TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


giovedì 15 dicembre 2011

Nasce il Presidio genovese del MAP



Domenica 18 alle ore 17 inaugura al Piano Nobile di Palazzo Imperiale in Piazza Campetto il Presidio Genovese del MAP, il museo nomade di Arti Primarie attivo già a Savona e Vendone, dopo un lungo periodo di attività nelle Albisole.

Lo spazio è suggestivo...circa 900 mq organizzato in grandi saloni affrescati da Luca Cambiaso e Giovanni Battista Castello, grandi teche in ferro e cristallo sospese sui muri e illuminate da sofisticati led flessibili che oggi sono puntati sulle terrecotte della collezione permanente del MAP: Africa, Oceania,Asia Minore, Cina, dal Neolitico al Novecento.

C'è anche una piccola e attrezzata sala multimendiale utilizzabile per conferenze e videoconferenze che valorizzeranno in modo significativo l'obiettivo della comunicazione multimediale caratteristico di Tribaleglobale.

Le opere di Arte Primaria esposte in modo permanente dialogheranno con opere d'arte moderna e contemporanea attraverso eventi che per periodi di circa quattro settimane si alterneranno contaminando ulteriormente gli spazi espositivi: si inizia con una serie di ceramiche realizzate tra il 1972 e il 1979 da Enzo L'Acqua. Sono " texture" che vennero realizzate immergendo tessuti usati all'epoca dai lavoratori del porto nella terre bianca liquida: dopo l'asciugatura risultava un corpo unico che, liberato delle parti superflue con aria compressa, veniva posizionato su una piastra di terracotta e cotto in un'unica cottura. Sono previste collettive e mostre di personali di artisti tra cui Filippo Biagioli, Andrea Mattiello, Mino Parodi, Graziella Piccone, Claudio Ruggieri. Musica, video e fotografia avranno costantemente spazio : si comincia il 18 gennaio con il Coro della Comunità Ebraica Ligure.

Presenterà le attività il Sovrintendente generale del MAP Giuliano Arnaldi.

Un particolare curioso... ai visitatori viene consegnato un volantino che contiene solo codici qr: scansionandoli si ha accesso all'intero database di immagini di Tribaleglobale

Lo spazio è visitabile a titolo gratuito fino al 31 dicembre, ed è aperto il venerdì dalle 16 alle 18.30, il sabato dalle 10 alle 1 e dalle 16 alle 18.30 oppure su appuntamento telefonando al numero 329.9611927

martedì 13 dicembre 2011

venerdì 9 dicembre 2011

A Vendone si inaugura "L'archivio della felicità"



Domenica 11 dicembre alle ore 11 nella piazza Martiri della libertà a Vendone nell'entroterra di Albenga verrà inaugurato "L'archivio della felicità" con la posa delle prime fotografie. Abbiamo intervistato Giuliano Arnaldi, ideatore dell'installazione realizzata dalla Fondazione Tribaleglobale con il patrocinio del Comune di Vendone e della Proloco

Cos'è "l'archivio della felicità"?

Ti rispondo con le parole del testo che spiega a chi passa sulla collina più alta di Vendone, tra la Chiesa e il Municipio, il senso del curioso muretto che come un lungo filo del colore del sole corre lungo la strada provinciale. Sul muretto tante piastrelle in ceramica con riprodotte fotografie antiche e moderne, a colori e in bianco e nero.

"Questo è un archivio di immagini felici, ricordi di gioia e di allegria: serve per parlare di noi, di come siamo fatti . Vogliamo presentarci così a chi incontriamo sul nostro cammino.
Siamo cresciuti nella faticosa serietà del lavoro, a volte nella sofferenza ma con un grande patrimonio di felicita' costituito con i nostri cari, i nostri amici, i nostri convincimenti, le nostre tradizioni.
Siamo fieri di ciò che siamo, orgogliosi della nostra appartenenza e perciò rispettosi e interessati alle appartenenze degli altri , convinti che l'identita' sia una forza e la diversità una risorsa.
Benvenuti nell'archivio della felicita' della gente di Vendone."

