sabato 26 settembre 2015

La Repubblica di Onzo rivive nell'opera di Cristina Cambiganu



Domenica 27 settembre alle ore 11 verrà inaugurato a Onzo un grande pannello in ceramica realizzato da Cristina Cambiganu e ispirato alla storia della Repubblica di Onzo, che in quel giorno celebra il suo 434mo anniversario.

L'iniziativa di grande rilievo (e non solo artistico) è frutto della Fondazione TribaleGlobale che proprio a Onzo ha la sua sede centrale.



La Repubblica di Onzo rivive nell'opera di Cristina Cambiganu.

Cristina Cambiganu, artista di grande qualità e cara amica, ha accettato di fare per Tribaleglobale un'opera davvero impegnativa nella concezione come nella realizzazione.

Non era facile raccontare la storia di una comunità che il 4 settembre del 1582 si organizzò per cacciare un prepotente pronto a insidiare la dignità di una giovane promessa sposa, si diede statuti democratici e si autogovernò per oltre due secoli.

Non era facile usare per una narrazione complessa il linguaggio del fumetto, inciso su una materia apparentemente antitetica come la ceramica, intuitivo e rapido il primo, soggetta alle virtù bizzarre e imprevedibili del fuoco la seconda. Eppure lo fa presentando un lavoro dipinto con la leggerezza del pennello usando unicamente la materia di base, la terra stessa, nobilitata dall’alta temperatura.

E il risultato finale sorprende.

Intanto la piramide e' rovesciata e si presenta come un diamante prezioso: in alto non ci sono i potenti, ma la comunità che trae linfa dalla concretezza della terra.

Le diverse figure ci parlano di gente che agisce con i piedi ben posati sulla terra e lo sguardo fiero, alimentato dalla forza dell'albero della vita. 

La ricchezza si raccoglie dai frutti della terra: non a caso è una donna, se pur aiutata da un uomo, che solleva una pentola simbolicamente piena di danaro direttamente dal sottosuolo; dentro c'è il frutto del sudore, ma anche la determinazione che porto' gli Onzesi a demolire il castello del prepotente recuperando le pietre e ogni cosa utilizzabile, perché da queste parti lo spreco e' un peccato.

La ricchezza si ottiene tutti insieme: un filo avvolge le figure presenti. Ai lati della scena due persone anziane, un uomo e una donna circondano la comunità con la loro presenza ricca di esperienza. Al centro la bimba magica - una fata? - lega con quel filo l'intera comunità, tenendone i due capi: è lei che libera le stelle, con l’istinto dell’infanzia. Esse sono auspicio di bellezza su tutto ciò che è presente, e coprono il velo della sposa che un'altra donna, solidale, regge;  un altra bimba lo solleva , una donna osserva trasognata, un uomo riposa seduto su uno sgabello, un bimbo con un retino cerca di acchiappare le stelle, i sogni di tutti. Lo sposo osserva un poco stranito, anch'egli confusamente protagonista di storia partita male ma finita bene perché nata sotto una buona stella, e alimentata perennemente dai gemelli portafortuna che versano continuamente acqua in un pentolone che non si deve bruciare, tenaci come questa comunità che da secoli cava vita e bellezza dalle pietre.Il gatto e il cane, liberi esseri amici degli umani, partecipano a questa esperienza vitale.

Ancora al centro della scena, sotto gli occhi struggenti e penetranti dell'albero della vita , un uomo con i capelli lunghi setaccia forse la farina, forse ciò che è giusto da ciò che non lo è...e  infine  c'è una Madre con il suo Bimbo, figura ancestrale che tutto comprende e tutto difende.

L'opera è organizzata in sequenze che parlano il linguaggio dell’illustrazione a fumetti ovvero della cinematografia ma che si distingue da entrambi nel focalizzare le caratteristiche di ogni personaggio che ritroviamo poi nel quadro centrale.

Il percorso procede nel medesimo modo da entrambi i lati, affinché non sia la direzione intrapresa, ma la volontà del cammino a portare chi vorrà conoscere questa storia fin dentro il cuore grande e un poco magico di questa antica comunità.

Giuliano Arnaldi , settembre 2015.  - 434mo Anniversario della Repubblica di Onzo.



Note informative su Cristina Cambuganu

Se è vero che il fumetto, con le nuove evoluzioni virtuali, sta aprendo i suoi orizzonti all’immateriale, è vero anche che dove le arti si compenetrano nascono opportunità di scambio e di crescita….

Ceramista per scelta (dopo una illustre parentesi nel mondo dell’Intelligenza Artificiale), nata come torniante a Montelupo Fiorentino e da vent’anni Albissola, Cristina Cambiganu si avvicina al mondo del fumetto, suo vero sogno nel cassetto, per passione pura. Si diploma in ‘’Fumetto ed in ‘illustrazione Digitale’ alla Scuola Internazionale di Comics di Torino. Inizia prima del 2000 a coniugare il fumetto con la sua abilità ceramica, e dopo anni di sperimentazione e di studi i risultati sono emozionanti quanto maturi, sognanti quanto duraturi nel tempo come é la materia ceramica.

Nuvole di creta può essere il nome adatto a questo nuovo filone dove illustrazioni e immagini sono riprodotte con pittura ad engobbio su porcellana chiara purissima.
Il risultato artistico, condotto direttamente dalle mani di Cristina Cambiganu, è eclatante, sia che si tratti di fogli di creta bidimensionali, che di oggetti tridimensionali magari adatti ad illuminare, che di sculture che danno vita tridimensionale ai personaggi.


