TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


domenica 3 giugno 2018

Bravi "compagni", le famiglie gay non esistono. Ora più bambini e meno aborti.




Di Maio e Grillo affermano trionfanti che finalmente è nata una nuova Italia. Una domanda sorge spontanea, non a loro evidentemente, ma a tutti quelli che li hanno sostenuti e continuano a sostenerli da "sinistra": ma come fate? Se questa è l'Italia nuova (e può anche essere che sia così), come fate ad accettarlo e continuare a consideravi (e a farci prediche o comizi) di sinistra? Naturalmente, si può anche sostenere (lo fanno in tanti) che destra e sinistra non esistano più, che siano categorie vecchie e superate. Ma il puzzo di reazione e di sacrestia ultraconservatrice qui è davvero forte. Solo vi chiedo di non rispondermi, come fate di solito, che è comunque colpa di Renzi e del PD, che non è vero niente o che è il solito complotto dei "poteri forti" e dei "giornaloni". Un pò di serietà anche dai seguaci di un comico credo sia giusto chiederla. 


Paolo Berizzi

Lorenzo Fontana. Su gay e aborto l’ombra di proclami neofascisti



Dicono che il matrimonio racconti l’uomo. Lorenzo Fontana, “veronese e cattolico”, si è sposato con doppio rito: tridentino, celebrato da don Wilmar Pavesi, sacerdote pre-conciliare vicino ai tradizionalisti cattolici, e civile, celebrato dall’ex sindaco di Verona Flavio Tosi con Matteo Salvini testimone. Tutto il resto è curriculum: dal libro “La Culla vuota della civiltà. All’origine della crisi” scritto con l’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi dove spara contro le unioni omosessuali, la legge 194, la globalizzazione, i flussi migratori e il “sostituzionismo” (vedi la bufala del piano Kalergi), fino al resto, le tesi antiabortiste, la fascinazione per Putin e Marine Le Pen (“sono stato tra gli artefici dell’alleanza con la Lega”), la difesa della “famiglia naturale”. E poi gli svaghi, il tifo per l’Hellas Verona ovvero la «squadra a forma di svastica», cantano gli ultrà “neri” della curva Sud dello stadio Bentegodi dove il neoministro alla Famiglia e alla Disabilità è presenza fissa. Quali saranno le politiche targate Fontana? Andate per intuizione.

«La famiglia naturale è sotto attacco. Vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo», verga sul suo sito. Loro, e “noi”.

Da una parte i gay, la comunità Lgbt, i “pride” ma anche gli immigrati e i terroristi; dall’altra lui, ministro e vicesindaco di Verona, e i difensori delle “tradizioni”. Che nell’incubatore della città scaligera sono un mix di ultracattolici e neofascismo sponda Lega. «La famiglia è una sola: uomo donna e figli», ribadì Fontana nel 2014 contestando il patrocinio concesso dalla Regione Lombardia al Pride. A Verona doveva ancora arrivare il “Bus per la Libertà” con la scritta “Non confondete l’identità sessuale dei bambini”. Ad accoglierlo era con il sindaco Federico Sboarina, presenti anche al “Festival per la vita” (organizzato da Pro Vita, onlus vicina a Forza Nuova). Eccolo, il Fontana pensiero: «L’indebolimento della famiglia, la lotta per i matrimoni gay, la teoria gender nelle scuole, l’immigrazione che subiamo: sono fattori che mirano a cancellare la nostra comunità».

38anni, laurea in scienze politiche. Un predestinato della politica alla quale si avvicina a 16 anni. A 22 anni è consigliere di circoscrizione, a 27 in Comune e a 29 nel Parlamento Europeo dove viene rieletto (due mandati) nel 2014 quando la Lega entra nel Gruppo Enf con il Front National.
Il “più a destra” del governo, come l’hanno già definito. Uomo pragmatico e piglio deciso. Tra una marcia per la vita e i convegni dei neofascisti di Fortezza Europa, è a Orbàn e alla Russia di Putin che guarda Fontana. «Se 30 anni fa, sotto il giogo comunista, era ciò che più lontano si possa immaginare dalle idee identitarie, oggi è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società».

Sono arrivate dal neoministro le promesse di epurazione verso eventuali leghisti a sostegno dei diritti omosex. Dalle parole ai fatti. A Bruxelles Fontana si è opposto alla Relazione Lunacek «che apre alle nozze gay e chiede corsi di educazione sessuali pro Lgbt per bambini». A novembre 2017 — come raccontato da Repubblica — Fontana è invitato a una tavola rotonda sulla legittima difesa organizzata proprio da Fortezza e valida per crediti formativi forensi. Il moderatore?

Emanuele Tesauro, front man (con sigla della Rsi tatuata sul braccio) della band musicale “Hobbit” nota per i testi che inneggiano al fascismo e alla violenza negli stadi. Il tifo, la politica, la Lega, l’ultradestra, la Famiglia. E ora un ministero.

La Repubblica - 2 giugno 2018