TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


giovedì 19 febbraio 2026

Pietro Secchia, Il PCI e lo stalinismo

 


Secchia rappresenta una figura-ponte: ultimo grande esponente dell’ala rivoluzionaria del PCI, ma anche testimone critico della degenerazione staliniana. La sua voce, nel 1961, è quella di un dirigente che non ha rinunciato al sogno rivoluzionario, che continua a guardare all’URSS come al faro del socialismo mondiale, ma che al tempo stesso chiede al movimento comunista internazionale di rinnovarsi profondamente per evitare che gli errori del passato si ripetano. La sua posizione, minoritaria ma lucida, permette di comprendere le tensioni interne al PCI nel difficile passaggio alla nuova fase aperta dalla destalinizzazione.


Il quaderno è disponibile sul sito www.academia.edu