giovedì 16 giugno 2022

Amarcord. Ricordi, sogni, nostalgia, amore. Una vita in sette foto ritrovate per caso

 

Ricordi, sogni, nostalgia, amore
Una vita in sette foto ritrovate per caso

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.»

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”


Ricordi, sogni, Blade Runner, Shakespeare.
Tutto qui, basta e avanza.
Oggi ho trovato una busta piena di vecchie fotografie. Insomma, di ricordi e di sogni.Un caso? Non credo.
Niente nella vita degli uomini accade per caso.
Ma poi, davvero l'ho trovata o è stata quella busta ingiallita, che non si rassegnava ad andare perduta nel tempo, a chiamarmi?
Non lo so. Ma guardare quelle foto è stato come aprire una porta.
Si dice che tutto quello che si mette in rete è destinato a durare un tempo che non siamo in grado di calcolare, a non andare perduto, a continuare a vivere anche dopo che noi non ci saremo più. Anche i ricordi che altrimenti davvero svanirebbero come lacrime nella pioggia.
Un buon motivo per postare alcune di quelle foto.
Chiamatelo, se volete, nostalgia.
Io preferisco chiamarlo amore.















Amarcord 1

Questo è mio nonno, Giuseppe “Pippo” Carli, Figlio di una famiglia di contadini di Piani, tra Porto Maurizio e Dolcedo. Tornato dalla guerra, quella “grande” del 1914-1918, aveva aperto una barberia in Piazza Dante a Oneglia e sposato mia nonna . Giovane e pieno di speranza, guardava il mondo con occhi da socialista turatiano convinto che gli uomini avessero finalmente capito e che non ci sarebbero più state guerre. Era il 1921, da poco era nata mia madre.















Amarcord 2

Questo è mio padre, Giuseppe “Pino” Amico. Figlio di un ferroviere siciliano trasferitosi a Oneglia negli anni Venti. Siamo nel 1940, la guerra è appena cominciata. Lui, da poco arruolatosi volontario nei Reali Carabinieri, ancora credeva che sarebbe stata breve e vittoriosa.



















Amarcord 3

Questa è Angela. Il mio primo grande amore. Avevo 13 anni e da Ameglia, vicino a La Spezia, venni a vivere a Savona dove mio padre, maresciallo dei CC, era stato trasferito. Alla mia partenza, nell'estate del 1962, lei mi lasciò questa foto con una dedica sul retro. Io le lasciai il mio cuore di ragazzo. Tante volte mi sono chiesto che donna sia diventata, quale sia stata la sua vita, cosa ricordi di quell'amore innocente fatto di sguardi e di sorrisi,.


























Amarcord 4

Questo è di nuovo mio padre, molto più giovane di quanto sia io ora. Il nostro è stato un rapporto conflittuale e difficile. Trovai questa foto tra le sue carte dopo la sua morte. Conteneva un messaggio per me che lui voleva evidentemente leggessi solo quando non ci sarebbe più stato. Lo avevo sempre considerato un uomo duro, capii allora che la sua severità era soprattutto pudore, paura di mostrare i sentimenti che provava.















Amarcord 5

Questo sono io a 19 anni, sicuro delle mie idee, convinto di cambiare il mondo.















Amarcord 6

E questa è Vilma, la donna con cui ho diviso la mia vita. Mi diede questa foto, fatta alla macchinetta della stazione, come pegno d'amore, il giorno dopo che ci mettemmo insieme nel luglio 1970. Aveva vent'anni. Di lei, bellissima, la prima volta che la vidi mi colpì la profondità e la dolcezza un po' triste dello sguardo. In quegli occhi mi sono perso e ancora ne resto prigioniero.















Amarcord 7

E questo è mio figlio Luca, bambino. Non so perché questa foto invece che in un album sia finita nella busta dei ricordi. Forse perché mio padre non aveva saputo dirlo a me, fin dai primi giorni della sua vita non ho mai avuto timore di dirgli che gli volevo bene. E continuo a dirglielo ancora oggi, anche se è diventato uomo, a sua volta padre.