TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


venerdì 11 maggio 2018

Proverbi di maggio nelle Alte Terre Langasche



Un'altra pagina di cultura contadina langarola.

Guido Araldo

Proverbi di maggio nelle Alte Terre Langasche

Mäg ciuvus än erbus, mäg ventus än bundus, mäg süch bon per tüc.
Maggio piovoso anno erboso, maggio ventoso anno abbondante (di raccolti), maggio asciutto buono per tutti.

Ra tempescta a mäg a l’è grama per ër ven, per ër pan e per ër furmäg.
La grandine a maggio è nociva per il vino (la vigna), il pane (il grano) e il formaggio (i prati). La grandine, per la verità, è sempre nociva; ma, forse, lo è particolarmente nel mese di maggio.

Lò chu pija san Bernardèn, san Miché u-lu rend.
Ciò che prende san Bernardino, san Michele lo rende. Motto interessantissimo: a San Bernardino (20 maggio) inizia tradizionalmente la transumanza delle mandrie verso gli alpeggi e a san Michele (29 settembre) la transumanza si conclude, con le mandrie che lasciano gli alpeggi per scendere a valle o in pianura.

Se mäg u-l’è rivâ, u sctrop u-turna ār prâ.
Se maggio è arrivato, il gregge torna al prato. Questo modo di dire sottintende antiche transumanze. Nelle Alte Terre Langasche, soprattutto da Saliceto, Cengio, Camerana, Mombarcaro era usanza (autorizzata da diplomi marchionali) trasferire greggi e branchi di porci nel grande bosco di Savona (il nemus) durante la stagione invernale…

Ai dì ‘d Maria a-riva ‘a firmiya.
Nei giorni di Maria (mese di maggio) arriva la formica (ricompaiono le formiche e trionfa la bella stagione).

Se a mäg u-bréna, niente üva ‘n-t’la téna.
Se brina a maggio, niente uva nei tini in autunno. L’eterno e atavico terrore contadino per le gelate primaverili, soprattutto se tardive.

A mäg, camp e prâ e van vardâ.
A maggio, i campi e i prati vanno accuditi.


Avrì bagnâ e mäg süc, fescta per tüc.
Aprile bagnato e maggio asciutto, festa per tutti).

Mäg bagnâ, bon per ‘a vigna e gram per ‘r prâ
Maggio bagnato buono per la vigna ma non per il prato.

Se mäg u-l’è arivâ, ‘r cuntaden u-sclonga ‘a giurnâ.
Se maggio è arrivato, il contadino allunga la giornata (le ore della giornata lavorativa si allungano).

Chu sia cume us-vöia, bascta che ‘a caudéra ‘d mäg a-böia.
Faccia il tempo che vuole, basta che a maggio faccia caldo.

Ai dì ‘d Maria a-ven ‘a firmiya.
Nei giorni di Maria (mese di Maggio) arriva la formica.

Se a mäg u-bréna, niente üva ‘n-t’la téna.
Se brina a maggio, niente uva nei tini in autunno.

(Da: Guido Araldo, Mesi Miti Mysteria)