TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


venerdì 15 luglio 2016

Puglia: fatalità o spia del malessere di un paese in crisi?



E' vero: la tragedia avvenuta in Puglia è il simbolo di un Paese allo sbando. Questa volta però non si può dare la colpa all'Europa delle banche né alla destra. I fondi per il raddoppio e la messa in sicurezza (europei, appunto) c'erano inutilizzati da anni. E governava la sinistra di Nichi Vendola. Che senso ha poi parlare di Sud dimenticato o addirittura, come qualcuno ha scritto, di razzismo antimeridionale? Dopo settant'anni di autonomia (Sicilia) e di finanziamenti a pioggia (Cassa del Mezzogiorno prima, fondi europei poi) vanificati da incapacità gestionale, incuria, malaffare e corruzione, i piagnistei meridionalisti suonano davvero stonati. Considerato anche che da De Nicola a Mattarella, passando per Moro, De Mita e Leone,gran parte della classe di governo è stata espressione proprio di quel Sud che ci si ostina, per pigrizia mentale, a definire dimenticato. Forse sarebbe meglio riflettere sulla gestione del potere locale e sui rapporti con mafie e malaffare diffuso nei decenni DC, ma anche in quelli attuali della sinistra al governo in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Sbaglieremo certamente, ma nei governi PD non ci pare di vedere grandi segni di cambiamento rispetto a quel passato.

Linda Laura Sabbadini

È una spia del malessere del Paese


Un incidente terribile, ma evitabile in Puglia tra due treni incanalati sullo stesso binario e la vita dei pendolari, lavoratori e studenti appesa ad una telefonata. Non ci si può neanche credere. Sembra un incubo. Un bimbo appena nato che muore in Sardegna per la mancanza di elisoccorso dopo che la sua mamma partorisce prematuramente in traghetto. Che cosa sta succedendo nel nostro Paese? Episodi che non vorremmo vedere. Gli epidemiologi li chiamerebbero eventi sentinella. Sintomi di qualcosa di profondo che non va.

Si tratta di mortalità evitabile che il nostro Paese deve puntare ad azzerare. Per mortalità evitabile si intendono quegli eventi che potrebbero essere contrastati con azioni mirate, soprattutto nell’ambito della prevenzione e della sicurezza, e del potenziamento di servizi e infrastrutture, come in questi casi. E si deve farlo sapendo che su questi fronti i rischi non sono equamente distribuiti. Stiamo parlando di Sud, parte fondamentale del nostro Paese e dell’Europa. In Italia la mappa dei bisogni presenta già alcuni squilibri, perché non coincide con la mappa dei servizi e delle infrastrutture presenti.

Gli anziani, ad esempio, sono in peggiori condizioni di salute al Sud, ma hanno minore assistenza sociale e sanitaria. I poveri sono di più, ma ricevono di meno. Attribuire la responsabilità a inefficienze di natura locale o all’incapacità di gestire fondi da parte delle amministrazioni del Sud non aiuta a mettere a fuoco soluzioni efficaci, anzi, si rivela spesso controproducente. 

Il punto è piuttosto quello di ricostruire opportunità adeguate per la popolazione del Sud, tenendo a mente che le croniche «dispari opportunità» che si sono perpetrate negli anni non permettono di valorizzare le grandi risorse umane e del territorio pur presenti in quelle zone. E’ un gap che va colmato, in fretta, prima che le disparità aumentino ulteriormente, ad esempio con la fuga dei giovani, e prima che i settori più dinamici del Sud siano costretti ad abbandonarlo.

Non si possono fare risparmi sulla sicurezza dei cittadini, né accumulare ritardi sull’assistenza sanitaria, da sempre un pilastro del nostro Paese: si è fin troppo tagliato su prevenzione, sicurezza e sanità, adesso è il momento di investire. La mortalità evitabile al Sud è un fattore che si aggiunge e si sovrappone a un quadro già disagiato. Il disastro ferroviario in Puglia e il mancato elisoccorso in Sardegna colpiscono territori già pesantemente provati, ed è su questo secondo aspetto che bisogna lavorare.

Quando si comincerà a investire - più che a tagliare - per ridurre le disuguaglianze di opportunità tra Nord e Sud? Non ci si può lavare le coscienze ricordando le inefficienze e gli sprechi. Il Sud ha bisogno di essere sostenuto nel recupero del gap che lo separa dal resto del Paese. E il nostro Paese deve ritrovare le sue priorità. La crescita dell’Italia è strettamente connessa alla crescita del Sud. Eliminare la mortalità evitabile, puntare sulla prevenzione e sulla sicurezza, partire dai bisogni di coloro che hanno sempre avuto meno, questo è il compito.


La Stampa – 14 luglio 2016