TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


martedì 29 novembre 2022

Genova mia città intera


 

lunedì 28 novembre 2022

Quando l'abusivismo uccide

 


A quando i prossimi morti?

A Ischia metà delle case costruite abusivamente. 18000 condoni solo nella sanatoria di Conte del 2018. Se si costruisce sui costoni di una montagna franosa, come stupirsi poi che accadano delle tragedie. Ma l'alibi del cambiamento climatico assolve tutti: i furbetti che hanno costruito senza autorizzazioni infischiandosene delle norme, gli amministratori locali che han fatto finta di non vedere, i politici nazionali alla ricerca continua dei voti degli abusivi e degli evasori che in Italia sono milioni e possono decidere, come le due ultime elezioni politiche dimostrano, del risultato di una tornata elettorale.

Nonostante i morti, siamo sicuri che tutto continuerà a essere come è stato finora. I fondi stanziati alimenteranno mafie, affaristi e il malaffare che fa da sfondo alla politica italiana, nazionale e locale e un nuovo condono sanerà gli sconci che non sono ancora stati sanati.

Vite e fondi pubblici sperperati. L'Italia non cambia mai e qualcuno si offende se l'Europa ci guarda come un paese inaffidabile e ci chiede più rigore.

il culto dei Misteri nel mondo greco e romano


 

venerdì 25 novembre 2022

La ripresa del Grande Oriente d'Italia nel dopoguerra (1946-1947)

 


Questo sesto quaderno è dedicato ai primi atti del ricostituito Grande Oriente d'Italia, dopo la parentesi buia della dittatura fascista, negli anni incandescenti dell'immediato dopoguerra. In un'Italia distrutta dalla guerra, impoverita e divisa da forti contrasti ideologici, il Grande Oriente d'Italia rappresentò il tentativo di rilanciare quegli ideali umanitari e solidaristici che erano stati alla base della grande stagione prefascista. Un tentativo generoso che si infranse contro il cambiamento radicale avvenuto nel frattempo nella società italiana. Un cambiamento di cui la Massoneria non si rese conto se non in ritardo. Una incomprensione che di fatto, nonostante le tradizionali calunnie sul “potere massonico”, le costarono una sostanziale emarginazione dalla vita politica e sociale del Paese. Ed in effetti nell'Italia dei grandi partiti di massa e delle grandi ideologie, quella cattolica e quella comunista, non esisteva più alcuna possibilità che il Grande Oriente d'Italia svolgesse il ruolo egemone che aveva rivestito nell'Italia prefascista.  

Nonostante questo il ruolo della Massoneria non fu insignificante, come testimonia il contributo dato ai lavori della Costituente al cui interno la presenza massonica fu consistente e lasciò un segno indelebili in molti articoli della prima parte della nostra Costituzione repubblicana. Negli anni trattati il Grande Oriente si impegnò a fondo in una battaglia, rivelatasi poi perdente, per la totale laicità dello Stato.

Da qui la polemica contro il populismo clericale de “L'Uomo Qualunque” e la denuncia dei tentativi di compromesso di alcuni gruppi massonici di ambigua natura derivanti dalla diaspora della cosiddetta Massoneria di Piazza del Gesù, nata dalla scissione del Rito Scozzese nel 1908 e frantumatasi dopo il 1945 in una pluralità di obbedienze in lotta accanita fra loro.

Da qui lo scendere apertamente in campo in occasione delle elezioni comunali di Roma del 1947 che, dopo la riconferma del Concordato mussoliniano a causa dell'accordo fra Togliatti e De Gasperi, avrebbero dovuto segnare il trionfo dell'egemonia vaticana sulla politica interna italiana. Ricordiamo che il quel periodo si auspica Oltre Tevere l'instaurazione di una repubblica autoritaria sullo stampo del clericale regime di Salazar in Portogallo. E non solo di auspici si trattava, come dimostra il tentativo fallito, grazie proprio alle forze della democrazia laica in cui la Massoneria manteneva una forte presenza, della cosiddetta “Legge truffa” del 1953.