Come sono state scelte le fotografie?

Sono tutte immagini di felicita': battesimi, matrimoni, scampagnate, feste di paese, e sono state messe a disposizione dalle famiglie di Vendone: quelle presenti nel paese da prima degli anni 70 del secolo scorso hanno dato foto in bianco e nero, le altre a colori.

Scusa la domanda impertinente, ma allora è una specie di "come eravamo", un "amarcord" del paese?

Può sembrarlo a una lettura superficiale, ma è molto di più. In realtà è il frutto di una ricerca sulle potenzialità del mezzo tecnico (la fotografia) che diventa riflessione sul linguaggio delle immagini e sulla simbologia identitaria complessa e articolata che questo sottintende. Da qui a passare a riflettere sul senso della vita, il passo è breve.

Spiegati meglio

La fotografia e' stata il primo linguaggio di massa a cambiare la relazione con la memoria personale e collettiva. Fino a pochi anni fa, come ogni linguaggio, aveva i suoi riti, complessi e articolati come gli strumenti usati : camere oscure, lastre, pellicole. Tutto ciò rendeva unica ogni fotografia, e affidava ogni ricordo al tempo, destinandolo ad invecchiare con esso.

L'era digitale semplifica, velocizza e certamente offre nuove, straordinarie opportunità anche se nessuno ci può dire quanto simili prodotti resisteranno : per questo abbiamo scelto un supporto "solido" come la fotoceramica per fare memoria del patrimonio di felicita' rappresentato da queste immagini: e' un richiamo alla consapevolezza della necessita' di fermarsi, ogni tanto, e prendere fiato per percorrere il cammino della vita con un ritmo più consapevole.




Giuliano Arnaldi vive e lavora a Savona. Sovrintendente Generale del MAP, Museo di Arti Primarie di "Saona". Appassionato ed esperto di arte primarie, prevalentemente africane: ideatore e coordinatore del format culturale TRIBALEGLOBALE, ha curato eventi in luoghi diversi : 2000 -London, Black Soul, Nice 2004 Africa Anima del mondo in contempornea in diversi spazi museali e archeologici privati e pubblici, Il Padiglione della Marginalità nell'ambito della 52 Biennale di Venezia , la riapertura ( dopo ven'anni di chiusura) nel 2004 della casa Museo Jorn ad Albissola Marina.

giovedì 8 dicembre 2011

Presentazione di "Ricomporre Ipazia" a Noli

domenica 4 dicembre 2011

Produzione olearia nel ponente ligure all'inizio del '900




"Produzione olearia del ponente ligure a livello industriale, all'inizio del '900"


Lunedì 5 Dicembre 2011 - ore 17

Biblioteca Universitaria di Genova Via Balbi, 3 – Sala di Lettura

In occasione delle manifestazioni legate alla Giornata dell’Alimentazione, la Biblioteca Universitaria presenta la produzione olearia ligure a livello industriale dei primi del ‘900 attraverso le pagine della rivista “La Riviera Ligure” diretta da Mario Novaro (1895-1919)

Parteciperanno all’incontro l’arch. Maria Novaro e l’arch. Marco Vimercati

Saranno realizzate vetrine a tema su materiale pubblicitario dell’industria olearia dei primi del ‘900.


sabato 3 dicembre 2011

Da leggere: Nico Orengo, Gli spiccioli di Montale



Un piccolo libro scritto per la morte di un uliveto distrutto dalla speculazione edilizia. Immagini di una Liguria sospesa fra sogno e realtà che arrivano dritte al cuore, come lampi di luce intravisti nel gioco capriccioso delle onde sul mare.

La nostalgia non è più quella di un tempo

In un elzeviro apparso sul "Corriere della Sera", Eugenio Montale scriveva nel ‘54 che Paul Cézanne "più volte negò l'elemosina al poeta mendicante Germain Nouveau, seduto sugli scalini del duomo" ad Aix-en-Provence.

