TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 19 novembre 2016

Dante, la Divina Commedia e i Tarocchi


In attesa di un lavoro più sistematico sull'argomento, che siamo certi non tarderà, presentiamo uno schema sintetico di lettura del viaggio dantesco alla luce degli arcani maggiori dei tarocchi redatto da Guido Araldo. Il testo non era destinato alla pubblicazione, ma a noi è particolarmente piaciuto e dunque lo proponiamo convinti che pur nella sua schematicità interesserà anche a molti degli amici di Vento largo.

Guido Araldo

Dante, la Divina Commedia e i Tarocchi

Molti hanno letto la Divina Commedia, ma non hanno visto o non hanno voluto vedere: il percorso dantesco prefigura il più classico percorso iniziatico, già noto nei riti misterici. L’Inferno come primo viaggio, attraverso il fuoco; il Purgatorio come secondo viaggio, attraverso la terra; il Paradiso Terrestre con terzo viaggio, attraverso l’acqua dei fiumi Letè ed Eunoè; il Paradiso come ultimo viaggio, attraverso l’aria.

“Messeri e dame, ascoltar vi garba una storia antica? Una storia scritta quando ancor non esisteva l’alfabeto e, per questo, ridotta a ventidue immagini?”


I – il bagatto: l’uomo o la donna che “nel mezzo del cammin della propria vita si trova in una selva oscura, ché la diritta via è smarrita;
II – la papessa: il primo vizio, la lonza nella selva oscura, la lussuria;
III – l’imperatrice: il secondo vizio, la lupa ovvero la cupidigia;
IV – l’imperatore: il terzo vizio, il leone ovvero l’egocentrismo;
il matto: l’accompagnatore, nella Divina Commedia Virgilio, la guida nel percorso di maturazione interiore attraverso il fuoco dell’inferno e la terra del purgatorio (in seguito sarà Beatrice e infine San Bernardo);
V – il papa: il veltro, la speranza nell’uomo della provvidenza che si rivela solitamente un’illusione, poiché il cammino è soggettivo;
VI – gli amanti: i fedeli d’Amore… e, anche, l’introduzione alla Bellezza.


VII – il carro: il viaggio può iniziare;
VIII – la giustizia: la prima virtù “cardinale”, definita da Dante “il primo amore”, ovvero la propensione alla rettitudine morale;
VIIII – l’eremita: la seconda virtù “cardinale”, corrispondente alla prudenza.
X – la ruota della fortuna: il mondo con i suoi alti e bassi, affrontato serenamente con dopo aver acquisito le prime due virtù “cardinali”.
XI – la forza: più precisamente la seconda virtù ovvero la Fortitudo personificata dalla dea Hera o Giunone che spalanca le fauci del leone, l’egocentrismo, importante virtù cardinale per la religione cattolica e prima virtù platonica.
XII – l’appeso: il bagatto rivoltato, poeta in grado di vedere il mondo in una nuova ottica, da una nuova prospettiva;
XIII – la morte: la radicale metamorfosi, la morte come preludio della rinascita interiore;
XIIII – la temperanza: la terza e ultima virtù cardinale; la purificazione nell’acqua dopo il fuoco dell’inferno e la “terra” del purgatorio, quasi una sorta di un battesimo rigeneratore, nella Divina Commedia effettuato da Matelda con le acque del Letè e dell’Eunoè: la prima porta;
XV – il diavolo: l’accensione della fiammella della conoscenza interiore, la fiaccola di Lucifero (l’angelo portatore di luce similmente a Prometeo, in contrasto tanto con il dio demiurgo quanto con gli dei olimpici): la seconda porta;


XVI – la casa di Dio che rovina: l’abbandono del Tempio affollato di mercanti che sarà abbattuto dall’ira divina: la terza porta;
XVII – la stella: la seconda virtù platonica, ovvero Atena – Minerva, Pistis Sophia, Beatrice: la quarta porta;
XVIII – la luna: il primo tratto del percorso nell’aria attraverso il “lato oscuro”, la notte, in cui i cani latrano, il gambero arretra e la luce tende ad affievolirsi se non a spegnersi, i pianeti inferiori: la quinta porta;
XVIIII – il sole: il secondo tratto del percorso nell’aria con la luce interiore che si ravviva, il giorno, i pianeti superiori: la sesta porta;
XX – il giudizio: la settima porta, la rinascita interiore.
XXI – il mondo nuovo: la grande bellezza interiore, la meta conseguita (empireo per Dante), la terza e ultima virtù platonica personificata da Afrodite – la Maddalena tra i quattro pilastri che reggono il mondo, gli evangelisti ma anche, in un tempo remoto, le quattro porte dello zodiaco, del cielo, presso Sumeri e Caldei.