Tornando alle elezioni romane, fu una grande battaglia di libertà, non contro i cattolici, ma per la piena libertà di tutti i cittadini e una risposta alla violentissima campagna antimassonica lanciata in tutto il Paese dalle gerarchie ecclesiastiche che riprendevano a piene mani gli argomenti su cui il fascismo si era basato per giustificare la messa fuori legge della Libera Muratoria. Calunnie destinate a durare fino ad oggi, alimentate da ambienti clericali ma anche dall'estrema destra neofascista e da una sinistra profondamente intrisa dell'ideologia staliniana.

Quanto al presente quaderno, esso consta di due parti. La prima che riproduce un estratto di una storia del GOI nel dopoguerra apparsa sul sito web del GOI stesso e la seconda contenenti documenti apparsi su “L'Acacia”, rivista mensile del Grande Oriente, uscita dal 1947 al 1952.


mercoledì 23 novembre 2022

Comunismo e fascismo non sono la stessa cosa. Certo, ma un po' si somigliano.

 


L'angolo di Bastian Contrario

Comunismo e fascismo non sono la stessa cosa. Certo, ma un po' si somigliano.


Comunismo e fascismo non sono la stessa cosa proclama un post trovato oggi su Facebook. L'autrice , con il linguaggio di chi spiega una cosa evidente, in un lunghissimo intervento dimostra di non avere alcun dubbio in merito, anzi pare stupirsi che qualcuno possa osare anche solo di pensare ad un accostamento fra le due tragiche realtà del Novecento. Un buon esempio del fideismo religioso di una certa sinistra che si ostina a non voler accettare il giudizio della storia, per Marx, fino a prova contraria fondatore del comunismo moderno, verifica ultima di ogni teoria. Insomma , quando si parla di stalinismo, perché questo e solo questo è stato, pur nella diversità delle situazioni, il comunismo realizzato, il materialismo storico non vale più. 

In realtà la questione è un poco più complessa. Fascismo e comunismo non sono sicuramente la stessa cosa, ma questo non l'ha mai sostenuto nessuno, semmai si è affermato documenti storici alla mano che si trattò di regimi egualmente totalitari. Ma allora bisognerebbe piuttosto chiedersi che rapporto c'è stato fra comunismo, come idea di liberazione, e regime sovietico. E qui il discorso delle affinità con il fascismo si pone e come. A partire dalla pianificazione della “liquidazione” (il termine è di Stalin) dei kulak alla fine degli anni Venti, passando per quello per fame dei contadini ucraini negli anni Trenta e finendo con la liquidazione fisica dei prigionieri polacchi nel 1939, quando l'URSS era alleata di fatto della Germania nazista.. E parliamo nel complesso di decine di milioni di persone, bambini compresi, fucilate o deliberatamente fatte morire di fame, di freddo e di stenti in campi di lavoro forzato che nulla avevano da invidiare a quelli tedeschi.



Margarete Buber-Neumann, dirigente del KPD, fuggita in URSS dopo l'avvento del nazismo, mandata nel gulag per trotskismo e poi nel 1939 consegnata da Stalin agli alleati nazisti assieme ad altre centinaia di comunisti tedeschi, e finita nel lager di Ravensbruck, raccontò la sua storia di comunista non pentita nel libro "Prigioniera di Stalin e di Hitler" che si trova ancora in commercio o nelle biblioteche. Sicuramente un' utile lettura per capire quanti elementi, e non secondari, accomunino stalinismo e nazismo..

Peccato che questi fideisti irriducibili, da veri credenti, predichino molto ma studino poco. D'altronde, che serve leggere libri, se si ha già la verità in tasca? Meglio evitare il pericolo che possa sorgere qualche dubbio a minare certezze, granitiche come i cervelli che le contengono.