TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


martedì 27 gennaio 2026

David Alfaro Siqueiros, Pablo Neruda e il tentativo di assassinio di Trotsky del 24 maggio 1940


Nel 1952 il settimanale Le Libertaire pubblicava un comunicato di protesta contro la presenza dell’artista messicano David Alfaro Siqueiros nella grande mostra organizzata da Fernando Gamboa sulla storia dell'arte messicana. Il comunicato, firmato da diverse organizzazioni rivoluzionarie anti-staliniste, accusava apertamente l'artista messicano di essere stato l'organizzatore e l'esecutore dell’attentato del 24 maggio 1940 contro Lev Trotsky e dell’assassinio del giovane militante trotskista Robert Sheldon Harte.

La pubblicazione del volantino su Le Libertaire il 23 maggio 1952 voleva essere un atto di denuncia di quella che le organizzazioni firmatarie consideravano come una vera e propria riabilitazione, mascherata da celebrazione artistica, di un sicario stalinista. Da qui il titolo esplicito: “All'assassino”.

Firmato da un ampio spettro di organizzazioni rivoluzionarie — dal Movimento Surrealista alla Federazione Anarchica e all'italiano Partito Comunista Internazionalista — il volantino non riguardava soltanto la figura di Siqueiros, che comunque per tutta la vita rivendicò con orgoglio quell'azione pur definendola “dimostrativa” e negando che lo scopo fosse di uccidere Trotsky, ma soprattutto il silenzio degli ambienti culturali vicini alla sinistra, in Messico e non solo, sui crimini di Stalin a partire proprio dalla liquidazione fisica del suo principale avversario,

A questo scopo il comunicato insisteva sul ruolo svolto nel fallito attentato da Pablo Neruda, allora console generale del Cile in Messico, che avrebbe dato sostegno prima logistico e poi diplomatico a Siqueiros organizzandone la fuga all'estero. Va detto però che allo stato attuale della ricerca storica non esistono prove definitive che dimostrino un coinvolgimento operativo diretto del poeta nel tentativo di Siqueiros di assassinare Trotsky, mentre è accertato il suo ruolo nella liberazione e nell'espatrio in Cile del muralista messicano.

Come ricostruito dallo storico americano Adam Feinstein nel suo fondamentale lavoro Pablo Neruda: a passion for life (Bloomsbury, 2004):

“Il primo tentativo di assassinio di Trotsky fu organizzato da uno dei pittori muralisti messicani, David Alfaro Siqueiros. Era il capo di un gruppo di uomini in uniforme della polizia che attaccò la casa di Trotsky a Coyoacán la notte del 24 maggio 1940. Lo stesso Siqueiros partecipò all'azione indossando l'uniforme di maggiore dell'esercito messicano. Tutti i partecipanti all'attacco erano membri del Partito Comunista Messicano (MCP) o legati a organizzazioni controllate dal partito. Fecero irruzione in casa di Trotsky e spararono 300 proiettili nella sua camera da letto. Trotsky e sua moglie Natasha sopravvissero miracolosamente riparandosi sotto il letto. Il loro giovane nipote, il cui padre era stato ucciso poco prima dall'NKVD (la polizia segreta sovietica, in seguito nota come KGB) a Parigi, rimase ferito nell'attacco.

Siqueiros e altri otto militanti dell'MCP furono arrestati dopo il fallito tentativo di assassinio. Grazie alle pressioni dell'Unione Sovietica e degli agenti dell'NKVD in Messico, ricevettero condanne lievi. Senza consultare il Ministero degli Esteri cileno, Neruda incontrò Siqueiros in carcere e gli fece ottenere un visto per il Cile. In segno di gratitudine, Siqueiros avrebbe dipinto un gigantesco murale a Chilian, nel sud del Cile.”

Il documento pubblicato su Le Libertaire nel 1952 costituisce dunque una testimonianza preziosa dell'azione della sinistra rivoluzionaria nei primi anni '50 per la difesa della memoria storica sui crimini dello stalinismo e la denuncia della complicità di larga parte degli intellettuali di sinistra nell'opera di occultamento di questi.


All'assassino!

