TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


lunedì 4 luglio 2016

Gli orrori di Dacca



Si dice che davanti alla morte siamo tutti eguali. Niente di più falso. Ci sono morti che pesano come macigni e altri meno di una piuma. Ovviamente nulla giustifica l'orrore del massacro di Dacca, ma forse si dovrebbe incominciare a comprendere che in larga parte del mondo l'orrore è una realtà quotidiana (e non solo quando ne è vittima qualche occidentale).Riprendiamo un trafiletto di agenzia di tre anni fa.

Bangladesh, oltre mille morti. Coinvolto fornitore di Benetton

E' salito a oltre mille morti il bilancio delle vittime del crollo dell'edificio di otto piani alla periferia di Dacca, in Bangladesh, che ospitava cinque industrie tessili. Sono 1.032, secondo quanto riferito da un funzionario della sala controllo per la gestione delle emergenze, i corpi recuperati dalle squadre di soccorso dalle macerie del Rana Plaza, crollato il 24 aprile.

Nella tragedia sono rimaste ferite piu' di 2.400 persone e, come ha affermato Shahnewaz Zakaria, comandante dell'esercito, continuano le ricerche di altri corpi che potrebbero essere ancora intrappolati.

Nei giorni scorsi circa 400 sopravvissuti hanno inscenato un sit-in di protesta, bloccando l'autostrada che collega Dacca al sud e al sud-ovest del Paese asiatico: reclamavano dai proprietari degli opifici distrutti, anche a nome dei colleghi, il pagamento degli stipendi arretrati e la corresponsione dei risarcimenti per i danni subiti. Molti tra loro percepiscono in media addirittura meno di 30 euro mensili.

Sempre negli ultimi giorni, dall'Italia la Filctem ha chiesto di chiarire l'eventuale coinvolgimento di marchi italiani: il sindacato di categoria ha chiesto di specificare se aziende del nostro paese siano coinvolte nel crollo, come ipotizzato da alcuni organi di stampa.

Ieri la prima ammissione di Benetton: una delle fabbriche di camicie che avevano sede nel Rana Plaza crollato riforniva l'azienda tessile italiana. "La New Wave Style, al momento del disastro, non era uno dei nostri grossisti, ma uno dei nostri fornitori diretti in India aveva subappaltato due ordini all'azienda", ha dichiarato il gruppo.



rassegna.it 10 maggio 2013