TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


lunedì 24 ottobre 2016

Obiezione di incoscienza



Una vergogna italiana: non che ci siano medici obiettori (che nel caso dell'aborto crediamo accettabile il caso di coscienza, anche se poi ci sono obiettori nel pubblico abortisti in privato), ma che lo Stato (laico e non confessionale) non garantisca comunque i diritti sanciti per legge di tutte le cittadine.


Massimo Gramellini

Obiezione di incoscienza


Non sappiamo ancora cosa sia veramente successo nel reparto di ginecologia dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove una donna incinta di due gemelli è morta dopo l’estrazione dei feti senza vita. I genitori e il marito giurano che il medico di turno, obiettore di coscienza, si sarebbe rifiutato di intervenire, nonostante la paziente si dibattesse tra sofferenze atroci. Avrebbe sostenuto di non potere fare nulla per lei «finché i cuori dei bambini non avessero smesso di battere». Ma ciò che sappiamo per certo è che in quel reparto lavorano dodici medici e tutti e dodici si dichiarano obiettori. Il dato nazionale non è molto inferiore: ottantacinque su cento. Se la società vantasse una simile percentuale di cattolici infervorati, le chiese sarebbero stracolme di fedeli e le messe domenicali si celebrerebbero negli stadi.

Invece la coscienza di molti di questi obiettori risulta essere ispirata a più prosaiche considerazioni economiche. Prova ne è che una primaria di ginecologia del San Camillo di Roma raccontò che quattro di loro, per prenderne il posto durante una sua malattia, si affrettarono a firmare un foglio in cui rinunciavano all’obiezione. Ma non solo la coscienza è elastica. Anche la memoria. Quando una donna viene ricoverata dopo una violenza si ricordano di sottoporla all’esame per l’Aids, ma si dimenticano quasi sempre di somministrarle la pillola del giorno dopo. Sarebbe piacevole vivere in un Paese dove una donna che entra in un ospedale pubblico non fosse costretta a preoccuparsi della fedina morale del medico che ha di fronte.


La Stampa – 22 ottobre 2016