TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


martedì 2 agosto 2016

Un nuovo Dizionario biografico dei comunisti «italiani»


Segnaliamo con piacere l'ultimo lavoro di Dino Erba, storico del movimento operaio e in particolare della sinistra comunista. Il suo “Dizionario biografico dei comunisti «italiani»” (che vede la collaborazione di studiosi del calibro di Philippe Bourrinet, Paolo Casciola, Alessandro Pellegatta ) ricostruisce le storie di centinaia di militanti in larga parte dimenticati perchè antistalinisti. Eppure furono queste donne e queste uomini a mantenere alta la bandiera del comunismo rivoluzionario contro la deriva totalitaria dello stalinismo e la barbarie nazifascista. Un libro che è rigorosa memoria storica e allo stesso tempo omaggio a chi ebbe il coraggio e la forza di non piegarsi mai. 

Dino Erba

Tutta un’altra storia…

Le biografie dei comunisti «italiani» propongono un’altra storia, diversa, per certi versi opposta, alla versione nazional-popolare, democratico-progressista e, soprattutto, antifascista che ancor oggi, seppur sempre più flebilmente, viene ammannita. È la storia di una stagione breve che, tuttavia, segnò profondamente più di una generazione. È un’altra storia che mostra come i comunisti «italiani» perseguissero le pratiche e gli obiettivi della rivoluzione proletaria. Apparentemente i frutti di quella stagione breve sono scomparsi. In realtà sono stati occultati, mascherati, mistificati … E oggi risorgono sotto nuove sembianze.

Il Dizionario biografico propone il profilo biografico e politico dei comunisti «italiani» che militarono nel Partito comunista d’Italia (1921), nel Partito comunista internazionalista (1943) e nelle successive formazioni che si richiamarono alla Sinistra comunista «italiana», in cui l’aggettivo «italiana» ha un significato puramente geografico.

Per consuetudine, l’espressione «sinistra comunista» indica le tendenze che, fin dall’inizio, avanzarono critiche alla Terza Internazionale, in particolare in seno al Partito comunista d’Italia e al Partito comunista di Germania, ma anche nei Partiti comunisti di altri Paesi, soprattutto in Olanda, Gran Bretagna, Bulgaria e Russia. Quella del movimento operaio degli Stati Uniti è un’altra storia, «parallela».

In seguito, il «comunismo di sinistra» si rivelò l’unica espressione della teoria comunista che, con coerenza, fa riferimento a Marx, a prescindere da inevitabili debolezze politiche e teoriche, frutto di divergenti criteri interpretativi che, il più delle volte, nascono da un distorto rapporto con i processi storici reali.

Motivo per cui, ho scelto di parlare di comunisti sic et simpliciter e non di «comunisti di sinistra». Anche perché, oggi, in Italia e in genere nei Paesi latini, il sostantivo «sinistra» è assolutamente screditato.

Sotto il profilo politico, la definizione di comunisti «italiani» indica i militanti solidali con le posizioni che, fin dal 1921, distinsero il Partito comunista d’Italia sia nell’ambito della Terza Internazionale sia nei confronti di altri partiti comunisti, in particolare di quello tedesco.
In seguito, i comunisti «italiani» definirono la loro fisionomia politica sulla base della critica alla Rivoluzione russa e, in particolare, alla cosiddetta «costruzione del socialismo», aprendo la riflessione sul concetto di «transizione al socialismo».

I punti di riferimento della Sinistra comunista «italiana» sono stati il Pcd’I (1921), la Frazione di sinistra del Pcd’I (1928), il Partito comunista internazionalista (1943), con tutti i passaggi intermedi e collaterali che ci furono e ci sono, con le diverse implicazioni politiche e teoriche che ne derivarono.

Culla politica della Sinistra comunista «italiana» furono prima la lotta contro l’aggressione colonialista alla Libia (1911), la Settimana Rossa (1914) e la lotta contro l’intervento italiano nella Grande Guerra, di cui il sostegno alla Rivoluzione Russa (1917) e la fondazione del Pcd’I (1921) furono le logiche conseguenze.

Perché 1912-2012

Per quanto simboliche, le due date indicano un periodo storico che si apre, nel 1912, con la fondazione del Circolo Carlo Marx, con guerre, rivoluzioni, stermini … E si chiude, oggi, con la diffusione, a livello planetario, della crisi del modo di produzione capitalistico. E la disgregazione del sistema di relazioni sociali e politiche dispiegate nel corso del Novecento.

Dino Erba
Sovversivi. Incontri & scontri sotto la falce e il martello
Dizionario biografico dei comunisti «italiani» 1912-2012
All’Insegna del Gatto Rosso, Milano, 2015. Pp. 324.


Per richieste e informazioni: dinoerba48@gmail.com