TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


domenica 4 gennaio 2026

Quando un partito diventa setta: il caso del Workers Revolutionary Party

 














Giorgio Amico

Quando un partito diventa setta: il caso del Workers Revolutionary Party

The Party Is Always Right. The Untold Story of Gerry Healy and British Trotskyism, di Aidan Beatty, è un libro che ha suscitato forti polemiche all’interno di una parte di ciò che resta (poco) del movimento trotskista. Tuttavia, lette al di fuori delle tradizionali guerre di parrocchia tra correnti rivali, molte di queste polemiche appaiono più come il riflesso di antichi conflitti settari che come critiche storiograficamente fondate del libro. Basti, tanto per citarne una, Biography as demonology: Aidan Beatty’s The Party is Always Right: The Untold Story of Gerry Healy and British Trotskyism di David North.

Il libro di Beatty non ambisce a essere una storia complessiva del trotskismo britannico, né una ricostruzione sistematica dei suoi dibattiti teorici. Si tratta piuttosto di una biografia politica atipica, che utilizza la figura di Gerry Healy come riflessione critica sulle dinamiche perverse dei piccoli partiti rivoluzionari del secondo Novecento, caratterizzati da una forte centralizzazione del potere, da un linguaggio ideologico e da un rapporto autoritario tra leadership e base militante, oltre che da un maschilismo sfociato come nel caso di Healy o del SWP britannico addirittura nell'abuso sessuale delle militanti da parte di capi e capetti come pratica in qualche modo "normale".

Da questo punto di vista, il principale merito del libro sta nella capacità di descrivere con chiarezza e rigore le dinamiche di potere interne al Workers Revolutionary Party e all’ambiente che lo circondava. Beatty mostra come l’idea del “partito sempre nel giusto”, evocata già nel titolo, possa trasformarsi da principio di coesione politica in strumento di gestione autoritaria del corpo militante e, inevitabilmente, in meccanismo di legittimazione dell’autorità personale del leader, di cui viene sacralizzata la figura e sancita l'infallibilità. La figura di Healy emerge così non solo come dirigente politico, ma come emblema di un sistema in cui il dissenso viene percepito come tradimento e la fedeltà politica si confonde con la devozione personale.

Beatty racconta come l’impegno totale richiesto ai membri dell’organizzazione produca isolamento sociale, e da qui una totale dipendenza psicologica dall'organizzazione e una difficoltà crescente nel distinguere tra vita privata e vita politica. In estrema sintesi la descrizione di come un gruppo politico si trasforma in setta. In questo senso, il libro offre spunti che vanno ben oltre il caso Healy e risultano utili per comprendere fenomeni analoghi in altri movimenti politici radicali, non necessariamente di matrice marxista.

Va detto che, privilegiando soprattutto la figura di Healy, la dimensione teorica, così come il contesto storico più ampio in cui egli operò, rimangono spesso sullo sfondo. Nonostante questo il libro di Aidan Beatty merita di essere letto come un contributo alla comprensione, più che della storia del movimento trotskista, dei rischi di vero e proprio plagio insiti in organizzazioni politiche fortemente ideologizzate e minoritarie, dove il confine tra disciplina e autoritarismo è spesso molto labile.


Aidan Beatty
The Party is Always Right
Pluto Press, London 2024

giovedì 1 gennaio 2026

Raniero Panzieri da Mondo Operaio ai Quaderni Rossi

 















Il presente lavoro si propone di ricostruire il percorso teorico e politico di Raniero Panzieri nel periodo compreso tra il 1957 e il 1961, una fase spesso interpretata come puramente transitoria ma che, al contrario, costituisce un momento decisivo non solo nella biografia intellettuale dell’autore, bensì nella storia complessiva del marxismo italiano del secondo dopoguerra. Questi anni, che precedono la fondazione dei Quaderni Rossi, rappresentano infatti un vero e proprio laboratorio teorico e politico, nel quale si elaborano — attraverso un confronto serrato con la crisi del movimento operaio internazionale e con le trasformazioni del capitalismo avanzato — i presupposti fondamentali dell’operaismo italiano.  

Il quaderno può essere scaricato da www.academia edu













 


lunedì 15 dicembre 2025

Vitigni e vini d'Italia

 
















Ieri a Sidney, domani a Roma




 








Ieri a Sidney, domani a Roma

Le parole non sono neutre, producono effetti.

Gridare al genocidio (quando si tace sull'Ucraina dove i morti sono dieci volte tanto), definire gli israeliani nazisti, falsificare la storia, gridare "dal fiume al mare" (cioè auspicare la distruzione dello Stato di Israele) non sono semplici parole, frasi al vento senza effetto. Lo abbiamo visto in Italia. A furia di gridare che "uccidere i fascisti non è reato" poi qualcuno ha cominciato a farlo sul serio.