Su questo episodio, o forse diceria, si fonda il titolo d'uno smilzo e bellissimo libro di Nico Orengo, "Gli spiccioli di Montale": il sottotitolo recita "Requiem per un ulivo", giacché fra le scaturigini della narrazione v'è la sparizione probabile d'un pezzo del ponente ligure, minacciato dalla furia della speculazione edilizia.

All'epoca della prima uscita del volume (per Theoria, nel 1992), l'ergersi a difesa di codeste terre con le proprie armi di scrittore causò al Nostro un processo per diffamazione: risoltasi favorevolmente la controversia giudiziaria, ci viene infine e fortunatamente restituita la possibilità di godere d'una delle opere sue più nitide.

Sul filo della memoria, in modi sospesi fra letteratura e poesia, veniamo chiamati ad un viaggio al confine ligure tra Italia e Francia, attraverso posti incantati (Villa Hanbury ed i suoi giardini, il mercato di Mentone, Capo Mortola e la Piana di Latte): mentre, dallo sfondo e dal tempo, emergono personaggi indimenticabili come gli incupiti Laurel ed Hardy di "Atollo K", loro stanco e malinconico congedo girato a Nizza.

C'è, nella scrittura di Orengo, una musicalità che ben s'attaglia all'aspirazione sua di dar concretezza ad un "sospiro d'amore, una macchia nella memoria, un'ombra dietro al cuore": adoprando colori tenui e pennellate morbide, infatti, egli riesce a trasmettere al lettore sensazioni ed emozioni provate nel guardare alla natura, inseguire ricordi, perdersi in incanti.

Privo d'una vera e propria struttura portante, il racconto procede per illuminazioni: ed è bello smarrirsi sulle piste di luoghi magari a noi sconosciuti, ma resi vividi dalla maestria e dall'amore di questo nocchiero garbato ed insinuante. Un cesellatore della parola scritta, che conosce l'arte di ammaliare.

(Da: http://www.italica.rai.it/)

Nico Orengo
Gli spiccioli di Montale
Einaudi, 2001
Euro 8,26

Un assaggio...

"Tornando giù da Cagnes, dopo aver constato che la moussade del mare non appariva nè dall'uliveto lassù, nè dalla torre del castello dei Grimaldi, pensavo al mare che avevo visto all'età del ragazzino del museo Renoir. Un mare che si colorava con le stagioni e profumava. Era il mare delle albe di pesca, quando bruno mi veniva a svegliare tirando da sotto la finestra, in giardino, la lenza che mi ero legato, la sera andando a dormire, al pollice di un piede. mare di giugno che fioriva con le barchette di san Giovanni, in leggero cristallo. Mare immobile d'agosto, con i pampani che salivano per l'oppressione a pelo d'acqua. Mare trasparente di dicembre quando i polipi rosa camminavano sulla roccia delle riva. Mare di primavera quando l'alga bionda faceva ondeggiare i fondali. Mare viola, azzurro, bianco, verde. Un mare per ogni godet di Windsor & Newton. E io avevo fogli su fogli con prove di mare. Ma ancora mancava di vita, di tremore. Era ancora un mare disegnato, fermo.

Volevo ripassare mare, ulivi e cielo, lontano dal luogo di emozione. Lontano dalla Piana di Latte. Sarei tornato a Nizza a cercare sul mare la melanconia di Stan Laurel e Oliver Hardy, sarei andato ad Apricale, dove ancora c'erano grandi oliveti. Per il cielo non sapevo ancora se avrei scelto Grasse o Castelar, il cielo di Grasse era più alto e più secco, quello di Castelar più basso e più umido. Potevo provare i colori dal vero, sarebbe stato come cercare le facce per i protagonisti di un racconto. Dovevo, quei colori, vederli muovere, attraverso le ore del giorno, vedere di che pose, di che tic si sarebbero caricati".

(Da: Nico Orengo, Gli spiccioli di Montale, pp.43-44)