TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


giovedì 15 settembre 2016

Piacenza. Operaio ucciso mentre lottava per il lavoro


Succede anche questo, che un uomo muoia per difendere il suo diritto al lavoro. Aveva 53 anni e cinque figli, era un operaio della logistica e scioperava, lui che non era tra i licenziati, per solidarietà ai compagni rimasti senza lavoro. Un camion, lo ha travolto cercando di forzare il blocco dei cancelli. Per la Procura un incidente, per noi un omicidio.

Lavoratore muore investito durante un blocco sindacale


Di lavoro si muore. E quando la lotta per delle condizioni di lavoro oneste si mischiano agli interessi mafiosi di chi lucra sui diritti dei lavoratori, lottare per il proprio posto di lavoro significa pretendere il pane, ma anche le rose, anche se per rose si intende il rispetto dei diritti essenziali.

Da mesi i lavoratori iscritti alla USB della SAEM, ditta di logistica in appalto alla GLS a Piacenza, sono in trattativa con l'azienda. Un accordo era stato raggiunto a maggio scorso, e prevedeva il reintegro di alcuni lavoratori licenziati. A seguito del mancato rispetto di questo accordo da parte dell'azienda, i lavoratori erano scesi in assemblea ieri sera, nei magazzini della GLS di Piacenza. 

Intercettati i dirigenti dell'azienda, i delegati hanno improvvisato una trattativa sul posto, e al termine dell'incontro, in cui la dirigenza ha ulteriormente negato l'accordo di maggio, i lavoratori si sono mossi per iniziare il blocco del magazzino. Un blocco che è stato subito fatale per uno dei lavoratori, investito da un camion che tentava di forzare lo sabarramento umano che si era formato, aizzato, secondo alcune testimonianze, da un responsabile aziendale.

Che sia stato intenzionale o no, questo fatto fa emergere quanto sia tragicamente precaria la condizione dei lavoratori che tengono in piedi uno dei centri della logistica piu importanti del Paese, uno dei settori strategici per il movimento di merci e capitali. Lavoratori contro lavoratori, senza diritti o tutele, in cui spesso l'accesso stesso al lavoro passa per il caporalato e un meccanismo mafioso perverso, che mette l'uno contro l'altro, offrendo briciole sul niente. 

   Abd Elsalam Ahmed Eldanf, la vittima

Ieri, un lavoratore è morto investito da un camion, mentre lottava per migliorare non solo la sua condizione di vita. La sua morte squarcia di nuovo la ferita aperta di chi muore sul lavoro, per mancanza di sicurezza, di diritti, di coscienza, di solidarietà, di giustizia. Nel 2016 sono diminuiti gli infortuni, ma sono aumentate le "morti bianche" del 16%, secondo l'Inail, e le malattie professionali. Questi dati, che parlando di almeno 1000 morti all'anno per incidenti nei luoghi di lavoro gridano vendetta, di fronte ai profitti che si fanno sulle vite dei lavoratori. E mentre il governo discute di ridurre gli standard di sicurezza, appaltando a società di certificazione private la gestione della qualità e della sicurezza sul lavoro, che ridurranno la tutela del lavoro a una compra-vendita di carte vuote, intanto la rabbia dei facchini della logistica cresce, perchè questa morte suona come un assassinio da parte di chi ha alimentato tensioni, ricatti e ritorsioni tra i lavoratori del magazzino, e da parte di chi non rispetta gli accordi presi. 

I blocchi del magazzino sono andati avanti tutta la notte, e anzi, la notizia è corsa in tutto il Paese e sono iniziati altri scioperi, in altri magazzini in tutta Italia. La rabbia dei lavoratori della logistica ora è partita, non solo perchè di lavoro non si puo morire, ma perchè questa è la goccia che fa traboccare il vaso, la goccia che fa dire davvero "schiavi mai".


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