TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


martedì 9 agosto 2016

Lo scarafaggio ci è antipatico, ma per la sua mamma è bellissimo

    I "maledetti scarafaggi" di Jean-Yves Raimbaud

Tempo d'estate, tempo di insetti. Fastidiosi spesso, ma anche simpaticamente familiari. Piccole comparse nel grande spettacolo della nostra vita. Iniziamo con un articolo sugli scarafaggi. Continueremo, se troviamo qualcosa di simpatico, con formiche, zanzare e mosche.

Marco Belpoliti

Riecco gli scarafaggi

Escono di notte e attraversano rapidi le case alla ricerca del cibo. A Milano, e in altre città italiane, si segnala la loro massiccia presenza. Insieme a corvi, topi e gabbiani, gli scarafaggi sono diventati gli abitatori, non in cattività, più comuni delle nostre città.  

Antichissimi, esistono da oltre trecento milioni di anni; si sono evoluti seguendo gli umani nelle migrazioni: salendo su muli, entrando in ceste e panieri, attraversando i mari su barche e navi. Hanno preso persino gli aeroplani. Non lo fanno per amicizia o solidarietà verso di noi, scrive Marco Di Domenico in «Italiani pericolosi». Leggende e verità sugli animali di casa nostra (Bollati Boringhieri), ma perché sono i nostri commensali: sfruttano le risorse del cibo che sfruttiamo anche noi, e conserviamo in grandi quantità. Attraversano i condotti fognari, e dalle cantine risalgono verso le abitazioni. La cosa interessante è che sono animali sociali, non come api e formiche o termiti, la cui socialità è rigidamente programmata, organizzati in colonie e strutture complesse.

       Da: La Stampa

Gli scarafaggi, per cui si prova in genere un forte ribrezzo, sono sociali semplicemente perché stanno insieme, dice Danilo Mainardi. Per questo quando se ne trova uno, ce ne sono sempre molti altri. Chi li ha studiati spiega che hanno delle divisioni interne, ranghi acquisiti attraverso lotte e posture, in particolare movimenti delle antenne. Mentre è più facile respingere l’invasione delle formiche, perché reiterano i loro comportamenti, gli scarafaggi agiscono in modo libero e plastico. Comunicano tra loro attraverso un linguaggio chimico che si è evoluto in un linguaggio acustico: piccoli scricchiolii. Per questo, quando se ne vedete uno e lo si inseguite, questo manda subito un messaggio d’allarme agli altri, e tutti fuggono in differenti direzioni.

Nelle città italiane da qualche tempo si è rotto l’equilibrio tra uomini e rifiuti, perciò gli scarafaggi dilagano. Così quella del disinfestatore è diventata una buona professione; almeno una volta all’anno i condomini ricorrono alla pratica per cercare di contenere il numero delle blatte che invadono le parti basse degli edifici. Il loro nemico giurato, vero sterminatore, è la gallina, o meglio ancora il gallo. Ma tenerne uno in casa, almeno in città, per combattere gli scarafaggi, non è molto facile.


La Stampa – 4 giugno 2014