La mostra di arte messicana dall'epoca precolombiana ai giorni nostri, organizzata da Fernando Gamboa (1), include una sala dedicata a David Alfaro Siqueiros. È importante che il pubblico sia informato su questo espositore.

David Alfaro Siqueiros è un militante stalinista di lunga data. Partecipò alla Guerra Civile Spagnola nella brigata di Lister, "di sinistra memoria" (Victor Serge). Tornato in Messico dopo la sconfitta spagnola, guidò un assalto la notte del 24 maggio 1940 contro la residenza di Lev Trotsky. Quella notte, un gruppo di stalinisti, vestiti con le uniformi della polizia che Siqueiros aveva procurato loro e comandati da un maggiore (Siqueiros) e da un tenente, giunse al posto di guardia assegnato dal Presidente Cárdenas per garantire la sicurezza di Lev Trotsky. In un istante, i veri poliziotti furono disarmati e legati, e gli stalinisti assaltarono la casa, armati di mitragliatrici e bombe incendiarie. Furono sparati più di sessanta colpi e il nipote di Lev Trotsky, allora di circa dieci anni, fu ferito, mentre uno dei segretari dell'ex Commissario del Popolo, Robert Sheldon Harte, fu rapito. Il suo corpo fu trovato il 25 giugno a pochi chilometri di distanza, in una baracca affittata da Leopoldo e Luis Arenal, cognati di Siqueiros. Il corpo, ricoperto di calce, portava i segni di due proiettili. "È stato ucciso nel sonno" (Victor Serge). Arrestato il 4 ottobre dal generale Sánchez Salazar, Siqueiros fu rilasciato su cauzione nell'aprile del 1941 e fuggì in aereo il 5 maggio, grazie alla complicità di Pablo Neruda, allora console generale del Cile in Messico, sospettato persino di aver permesso agli stalinisti di travestirsi da poliziotti a casa sua.

L'inchiesta rivelò che Siqueiros aveva agito agli ordini di un certo Felipe, scomparso subito dopo l'attentato. Siqueiros era chiaramente in contatto con Jackson Mornard, che avrebbe assassinato Trotsky il 20 agosto 1940, poiché l'indirizzo fornito da Mornard alla sua compagna era quello di un ufficio affittato da Siqueiros.

Tornato in Messico nel 1947 dopo un soggiorno di sei anni in Cile, Siqueiros dichiarò al quotidiano Excelsior di Città del Messico il 23 maggio 1947: "Non ho mai rifiutato e non rifiuterò mai la responsabilità che ho in questa vicenda (l'aggressione del 24 maggio 1940 e l'assassinio di Robert Sheldon Harte), pur sostenendo di aver agito da cane sciolto. Devo ammettere che considero la mia partecipazione uno dei più grandi onori della mia vita". A quel tempo, il suo fascicolo era già stato fatto sparire dagli stalinisti.

David Alfaro Siqueiros non può che essere un agente di polizia (NKVD). Aveva appena trascorso diversi mesi dietro la cortina di ferro. La sua presenza a una mostra e l'importanza che gli è stata data possono essere spiegate esclusivamente dagli interessi politici degli organizzatori. La sua partecipazione a questa mostra altrimenti ammirevole costituisce una provocazione che deve essere denunciata. È inaccettabile sotto ogni aspetto e ci costringe a sollevare la più veemente protesta.


MOVIMENTO SURREALISTA.
FEDERAZIONE ANARCHICA.
SINDACATO INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI.
GRUPPO DI COMBATTIMENTO RIVOLUZIONARIO (Spagna).
PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALISTA.

(1) Fernando Gamboa e la sua compagna Zaradina Libovitch (alias Suzana Steel, alias Suzana Gamboa), entrambi stalinisti, si distinsero nel 1939, mentre godevano della fiducia dell'ambasciatore stalinista del Messico a Parigi, Narciso Bassols, impedendo, contro le istruzioni del presidente Cárdenas, la partenza per il Messico di rifugiati spagnoli non stalinisti, che arrivarono persino a costringere a scendere dalle navi su cui erano riusciti a imbarcarsi. Molti rifugiati spagnoli devono a loro la conoscenza dei campi di concentramento nazisti dove alcuni di loro perirono.

Le Libertaire - 23 mai 1952.