Oggi si grida al "genocidio", si incita all'odio contro gli ebrei in quanto sionisti che vengono cacciati da dibattiti, aule universitarie, eventi culturali, domani qualcuno penserà che è giusto sparare per vendicare le vittime del "genocidio".

Criticare la politica israeliana è legittimo e su molti aspetti anche opportuno, parlare di genocidio, incitare all'odio e alla caccia all'ebreo no.

Chi lo fa, come gran parte della sinistra, si assume la responsabilità delle conseguenze. Ieri a Sidney, domani a Roma.


venerdì 12 dicembre 2025

mercoledì 10 dicembre 2025

Petit Hotel Des Valises

 





































Petit Hotel Des Valises
Locataire: DELLEPIANE
a cura di Sandro Ricaldone
In collaborazione con Zeffirino Zali
Entr’acte
Via di sant’Agnese – Genova
11-20 dicembre 2025
7-16 gennaio 2026
orario: da mercoledì a venerdì 16-19
inaugurazione giovedì 11 dicembre, ore 17


Ogni valigia è un quadro che sogna di partire.
Dentro: un’aria piegata, come una mappa dismessa.
Le linee disegnano le scale del vuoto.
C’è odore di abbandono nelle tasche,
odore di barlume che si abbuia.
Il visibile è pittura evaporata.
Da uno squarcio, le gambe di una sedia.
Respira altrove un azzurro silenzioso,
le maniglie afferrano la mano.
Trascinato dalle ruote del passato,
il tempo apre le ali del ritratto.
Ogni simbolo s’inabissa, pan perduto.
Nell’Hotel nessuno vede il giorno.
L’ombra sostiene il peso della luce,
l’alfabeto afasico s’intrica.
Una fodera: fusione sul ligustro,
un peso profetico che preme.
Rimane, tutto, nel bagaglio dei ricordi.
In pagine tremanti Dellepiane
vive scritto come è scritto l’attimo
di tutte le immagini inventate.

Nota: questo testo contiene riferimenti a opere, performances e mostre di Beppe Dellepiane e cita alcune delle poesie contenute nel volume “Carta santa” (2015)


Beppe Dellepiane (Genova Bolzaneto 1937 – 2019).

Esordisce all’inizio degli anni Sessanta, muovendosi inizialmente tra Informale e Poesia Visiva, e sviluppa successivamente un linguaggio personale che unisce pittura, parola e oggetto.
Nel 1971 presenta due lavori destinati a segnare la sua affermazione nazionale: Bici-ambivalente (galleria Unimedia di Caterina Gualco, Genova) e La Madonna della seggiola (galleria Brandale di Savona). In questo periodo Dellepiane diviene uno dei protagonisti della performance italiana, esibendosi in città come Genova, Napoli, Torino, Roma, Spoleto e Graz.  Le sue performance esploravano temi di nascita, malattia, nutrimento e creazione artistica, unendo simbologia arcaica e profondità concettuale.
Negli anni Ottanta e Novanta realizza numerose installazioni e assemblaggi di materiali poveri. È del 1982 la sua personale “A Guido Gozzano” al Museo di Palazzo Bianco a Genova, mentre nell’estate 1998 tiene al Museo d’arte contemporanea di Villa Croce l’antologica “Metafore, metonimie, trasmutazioni”, curata da Sandra Solimano.
Nelle opere più tarde e nei lavori su carta degli anni Duemila, raffigura con leggerezza visionaria soggetti familiari - case, sedie, animali, scale - autentici emblemi onirici e spirituali, che espone, fra l’altro, in una mostra tenuta a Palazzo Ducale dal titolo “Ombra e sogno sono il peso della luce” (2012). Nello scorso mese di novembre Entr’acte ha allestito una importante personale dell’artista, intitolata “Le grand tableau e le Radici della terra”.

Un particolare ringraziamento a Francesco Donato per il supporto nell’allestimento.

sabato 15 novembre 2025

Michel Raptis (Pablo), La seconda guerra mondiale e la Quarta Internazionale

 


Lo scritto di Pablo sui trotskisti nella Seconda guerra mondiale si colloca all’incrocio tra memoria militante e riflessione storica. Esso consente di restituire la voce di un protagonista diretto degli eventi, offrendo al lettore non soltanto un documento di valore testimoniale, ma anche un contributo alla comprensione delle dinamiche politiche e organizzative che caratterizzarono la resistenza rivoluzionaria in Europa. In tal senso, il testo di Raptis si configura come una fonte primaria di grande interesse per la storiografia sul trotskismo e, più in generale, per lo studio delle culture politiche della sinistra rivoluzionaria nel XX secolo.

Il testo è consultabile sul sito www.academia.edu