TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


giovedì 19 settembre 2013

Elogio del ditale



Giorgio Amico

Elogio del ditale



Come i nostri due o tre lettori avranno notato Vento largo da un po' non è aggiornato. Il fatto è che, come le grandi navi anche i piccoli blog possono andare in secca. Il vento all'improvviso cala e ci si trova a galleggiare su un mare piatto chiedendosi se abbia senso navigare ancora. E questo ci ha tolto la voglia di scrivere. Il fatto è che, come Jep Gambardella /Toni Servillo di La grande bellezza, pensiamo che ad una certa età non si possa più perdere tempo a fare cose solo per abitudine. Poi, per chissà quale strana associazione, ci è venuto di pensare alla semplicità e alla bellezza di un ditale, vero oggetto archetipico, da millenni sempre eguale a se stesso, eternamente nuovo nella sua primordiale utilità. Un simbolo di fedeltà e di fiducia. Fedeltà a ciò che si è stati, fiducia in ciò che si può ancora essere. E così ci siamo infilati il ditale e abbiamo ripreso il blog.