TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 6 luglio 2013

Sul Monte Galero nel fuoco dei gigli di San Giovanni



Giorgio Amico

Sul Monte Galero nel fuoco dei gigli di San Giovanni

Da maggio a metà luglio i monti della Liguria di Ponente sono nel pieno della fioritura. Oggi siamo saliti sul Monte Galero che con i suoi 1708 metri è la cima più alta in provincia di Savona.



















Volevamo fotografare i gigli di San Giovanni che in questa stagione abbondano lungo il crinale e non siamo rimasti delusi.

Lasciata l'auto al Colle di San Bernardo a quota 957 metri, si prende il percorso dell'Alta Via a destra della rotabile Garessio-Albenga. Subito dopo il Parco eolico la carrareccia sale dolcemente fino al Bocchino delle Meraviglie (1191 metri) attraversando un bel bosco di abeti bianchi e rossi.



Dal Bocchino delle Meraviglie si piega a sinistra e si sale lungo una vecchia mulattiera in direzione del Passo delle Caranche. Con il crescere dell'altitudine il bosco cambia. Si cammina in una splendida faggeta segnata da un paesaggio mozzafiato che spazia sui monti costieri e la piana di Albenga.



Dopo un passaggio fra le rocce si giunge al Passo delle Caranche (1411 metri) da dove si gode una bella vista delle Valli Neva e Pennavaira. Da lì la mulattiera scende per l'abitato di Nasino. Noi abbiamo seguito il percorso dell'Alta Via piegando a destra e risalendo verso il costone est del Galero con una ripida (ma breve) salita attraverso rocce e alberi.



Arrivati sullo spartiacque, ormai privo di alberi, si procede lungo una dorsale erbosa ripiena di fiori, il regno dei gigli di San Giovanni. I prati lungo il sentiero ne sono pieni.



Più in basso è il trionfo del maggiociondolo colorato di grappoli gialli. Si sale su un tappeto di mille colori:  cuscinetti di semplici fiori bianchi, delicate rose canine e primule alpine dal rosa intenso.




Proseguendo lungo la dorsale si arriva a una selletta a 1530 metri da cui parte l'ultimo tratto del sentiero verso la cima del Galero, una piramide erbosa che svetta imperiosa dal dorso della montagna.



Dopo quasi tre ore di salita percorrere questo ultimo tratto toglie un po' il fiato. Ma la fatica è ricompensata dal panorama splendido dell'intera Liguria di Ponente: catene continue di monti azzurrini e poi il mare luccicante sotto il sole e le nevi delle Marittime.





Il silenzio è totale, interrotto solo dal canto degli uccelli e dal sibilare del vento che qui soffia sempre. Verrebbe voglia di non scendere più.



Purtroppo scendiamo e la civiltà ci cattura di nuovo con il ronzio elettrico delle pale eoliche.