e biblioteche. Tre sono in via Pfeiffer, dove s’allargano i 525 metri da primato dello statunitense William Joseph Levada.

Nel tentativo di ricostruire e mettere a sistema i possedimenti Apsa, monsignor Lucio Vallejo Balda, a capo della commissione Cosea, ha scatenato l’ultima guerra in Vaticano, che poi è diventata il processo Vatileaks 2. Papa Francesco ha già detto molto sulle “case dei principi” della chiesa.



GLI EX CONVENTI B&B

Il turismo religioso nei più famosi luoghi di pellegrinaggio offre 200 mila posti letto e vale 4,5 miliardi. Il calo delle vocazioni ha svuotato abbazie e monasteri, più di duemila in Italia, e moltiplicato i cantieri per trasformare antichi conventi in bed and breakfast.

A Roma un palazzo del Borromini nella titolarità delle suore Oblate di Santa Maria dei Sette dolori è diventato un hotel da 62 camere.


La Repubblica – 17 maggio 2016