TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 19 novembre 2016

Libertà per Ebru Firat e per il popolo kurdo



Una giovane occitano-kurda è da due mesi prigioniera nelle carceri turche. Riprendiamo l'appello per la sua liberazione del Partito della Nazione Occitana.

Il Partito della Nazione Occitana chiede la liberazione d'Ebru Firat


Sono ormai due mesi che la giovane occitano-kurda Ebru Firat, nata a Moissac (Bas Quercy), è prigioniera in Turchia. L'8 novembre 2016, essa è stato in modo iniquo condannata a 5 anni di carcere dalla giustizia turca per «appartenenza ad un'organizzazione terroristica» mentre in realtà questa militante, difensora dei diritti dell'uomo e della democrazia, ha abbandonato i suoi studi a Tolosa per andare a combattere i barbari dello Stato islamico. Di origine kurda, la giovane ha combattuto a Kobane (Kurdistan occidentale) nelle unità di autodifesa kurde YPG (Yekîneyên Parastina Gel/Unità di Protezione del Popolo). Organizzazione considerata "terrorista" dal governo islamista dì Erdogan.

La giovane Ebru Firat è stata arrestata l'8 settembre 2016 all'aeroporto Atatürk d'Istambul mentre ritornava in Occitania. Essa è ora rinchiusa nelle galere dello Stato autoritario turco. Il Partito della Nazione Occitana denuncia una giustizia di parte al servizio dell'imperialismo turco e domanda espressamente la liberazione immediata e senza condizioni della resistente occitano-kurda.


Il Partito della Nazione Occitana ribadisce di essere favorevole alla creazione di uno Stato kurdo su tutti i territori di questa nazione. Cosa già prevista al momento della firma del trattato di Sèvres, il 10 agosto 1920.