TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 24 gennaio 2026

L'Ordine del Tempio tra Ponente ligure, Provenza e Basso Piemonte


 

Nel quadro della complessa articolazione giurisdizionale e territoriale del Ponente ligure tra XI e XIII secolo, la presenza dell’Ordine del Tempio non si configura primariamente come esercizio di signoria diretta o di dominazione fondiaria. Piuttosto, essa assume rilievo come fattore di integrazione sovraregionale, in grado di mettere in relazione la costa, l’entroterra e le aree transalpine attraverso una rete di insediamenti, proprietà e diritti localizzati lungo le principali direttrici di traffico commerciale. In un contesto in cui i poteri locali — ecclesiastici, comitali e comunali — sono già ampiamente strutturati, i Templari si inseriscono non tanto come un nuovo potentato che si affianca a quelli già esistenti, ma come un Ordine religioso in grado di governare la mobilità e di rendere più sicure e regolari le vie di pellegrinaggio, ma anche commerciali che attraversano il territorio.

Questa dinamica è comprensibile soltanto se si considera l’Ordine del Tempio nella sua natura profonda, cioè come organismo politico, economico e militare, in cui l’aspetto religioso è strettamente intrecciato con una capacità di gestione del territorio su scala mediterranea. È a partire da questa doppia dimensione — spirituale e pratica — che va letta la presenza templare in Liguria, in Provenza e nel Piemonte meridionale, dove la rete templare si inserisce come un’infrastruttura al servizio della mobilità e della sicurezza, più che come una semplice “acquisizione” di possessi terrieri.


Il quaderno di 15 pagine e consultabile sul sito www.academia.edu