TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


mercoledì 26 ottobre 2016

In attesa di Halloween, benvenuti all’inferno

 
Il mondo è pieno di luoghi ritenuti ingresso del regno delle ombre. Un viaggio dall’antro della Sibilla Cumana al cuore voodoo di New Orleans.


Vittorio Sabadin

In attesa di Halloween, benvenuti all’inferno


Tra poco sarà di nuovo Halloween, e i negozi già espongono i costumi da fantasma che indosseranno i ragazzi. Ma il mondo è pieno di luoghi dove si possono incontrare fantasmi autentici. Ogni religione colloca il proprio inferno nelle viscere della Terra, in un sottosuolo spaventoso pieno di tormenti, bruciato da fiamme eterne. Poiché ognuno di questi inferni ha un’entrata, le agenzie turistiche potrebbero benissimo organizzare visite agli inferi: nel mondo ci sono almeno dieci ingressi conosciuti al regno delle ombre, al quale bisogna però avvicinarsi con grande prudenza, perché il viaggio non sia di sola andata.

Darmon Richter, un giornalista e fotografo che si appassiona a cose strane (sta studiando i monumenti sovietici nei paesi dell’Europa dell’Est) e lavora anche per Daily Telegraph e The Guardian, ha compilato il primo elenco delle porte degli inferi, che da giorni rimbalza online da un sito all’altro. Finire all’inferno è sempre una sciagura, ma almeno si ha il vantaggio che praticamente ogni paese ha il suo ingresso. Quelli con il maggior numero di peccatori ne hanno anche più di uno.

    Lago d'Averno

In Italia

In Italia, ad esempio, ce ne sono almeno tre. Il più noto è al lago d’Averno, vicino a Pozzuoli, sotto il quale Enea ha incontrato prima Didone nei campi del pianto, e poi i compagni troiani caduti in battaglia. Poco lontano, c’è un altro ingresso celebrato da Virgilio, l’antro della Sibilla cumana, che ancora oggi riverbera l’eco delle sue profezie. Nessuno può negare che sotto a questi luoghi si trovi un vero inferno, i Campi Flegrei, una caldera vulcanica assopita da secoli, ma non per questo meno minacciosa, piena com’è di ribollenti solfatare vicino alle quali venne girato persino il film Totò all’inferno .

Un’altra porta dell’Ade si trova nel centro di Roma, tra le rovine del Foro, nei pressi della Curia. Secondo Tito Livio, qui si era aperta una voragine che nessuno riusciva a riempire. Un oracolo suggerì di gettarvi la cosa più preziosa della città e un centurione, Marco Curzio, affermando che questa cosa era il coraggio dei suoi soldati, vi si gettò dentro con il suo cavallo. Oggi di quella voragine resta nel Lacus Curtius un piccolo pozzo, buono solo per lanciarvi augurali monetine.

    Denizli

In Europa

In Grecia le porte degli inferi si trovano a Capo Matapan, nel Peloponneso. L’ingresso è comodo, ci si arriva in barca attraverso grotte sul mare e infatti molti ne hanno approfittato: ci sono passati Orfeo, che ha percorso mille gradini in discesa cercando Euridice, e poi Ercole per la sua dodicesima fatica, catturare Cerbero. Non molto lontano, a Ierapoli, nei pressi della città turca di Denizli, c’è l’ingresso all’inferno più pericoloso. E’ stato scoperto solo nel 2014, ma Strabone già ne parlava nel I secolo a.C. come della dimora del dio Plutone dalla quale uscivano vapori velenosi che uccidevano gli uccelli e inducevano allucinazioni e stati di trance negli esseri umani.

Nel corso del Medioevo la porta degli inferi più popolare si trovava in Islanda, sotto il vulcano Ecla. Ne scrivevano con terrore i monaci cistercensi che avevano assistito alle sue spaventose eruzioni, una ventina in successione a partire dal 1100. Sulla sommità del vulcano volteggiavano le anime dei dannati e la caldera era considerata l’eterna prigione di Giuda. Il vulcano da qualche anno è calmo, ma a ogni Pasqua tutti giurano di vedere streghe danzanti sul ciglio.

    New Orleans tomba di Marie Lavau

Nel mondo

Ovviamente, uno dei posti migliori dove cercare una porta dell’inferno è New Orleans, regno dei riti voodoo. Ma il percorso è complicato: qui le anime dei defunti non vanno direttamente agli inferi, ma passano prima attraverso un purgatorio. Se si vuole incontrare Baron Samedi, bisogna poi aprire sette porte nell’ordine giusto e nessuno sa dove si trovino. Si dice che la prima sia nella tomba della veggente e sacerdotessa Marie Lavau al cimitero Saint Louis, ma c’è chi consiglia invece di andare all’incrocio tra Canal Street e Basin Street e chiedere informazioni al primo tipo strano che passa.

    Actun Tunichil Muknal

Altri ingressi al mondo delle ombre si trovano in Giappone, nella città di Beppu, famosa per le sue sorgenti calde e colorate. Quella di Chinoike Jigoku, rossa a causa dell’ossido di ferro, sviluppa 78 gradi di temperatura ed è stata un luogo prediletto per la tortura dei prigionieri. In Cina c’è una intera città dedicata ai fantasmi, Fengdu, il luogo dove passano tutte le anime nel loro viaggio verso Naraka, il mondo sotterraneo del buddhismo. Nel Belize c’è la Grotta del sepolcro di cristallo, l’Actun Tunichil Muknal dei Maya, piena di scheletri lasciati lì perché sono inutili nel regno dello ombre. Insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta: romani e greci pensavano che ci fosse una sola virtuosa via per accedere ai Campi Elisi, ma di porte per l’inferno è pieno il mondo.


La Stampa – 20 ottobre 2016