TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 10 agosto 2019

L'Italia, l'ENEL e lo sfruttamento dei popoli indigeni del Guatemala


    Aura Lolita Chávez Ixcaquic

L'Italia, l'ENEL e lo sfruttamento dei popoli indigeni del Guatemala


Lo sapevate che l'ENEL ha importanti interessi nelle zone indigene del Guatemala, dove lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali si accompagna ad una violenta repressione delle popolazioni autoctone? Lo racconta in una lunga intervista sul Manifesto di oggi Aura Lolita Chávez Ixcaquic, portavoce del Consiglio delle Popolazioni Ki’che (Maya) del Guatemala. Lolita rappresenta il «Consiglio dei Popoli Ki’ches, in difesa della vita, della natura, della madre terra e del territorio» contro lo sfruttamento delle multinazionali. Per questo In sei occasioni ha subito attentati destinati a ucciderla ed ora vive in Europa sotto la protezione della Commissione Interamericana dei diritti umani. Riprendiamo la parte che ci riguarda direttamente e rimandiamo alla lettura dell'intervista.

Come intervengono le multinazionali nei territori del popolo Ki’che?

Le multinazionali, le imprese che estraggono materie prime sono arrivate in Guatemala attraverso accordi bilaterali con lo Stato e contrattati internazionali, come il Trattato di Libero Commercio, che impongono il diritto economico delle multinazionali sulla legislazione nazionale. Una delle maggiori imprese idroelettriche presenti in Guatemala è Enel. Un’impresa molto violenta, per questo diciamo che Enel ha le mani sporche di sangue. Enel ha generato molta violenza nei nostri territori ed è riuscita a dividere le comunità alimentando un clima di odio contro chi difende i nostri territori. La conseguenza è che si permette qualsiasi tipo di violenza contro i popoli originari. In Guatemala ci sono stati più di 36 anni di guerra e i massacri che vennero commessi si verificano di nuovo.
Se nelle nostre comunità non lasciamo entrare le imprese arriva la repressione, scatta il coprifuoco o lo stato d’assedio e si vive con la presenza dei distaccamenti militari. I giovani vengono arruolati dai militari o da organizzazioni criminali, come le pandillas o le maras, che vengono utilizzate per reprimere.