TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


martedì 6 settembre 2016

La chemioterapia come complotto degli ebrei e dei massoni. Lo dice Internet e c'è chi ci crede



La chemioterapia come complotto giudaico-massonico. Eppure c'è chi ci crede e rifiuta le cure. Se non fosse tragico, sarebbe tutto da ridere.

Fabrizio Dragosei

Le teorie antisemite che ispirano Hamer



I pazienti oncologici che anche dopo la recentissima morte delle due italiane decideranno di affidarsi alle cure alternative di Ryke Geerd Hamer, e non alle terapie prescritte dalla medicina tradizionale, devono sapere tutto su questo ex medico tedesco. Hamer, radiato dall’ordine, imprigionato in Germania e in altri Paesi per le sue azioni, sostiene, come abbiamo letto in questi giorni, che la chemioterapia non curi affatto i tumori e che in realtà non di cancro si tratti, bensì di affezioni psicologiche da affrontare in altro modo, con la sua «Nuova medicina tedesca». Teorie balzane che hanno però trovato innumerevoli seguaci in diversi Paesi, soprattutto Norvegia, Canada e, purtroppo, Italia.

Ma Hamer dice anche altro. In una serie di lettere scritte tra il 1986 e il 2003, ha sostenuto che la chemioterapia è uno strumento inventato dagli ebrei per uccidere i non ebrei. «Le logge massoniche e Israele… devono assumersi la responsabilità e la colpa collettiva del più orribile delitto di tutta la storia dell’umanità». L’ex medico afferma che da anni gli ebrei usano per i loro simili la sua medicina alternativa e riservano agli altri la perniciosa chemioterapia: «Così gli ebrei hanno potuto sopravvivere al 98%». Invece «il 98% dei malati non ebrei, cioè due miliardi di persone… risultano essere stati “macellati” nel modo più atroce: “olocausto secondo l’uso ebraico”».

Nel 2009 Hamer è andato oltre: gli aghi delle siringhe usati con la chemioterapia servono in realtà per impiantare nei pazienti microchip che in un secondo tempo vengono attivati tramite satelliti: «È possibile uccidere la gente in modo del tutto discreto, come se fossero morti naturali… si possono anche simulare epidemie».

Il tutto andrebbe liquidato come semplice farneticazione: la solita teoria del complotto mondiale giudaico, tanto cara ad Adolf Hitler. Ma ad Hamer e ai suoi complici, purtroppo, si affidano persone con problemi veri di salute. E non solo malati terminali senza più speranza, come succede con altri presunti guaritori. La diciottenne padovana morta nei giorni scorsi poteva benissimo guarire con cure adeguate.

Prima di scatenare la guerra mondiale, Hitler accusava gli ebrei di voler «provocare una guerra internazionale per sterminare le razze europee». Non è tanto diversa la teoria di Hamer, il quale, almeno fino ad oggi, non ha però rilanciato le minacce contenute nella seconda parte del discorso del Führer: «Il risultato non sarà questo, bensì lo sterminio degli ebrei in Europa».


Il Corriere della sera – 5 settembre 2016