Finale for Nepal



Baj. Figure dell'immaginario 1951-2003



Riceviamo e rilanciamo


Il Comune di Savona e la Fondazione Culturale Cento Fiori promuovono nello spazio mostre temporanee del Museo d’Arte di Palazzo Gavotti la mostra Baj. Figure dell’immaginario 1951-2003 che resterà aperta fino al 13 dicembre 2015.


La mostra nasce da un progetto dell’Archivio d’Arte Contemporanea dell’Università di Genova (già responsabile della mostra su Asger Jorn del 2014) e dell’Archivio Baj di Vergiate, che raccoglie e promuove l’eredità artistica e documentativa dell’artista. 

Con quasi quaranta opere esposte, la mostra presenta al pubblico un percorso attraverso la lunga e intensa carriera artistica di Enrico Baj (1924-2003), a partire da Quamisado II, capolavoro del periodo “nucleare” e dalle tre sculture antropomorfe in ceramica realizzate dall’artista ad Albissola Marina durante il famoso Incontro Internazionale della Ceramica del 1954.


mercoledì 23 settembre 2015

ALTARE VETRO DESIGN 2015



ALTARE VETRO DESIGN 2015


Giunto alla quinta edizione, Altare Vetro Design e Altare Vetro Arte rappresenta ormai un appuntamento fisso, grazie al quale il Museo dell'Arte Vetraria di Altare con la piccola fornace presente nel giardino della villa si pone al centro del dialogo tra designer e  artisti da un lato e maestri vetrai dall'altro.

Il primo appuntamento è con ‘ALTARE VETRO DESIGN’ a partire dal 26 settembre fino al 1 novembre.

Ospite della rassegna è Matteo Zorzenoni, giovane designer trevigiano, attivo a livello internazionale, che , in omaggio a Expo 2015 e alla riflessione legata al cibo, si è concentrato sulla reinterpretazione del bicchiere, tipologia ampiamente praticata nei secoli dai vetrai altaresi, vero best seller della loro produzione.

La ricerca di Matteo Zorzenoni, attenta certo alla forma e alla funzionalità, si appunta principalmente sui materiali, interessato alle loro peculiarità, stimoli e vincoli alla progettazione. Le sue creazioni, talvolta ironiche, coniugano il rigore geometrico con elementi morbidi, che richiamano il mondo naturale, in vetro incolore ma anche colorato. Spesso materiali diversi si trovano affiancati in un medesimo oggetto, in cui il contrasto diventa elemento di forza e di grande efficacia.

Il maestro francese Jean-Marie Bertaina, che opera a Biot, nelle Alpi Marittime, realizzerà nella fornace del Museo i progetti del designer. Caratteristica della produzione di Bertaina è la capacità di creare oggetti d'uso, ma anche sculture, attento a rendere effetti particolari, che richiamano, ad esempio, l'opacità del metallo.

Dal 14 novembre fino a 31 gennaio 2016 andrà in scena Altare Vetro Arte. Quest’anno la manifestazione sarà l'occasione per presentare le opere di artisti moderni conservate nei depositi del Museo. Opere che nel corso degli anni diversi artisti, in occasione di mostre o di eventi particolari, hanno donato e che costituiscono un fondo prezioso e di grande interesse che si intende valorizzare e far conoscere.


Museo dell’arte vetraria altarese
Piazza Consolato 4 - 17041 Altare (SV) - Tel  0195 84734 – www.museodelvetro.org
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 14 alle 18




sabato 5 settembre 2015

mercoledì 2 settembre 2015

Viaggio nel mondo ebraico di Emanuele Luzzati



Torna, domenica 6 settembre, la Giornata Europea della Cultura Ebraica, il tradizionale appuntamento coordinato e promosso in Italia dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che invita a scoprire il patrimonio culturale ebraico, con centinaia di eventi tra visite guidate a sinagoghe, quartieri e musei ebraici, spettacoli, mostre, concerti, degustazioni kosher e incontri culturali.

Alla manifestazione, giunta alla sua sedicesima edizione, aderiscono trentadue Paesi europei. È da sempre una proposta di condivisione e di incontro tra culture. Intenti, questi, ben espressi dal tema dell'edizione 2015, Ponti & AttraversaMenti, minimo comun denominatore degli eventi e degli appuntamenti organizzati in ognuna delle settantadue località che aderiscono quest’anno in Italia.

Ampio e articolato il programma a Genova, dove si darà il via alla manifestazione alle ore 10 in Sinagoga (via Bertora, 6), con l'intervento del presidente della Comunità Ebraica di Genova Ariel Dello Strologo. Nel corso della giornata si terranno, al mattino e al pomeriggio (11-13,15.45-17.45), dodici brevi conferenze curate da esperti di cultura ebraica, dedicate a grandi personalità del mondo ebraico che, con le loro opere e con differenti linguaggi, hanno contribuito all'edificazione di ponti ideali fra le società e le culture, da Marc Chagall a Leonard Cohen, da Albert Einstein a Walter Benjamin.

Al termine di ogni sessione, sia al mattino che al pomeriggio, si terranno le visite guidate alla Sinagoga, per scoprire il luogo di preghiera e di studio degli ebrei di Genova e approfondire la conoscenza delle tradizioni ebraiche. Il ciclo di incontri si concluderà alle 18, con l'intervento del Rabbino Capo di Genova Rav Giuseppe Momigliano.

Durante tutta la giornata sarà visitabile la mostra di opere del grande artista e scenografo ebreo genovese Lele Luzzati, Viaggio nel mondo ebraico di Emanuele Luzzati, allestita nel salone del Museo Ebraico di Genova, nello stesso edificio della Sinagoga, e a disposizione dei visitatori. Per maggiori informazioni è possibile contattare la Comunità Ebraica di Genova, al numero 010 8391513 o all’email: info@cegenova.it.

http://genova.mentelocale.it/