TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


martedì 5 maggio 2015

Simondo, situazionista controcorrente



In occasione del trentennale del Liceo Artistico Statale di Imperia, la Biblioteca Civica “Leonardo Lagorio” ospita la mostra “Simondo, situazionista controcorrente”, a cura di Daniela Lauria e Alfonso Sista.

La rassegna ricostruisce il percorso dell’artista (che a Imperia ha compiuto i suoi studi secondari), attraverso una trentina di lavori, dagli esordi, nei primi anni ’50, al presente.

Protagonista, con Asger Jorn e Pinot Gallizio, della vicenda del Laboratorio sperimentale del Bauhaus Immaginista e tra i fondatori dell’Internazionale situazionista, Simondo ha svolto nel corso degli anni un’attività sperimentale controcorrente, sia attraverso l’elaborazione di tecniche pittoriche che inducessero la materia alla produzione di un’“immagine imprevista”, come recita il titolo della raccolta di scritti pubblicata nel 2011 dall’editrice Il Canneto, sia operando per un esercizio dell’arte aperto, con la fondazione del gruppo cooperativo C.I.R.A. e la didattica sviluppata nei Laboratori d’arte della Facoltà di Magistero di Torino.

L’inaugurazione della mostra verrà preceduta, in sala convegni, da un intervento sulla vicenda artistica di Piero Simondo ad opera di Sandro Ricaldone, autore del testo riportato nel quaderno che accompagna la mostra, realizzato e prodotto da Studio Rolla Srl – Torino. In concomitanza con la mostra, mercoledì 13 maggio gli allievi del Liceo Artistico terranno una performance pittorica (dalle ore 10.00 alle 17.00) nel porticato esterno della Biblioteca Lagorio. Le “reinterpretazioni” delle opere di Simondo realizzate dagli studenti troveranno collocazione nei medesimi spazi dell’esposizione, per essere mostrate al pubblico. Si ringrazia per la collaborazione e il supporto organizzativo ArtGallery La Luna di Franco Carena e Alessandro Capato e l’Archivio Simondo di Torino.



Piero Simondo nasce a Cosio d’Arroscia (Imperia) nel 1928. Compie gli studi secondari a Imperia e tra il 1945 e il 1946 si diploma sia all’istituto magistrale che al liceo classico. Il suo obiettivo è di iscriversi contemporaneamente sia alla facoltà di Chimica che all’Accademia Albertina di Torino, dove è allievo di Felice Casorati e Filippo Scroppo. Nel 1948 abbandona tali propositi e si iscrive alla facoltà di Filosofia, presso la quale si laurea con una tesi in filosofia della matematica su Henri Poincaré. I primi lavori sono ceramiche astratte che espone nel ‘52 ad Alba, dove si trasferisce, ospitato da Pinot Gallizio, che Simondo introduce alla pittura. Una mostra ad Albisola (estate ‘55) segna l’incontro con Asger Jorn e porta alla creazione, ad Alba, del Laboratorio Sperimentale del MIBI e alla pubblicazione del Bollettino del movimento, “Eristica”. 

Nell’estate 1956 organizza, sempre ad Alba, con Jorn, Gallizio ed Elena Verrone (che sposa l’anno seguente), il primo Congresso mondiale degli artisti liberi sul tema “Le arti libere e le attività industriali”. Nel luglio 1957 nella sua casa di Cosio d’Arroscia ha luogo la fusione del M.I.B.I. e della Internationale lettriste nell’Internazionale Situazionista, organizzazione da cui si stacca dopo pochi mesi, in polemica con Guy Debord. Trasferitosi a Torino, fonda il CIRA - Centro Cooperativo per un Istituto Internazionale di Ricerche Artistiche (1962-1967) con un gruppo di operai e intellettuali, con i quali elabora progetti di installazioni sull’alienazione e i media.


Nel 1972 entra all'Università di Torino per occuparsi dei laboratori di “attività sperimentali” presso l’Istituto di Pedagogia. Qui insegna poi Metodologia e didattica degli audiovisivi. La sua attività artistica inizia negli anni ’50 con i “Monotipi”, cui fanno seguito, all’inizio del decennio successivo, le “Topologie”. Nel 1968 inaugura il ciclo dei “Quadri-manifesto” cui fanno seguito, nel tempo, le “Ipo-pitture”, i “Nitro-raschiati” e altri cicli pittorici improntati alla sperimentazione di nuove tecniche e materiali. 

Negli anni ‘90, quando con l’età “l’angoscia dell’avanguardia si è attenuata”, Simondo torna ad usare i pennelli e i pastelli, producendo alcuni grandi polittici. Nel’ultimo decennio si dedica in prevalenza a lavori su carta nei quali rivisita i procedimenti già utilizzati cinquant’anni prima.