TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


giovedì 11 agosto 2016

Il destino delle formiche



Come promesso, continua la serie sugli insetti che ci fanno compagnia nelle giornate estive. Oggi tocca alle formiche.

Marco Belpoliti

Il destino delle formiche

Estate, tempo di formiche. In realtà ci sono tutto l’anno; tuttavia è in questa stagione che intensificano la loro attività, mentre noi viviamo di più all’aperto: ci stendiamo su prati, mangiamo sotto pergolati, apriamo finestre e porte di casa.  

Così vediamo dappertutto questi imenotteri aculeati. Sono grandi meno di un milionesimo di un essere umano, eppure ci contendono il ruolo di organismi dominanti sulla terra ferma; la loro biomassa pesa come tutta l’umanità. Da qualche anno le formiche hanno trovato un loro aedo: Edward O. Wilson; insieme a Bert Hölldobler si occupa di loro in ampi studi. Formiche. Storia di una esplorazione scientifica (Adelphi) è la prima pietra miliare. Le formiche sono per noi un vero e proprio fastidio, come capita ai protagonisti, marito e moglie, della Formica argentina di Italo Calvino.  

Ricordate la loro lotta contro le formiche, con il vicino di casa, Baudino, che è accusato di ingrassare gli imenotteri? Letto come una metafora del «male di vivere», il racconto di Calvino ha invece una sua ragione pratica: le formiche possono ossessionare per la loro pervicacia e il numero. Sembra che sia stato proprio il padre dello scrittore, Mario Calvino, agronomo, a importare nella Riviera Ligure quelle formiche, insieme alle piante che andava trapiantando dal Sudamerica nella sua casa-stazione sperimentale a Sanremo.



Ora per combatterle c’è un nuovo sussidio, in vendita nei supermercati: Esca insetticida antiformiche AMP 1RB, una scatola di cartone di colore verde con scritte gialle, in vendita nella catena Carrefour. Contiene due esche cilindriche, di colore bianco, con due ingressi: una trappola con Acetamiprid, insetticida di nuova generazione della famiglia dei neo-nicotinoidi, che agisce a livello postpsinapico. Le formiche, attratte da sostanze cui sono sensibili, se ne impregnano e in breve tempo diffondono l’insetticida nella colonia che viene sterminata entro sei giorni. Una strage.  

Se il protagonista della Formica argentina ne fosse stato in possesso non avrebbe esitato a farne uso. Ma dopo aver letto i libri di Wilson sulle formiche come Superorganismo, diventa più difficile. Lo scienziato sostiene che il destino dell’uomo è legato a quello delle formiche: chiuse nel loro mondo chemiosensoriale, universo frattale che si misura in centimetri, sono ignare dell’esistenza dell’uomo; tuttavia se scomparissero, scrive, il pianeta inaridirebbe. Forse prima di aprire la trappola, sarà meglio rifletterci. 


La stampa – 12 agosto 2013