TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


mercoledì 8 febbraio 2017

Nero Wolfe, Il detective che indagava dalla poltrona


Torna in libreria Nero Wolfe, coltivatore di orchidee e risolutore di casi polizieschi intricati. Oggi, più che per le storie,spesso piuttosto artificiose, può interessare come descrizione di un'America (immaginaria) rigorosamente WASP, dove non esistono neri o emarginati e la giustizia alla fine trionfa sempre. Insomma, il delitto come rassicurazione sociale. 

Irene Bignardi

Il detective che indagava dalla poltrona

Uno era alto e magro, e gli piacevano le donne. L'altro era grosso e largo, oltre che apertamente misogino. Uno, avido di esperienze e di letture, aveva fatto il giro del mondo e dei mestieri (marinaio sulla nave del presidente Theodore Roosevelt, contabile ambulante, venditore di sigari, poi di souvenir indiani, guida turistica, venditore di libri, tra Albuquerque e Chicago, tra Colorado Springs, Cleveland, ma anche stalliere e finalmente scrittore oltre che inventore di un sistema bancario per gli studenti).

L'altro, gran signore, godereccio, buongustaio e maniacalmente nemico di qualsiasi sorpresa e novità. Uno Rex Stout, grande autore di noir, o di gialli, o di mystery che dir si voglia. L'altro la sua creatura, Nero Wolfe, detective da poltrona, incapace di azioni fisiche ma logico finissimo. A cui viene accostato per la vita Archie Goodwin, vitaiolo, fedele assistente, ammiratore delle donne (ma sarà vero?), rispettoso delle regole di ingaggio, e cioè delle manie di Wolfe.

Il debutto di Rex Stout nella letteratura, o, quanto meno, nella "narrativa gialla" avvenne nel 1934 con la pubblicazione di Fer-de-Lance ( La traccia del serpente), dove incontriamo per la prima volta la strana coppia Nero Wolfe e Archie Goodwin, il primo di quarantatré romanzi che uscirono a scadenza ravvicinata, uno all'anno, e che collocarono Rex Stout tra i grandi autori di quello che in giro per il mondo si chiama "noir" e che per noi, legati alla copertine della vecchia Mondadori, si è chiamato a lungo "giallo".



La formula della strana coppia Wolfe–Goodwin lanciò e rese popolare la struttura e le abitudini dell'hard boiled e quelle del giallo classico britannico, costruito sulla deduzione (vedi Holmes) e poco sull'azione (vedi Chandler). Nel caso di Un minuto a mezzanotte, ora pubblicato da Beat, la formula di Stout è portata agli estremi in un cocktail che impegna l'attenzione e l'intelligenza del lettore. Cinquanta parti di deduzione, dieci di azione (soprattutto visite a sorpresa), quaranta di confusione.

Si comincia con una sorta di caccia al tesoro promossa da una grande società di pubblicità che ha creato un concorso di poesie con premi miliardari, e si finisce, come in un romanzo di Agatha Christie, con tutti i personaggi in campo, meno uno assente per ragioni di salute (è morto). E dunque sospettati, indagati e indaganti, tutti riuniti nel salotto di Nero Wolfe a dedurre da una foresta di segni e di indizi l'identità del colpevole. Nero Wolfe, nel corso della settimana in cui ha condotto la sua indagine, proponendoci ogni volta una soluzione diversa al mistero del morto per cianuro e del suo portafoglio, ha rilanciato lo stereotipo di se stesso (grande mangiatore, soprattutto di cacciagione e, in particolare, in spregio della correttezza politica, di caprioli in salmì).

E la sua inchiesta, complessa e farraginosa, è condotta come sempre da una poltrona. Ma nello specifico offre un interessante spaccato di un mondo (newyorchese, anni '50 ) mosso dalla pubblicità e dalla notorietà dei personaggi, in perfetta anticipazione del mondo che verrà e che Rex Stout lascerà, internazionalmente celebre(ricordate il nostro Buazzelli?) nel 1975.

La repubblica – 28 gennaio 2017

Rex Stout
Un minuto a mezzanotte
Beat
euro 11,50