TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


venerdì 9 giugno 2017

Il cacciatore di streghe venuto da Priero

    Parrocchiale di Priero. Particolare.

Priero è un bellissimo borgo al confine fra Piemonte e Liguria. Un evento di qualche giorno fa racconta una pagina sconosciuta della sua storia.

Paola Scola

Il cacciatore di eretici rivive nella notte dell’Inquisitore


Nel XV e XVI secolo il mondo cristiano occidentale era assolutamente convinto che le streghe esistessero e, come «donne di Satana», portassero il male fra gli uomini e gli animali. In volo, con pozioni, puntando sulla corruzione anche sessuale. Tra i «cacciatori di streghe» incaricati dalla Chiesa, uno dei più famosi e impegnati arrivava dalla provincia di Cuneo: Silvestro Mazzolini da Priero, piccolo paese con torre circolare e portici medievali, sulla strada tra il Monregalese e il mare.

Di lui si conosce molto poco. E nessuno più, nel borgo, porta questo cognome: solo una strada ricorda il palazzo dove sarebbe nato. Si sa che, quindicenne, entra nell’Ordine dei Domenicani e aggiunge al suo nome quello di «Prierias». Gli scritti del religioso variano di argomenti: dai pianeti ai poteri dei demoni, dalla storia di San Tommaso al primato papale.

La sua figura è strettamente legata a quella di Martin Lutero, autore della Riforma: Papa Leone X gli affida l’incarico di consulente, come primo teologo, nel processo canonico contro di lui. Il «Prierias» confuta le tesi luterane e apre una lunga controversia. Da allora sono trascorsi cinquecento anni.

    Priero

«La ricorrenza ci ha indotti a organizzare questa sera una manifestazione - spiega il sindaco di Priero, Alessandro Ingaria -, per un evento che ha cambiato la storia». «La notte dell’Inquisitore» inizia alle 20,45, in piazza Vittorio Emanuele. Primo ospite è Alessandro Barbero, docente universitario, storico e scrittore, che racconterà «Le parole del Papa, da Gregorio VII a Francesco», dialogando sulla Riforma Luterana e la parole di riappacificazione di Papa Bergoglio. Alle 21,45 uno spettacolo originale, che, partendo da Mazzolini e dal contesto storico, rivisiterà Inquisizione e stregoneria: «Di luce e d’ombra», con la Compagnia del Birùn, farà riflettere su «cosa può succedere al singolo e alla collettività se si spengono il lume della ragione e la luce dell’empatia. Il buio del pregiudizio si annida in ogni epoca».

Il rigore di Mazzolini è leggendario. Anche nella caccia alle streghe, che nelle campagne si ritrovano nei «sabba» per i loro riti, tra magia e culto dei diavoli. Artefice di grandi repressioni, manda al rogo molte donne, accusate spesso con prove costruite.

La strega è dipinta dal popolo come una donna solitamente di brutto aspetto (ma anche giovane e bella, per esercitare meglio i poteri sugli uomini). Appartiene soprattutto alle classi sociali inferiori - anche se esistono rari casi di nobildonne condannate al rogo - ed è di solito vedova, levatrice ed «herbaria». Il gran numero di accusate di stregoneria è fatto di persone innocenti, di ogni età e condizione, levatrici, prostitute o guaritrici, a cui i poveri si rivolgevano per essere curati, pagando poco. È strega anche chi ha gatti neri, capelli rossi o un neo nell’iride dell’occhio. Mazzolini è molto abile nel farle confessare. Anche se innocenti.


La Stampa – 3 giugno 2017