TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


lunedì 26 gennaio 2026

Giovanni Castiglia, Pergamena brunita e altre carte


 

GIOVANNI CASTIGLIA 
Pergamena brunita e altre carte 
a cura di Matteo Fochessati 
Entr’acte via di sant’Agnese 19R 
Genova 22 gennaio – 27 febbraio 2026 
orario: da mercoledì a venerdì, ore 16-19 


Dopo le due mostre dedicate a Beppe Dellepiane, Entr'acte presenta "Pergamena brunita e altre carte", selezione di lavori su carta di Giovanni Castiglia (Casteldaccia 1955-2019), il cui itinerario artistico, fra la Sicilia e Genova, dove ha vissuto fra il 1982 e il 1988, è stato recentemente ricostruito nella mostra "Acqua, cenere e stelle" allestita nella Sala Liguria di Palazzo Ducale (aprile-maggio 2025) e nel relativo catalogo edito da SAGEP, con testi di Sandro Parmiggiani, Matteo Fochessati e Sandro Ricaldone. 

Proprio negli anni genovesi Castiglia ha iniziato a “privilegiare un approccio linguistico di matrice informale, in cui segno e materia contribuivano a definire l’impianto compositivo della sua pittura: un orizzonte di ricerca autonomamente definito all’interno dei binari linguistici imboccati, che manteneva comunque intatta la possibilità di aperture verso una dimensione narrativa, sovente rivelata dai titoli stessi delle sue opere” (Fochessati). 

Con il successivo ritorno in Sicilia, il colore ha acquisito un'intensità ancora più accesa e vibrante, culmine di una espressività che univa tensione emotiva e innovazione formale. 

Nelle cinque carte ora esposte l'elaborazione di spunti naturalistici e/o di figura si traduce in una ricerca astratta fondata su segni, forme e materie. L'artista vi costruisce una sintassi visiva in cui luci e ombre, stratificazioni e contrasti cromatici delineano un equilibrio dinamico tra interiorità ed esperienza del reale. La superficie pittorica si configura così come uno spazio di dialogo tra visione e sensazione dove l'esperienza visiva si approfondisce in una dimensione simbolica e introspettiva.